Lady Gaga

#dc#dc comics#batman#batfamily#batfam#dick grayson#dc fanart#bruce wayne#tim drake

seen from United Kingdom
seen from South Korea

seen from Bulgaria
seen from China
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from Japan

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from China
seen from United States
seen from United States
seen from China
seen from United States
seen from Egypt
seen from Finland
seen from United States
Lady Gaga
Mia sorella 🖤
Complimenti alla #Danimarca. #18gennaio Favorevole
I looked up at the sky, and the moon was so full and still, while the clouds moved fast, and I can't seem to be able to write to anyone else but you.
Modelli danesi
🇩🇰 Il modello danese sull’immigrazione ha successoPer anni la strategia danese sull’immigrazione è stata definita troppo dura. Oggi è uno dei modelli più osservati in Europa. Dopo il picco del 2015, Copenaghen ha cambiato rotta introducendo un sistema fondato su 6 pilastri: stop all’immigrazione di massa, corsi di lingua obbligatori, welfare graduale e condizionato, integrazione legata al lavoro,…
Dopo la prima guerra mondiale di fatto non si sono state vendite e acquisti tra stati. Il principio di autodeterminazione dei popoli è entrato nel diritto internazionale soppiantando prima nei fatti e poi nel diritto i codici dell'imperialismo.
Pensavamo che la fine degli imperi fosse un fatto storico che avremmo semplicemente studiato e non esperito dal vivo in uno dei suoi peggiori backlash.
Gli Stati uniti comprarono l'Alaska dalla Russia nel 1867 per 7,2 milioni di dollari e nel 1916 le isole Vergini danesi dalla Danimarca per 25 milioni di dollari oro. Le isole Vergini facevano parte insieme alla Groenlandia dei territori conquistati dal colonialismo danese.
Il colonialismo danese è poco studiato, e viene in genere considerato un colonialismo meno feroce di quello inglese o francese o spagnolo, anche perché più recente. Ma c'è una storia che è particolarmente significativa di quel suprematismo bianco che è l'ideologia che accomuna gli Stati uniti e l'Europa anche oggi.
Tra il 1966 e il 1975 la Danimarca attuò un progetto di “sterilizzazione forzata” su migliaia di donne indigene Inuit della Groenlandia, le donne Kalaallit, attraverso l’impianto di strumenti di contraccezione, 4500 spirali infrauterine. La Danish coil campaign, che si occupava della politica groenlandese, sarebbe riuscita in pochi anni a dimezzare il tasso di natalità dell’isola attuando una vera e propria politica contraccettiva forzata che mirava al risparmio sui costi del welfare, aumentati a causa del boom demografico che si era verificato tra gli anni 50 e 60.
Le testimonianze sono centinaia e tutte concordanti. Gli effetti sono stati aborti spontanei, emorragie interne, infezioni. Molte delle donne hanno dovuto in seguito rimuovere l’utero o hanno perso la capacità di avere figli.
La prima donna a parlarne è stata Naja Lybert, psicologa groenlandese e attivista per i diritti delle donne. All’età di 13 anni, durante una visita medica di routine a scuola, un dottore le chiese di presentarsi in ospedale dove le venne applicata la spirale contraccettiva. La stessa spirale fu applicata a tutte le sue compagne di classe. Inizialmente Lybert cominciò a sfogarsi su un gruppo Facebook in cui raccontava la sua esperienza per elaborare il trauma. Col tempo raccolse testimonianze di quasi un centinaio di donne, che oggi hanno avanzato una richiesta collettiva di risarcimento danni pari a un indennizzo di circa 43 milioni di corone danesi (pari a 5,7 milioni di euro).
Come scrive giustamente Benedetta Catanoso su Treccani, si può parlare di un progetto di genocidio.
"Il governo danese, infatti, tramite la contraccezione forzata, ha monopolizzato la capacità riproduttiva delle donne appartenenti all’etnia inuit tramite «misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo», uno degli atti che ai sensi dell’art. 2 (d) della Convenzione sulla prevenzione e repressione del crimine di genocidio integra la fattispecie propria di genocidio. Tuttavia, per coglierne significati e controversie è necessario analizzare l’articolo nella sua interezza, per cui: «per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
