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www.riam.info
errori sperimentali
mia nonna si lamenta che la tv è un grosso casino. grazie alle sapienti mani del suo elettricista, quella presa le ha fatto fuori due schermi, non uno solo, e ora ha un bell'apparecchio full hd e il prossimo switch off potrebbe dare il colpo di grazia alla sua sanità mentale (lei, che guarda solo primo, secondo, terzo, qualche volta 4 e 5, il 6 mai e il 7, ma, credo, quando i suoi bioritmi di ottuagenaria sono in congiunzione). in un recente volo da un aeroporto qui vicino a quello di una grossa isola del mediterraneo, i passeggeri sostengono di averci impiegato mezz'ora meno del previsto. un fascio di neutrini ci ha messo qualche dieci alla meno 16 secondi in meno di un fotone nel vuoto a farsi ginevra-l'aquila. progettando di questi esperimenti, naturalmente sistemare gli orologi come suggeriscono einstein e compagnia relativa è la prima cosa da farsi. le cause possono essere tante, compreso il fatto che non sappiamo bene certe cose su questa roba, magari hanno massa immaginaria, chi può dirlo? o davvero, il pianeta è stato investito da un'onda gravitazionale. oppure il rivelatore si è spostato di qualche metro in avanti, quei laboratori abruzzesi sono belli grossi. di sicuro, stando a come ci si può sbagliare a digitare (e diramare) un comunicato ministeriale, potrebbero aver trovato poco traffico nel tunnel, qualche volta i semafori sono tutti verdi e hai spazio per superare i camion. sicuramente questo non fermerà il funzionamento degli oggetti tecnologici, al massimo dovremo riscrivere qualche capitolo di qualche libro, girare nuovi documentari e far rifare un sacco di calcoli e dare una registrata a certi titoli accademici. ma tutto ci avvicina al nostro vero obiettivo
la tecnica
in questo blog non si parla di tecnica se non per invenzioni il cui risvolto sociale non sia epocale. bene, l'argomento è esaurito dal seguente video. l'invidia è scontata.
dichiarazione
sporcarsi le mani per sopravvivere, questo è il senso del lavoro. uno strumento dei tanti che abbiamo che ci assicura di aprire gli occhi almeno tante volte quante sono quelle in cui li abbiamo chiusi. assumendo che esista nello sviluppo del feto un momento zero in cui si discrimina la presenza di occhi e palpebre, per convenzione (o ignoranza), imponiamo che il cosino inizi con gli occhi chiusi. poi magari li apre (contento lui, l'utero dovrebbe essere buio, ma pure l'oracolo di delphi diceva "conosci te stesso", e lo stesso iron man, dotato di lampada toracica glamour, è un uomo che per indole non sarà mai incinto, altrimenti sostituendolo con una iron woman, per consentire ai bambini della limitrofa città di vederlo nella fila dietro alla mia cacando oggettivamente il cazzo avrebbero dovuto usare accorgimenti di fotografia, effetti speciali o solo costumi da incrementi sensibili di budget. sarà per quando i tempi saranno più maturi e l'infanticidio assumerà il ruolo che gli compete) e da quel momento, se li chiude per non riprirli più, ci sono buone probabilità che di lì a poco diventi concime. checché se ne dica, noi non siamo il nostro lavoro. certo, passare la vita a tradurre omero renderà diversi da quello che affetta salumi e taglia formaggi, ma entrambi saranno sicuramente persone migliori di quello che rompe le gambe ai morosi? non possiamo dirlo. sta di fatto che oggi è festa ovunque, pure un po' nel mio cuore che non abbisogna esattamente di palladio per non farsi spappolare da schegge di armi omonime. e occorre festeggiare per sancire il valore del lavoro come diritto da cui ne scaturiscono altri, ma che, in quanto diritto, non può essere motivo di squilibrio tra chiusure e aperture degli occhi
dittature (ovvero when electioneering 2010)
abbiamo un presidente del consiglio ricco sfondato (tipo che gli sono entrati 160 milioni nel 2009), vecchio (sì, ok, bedenetto 10000 era più vecchio di lui adesso quando lo hanno vestito da cretino), satiromane (giustamente se ti entrano personalmente 160 milioni in un anno di crisi puoi premiarti per un lavoro ben fatto) e delinquente (in senso amichevole, dai, se parlassi inglese direi rogue...), e di questo possiamo vantarci con tutto l'occidente perché altrove l'italian style se lo sognano. sì, in francia ne hanno uno viscido che ci ha tolto dai piedi una sciacquetta portando argomenti non ben definiti, ma non può competere col nostro. forse in africa può trovare gente alla sua altezza, o da qualche parte in asia, ma lì è caldo, umido e la zanzara tigre è il contrario di quella nostrana, partono avvantaggiati. l'unico suo limite è che è vecchio. e il mondo corre, basta guardare i 10 aggiornamenti settimanali di distrowatch, oppure rivedere una vecchia puntata di colorado caffè: non fa ridere. e non si dica che non fanno ridere neanche quelle nuove, il discorso è chiaro. alla fine mi compro un telefonino che non bastano 4 cifre per etichettarlo e il giorno dopo il primo stronzo ha il modello successivo. insomma, il nostro boss è lento e pensa che strumenti ormai anziani come il telefonino con la vibrazione e tim tribù siano il non plus ultra del futuribile. invece, disponendo di miliardi di monete bianche e gialle con scritto "1" sopra, potrebbe finanziarsi un progetto segreto di telefonia mobile ultracriptata e agente su frequenze tutte sue, alla fine cosa può fermarlo? le leggi? [risate finte] qualcuno che spiffera? [risate finte] la tecnologia? [risate finte] i costi? forse. forse è più economico dire che certe malefatte non sono tanto malvage, piuttosto che progettare equipaggiamenti da cattivo di 007 seriamente intenzionato a soggiogare il mondo. o da batman. quindi, caro silvio, non hai proprio stile, ma fai sempre in tempo a rifarti