a) uccisione di membri del gruppo;
b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.
Per far sì che un genocidio si verifichi devono quindi coesistere 2 elementi:
elemento mentale (dolus specialis) ovvero l’intenzionalità nella distruzione del gruppo nazionale;
elemento fisico o materiale, che include la realizzazione di almeno uno dei cinque atti riportati.
Se risulta evidente la sussistenza del requisito materiale nei termini di operazioni volte a limitare le nascite interne a uno specifico gruppo, più complessa appare, in assenza di ulteriori prove, la dimostrazione dell'intenzione deliberata di sterminio, di distruzione totale o parziale del gruppo".
Christian Raimo
.
Hygge
Hygge è un sostantivo danese e norvegese impiegato per definire un sentimento, un'atmosfera sociale, un'azione correlata al senso di comodità, sicurezza, accoglienza e familiarità. Esprime un concetto analogo a quello della parola svedese mys e della parola tedesca Gemütlichkeit.
.
Il concetto di hygge non ha come fine la ricerca di una felicità momentanea, bensì di una felicità quotidiana, che contribuisce a generare un senso di appagamento di lungo periodo equiparabile al nostro concetto di "benessere, essere in armonia con il proprio tempo e il proprio ambiente. Ricerca di una pace e di un equilibrio da condividere socialmente"
.
Secondo un sondaggio dell'Unione europea, i cittadini danesi sono i più felici del mondo, visto che passano più tempo con la famiglia e con gli amici e si sentono più rilassati degli altri.
Per essere hyggelig (aggettivo derivato da hygge) bisogna concentrarsi sulle cose semplici che fanno stare bene, ricreando un ambiente accogliente dove godere a pieno dei piaceri quotidiani che la vita offre.
.
Attività tipicamente hyggelige (plurale di hyggelig) sono per esempio: esprimersi liberamente, allontanarsi dagli impegni della vita quotidiana, condividere il cibo preparando torte, biscotti, pane per ospiti e vicini. Ma anche accendere candele, cucinare, chiacchierare tranquillamente davanti ad un camino acceso.
.
Tre condizioni hanno favorito la nascita e la diffusione dell'hygge.
Il clima particolarmente ostile dei Paesi nordici, con estati di breve durata e ricche di luce che contrastano con gli inverni lunghi e bui, ha fatto crescere nei danesi la necessità di ricercare calore e comodità per lo più nelle proprie abitazioni, concedendosi del tempo da trascorrere con la famiglia, gli amici e per sé stessi.
Dopo la dichiarazione di indipendenza, la Danimarca si ritrova ad essere una distesa pianeggiante, ed il popolo, una piccola comunità. Una comunità coesa e determinata "Ciò che è perso all’esterno, verrà conquistato all’interno", in questo modo è cresciuto il senso di aggregazione e di comunità che sono i principi fondamentali dell’hygge e del popolo danese.
.
.
.
Una società basata sull'uguaglianza, tra le più egualitarie, con un servizio sanitario, scolastico e fiscale.
In Danimarca le tasse sono molto alte proprio perchè è diffusa la consapevolezza che in tal modo sarà possibile prendersi cura degli individui più fragili, come i bambini, gli anziani, i malati. Le tasse sono lo strumento concreto di una comunità per dar riparo e conforto ad ogni tipo di fragilità che può incontrare un individuo nel corso della propria vita.
Le imposte e un sistema fiscale equo e unanimamente accettato e condiviso, divengono così il mezzo per creare una "rete di supporto, di sostegno e d'accoglienza". Un modo per far sentire alla comunità e al singolo che anche lo Stato si prende cura del "tuo benessere personale".
Nasce così uno dei sistemi statuali tra i migliori al mondo. In una società del genere, in cui i bisogni primari vengono soddisfatti, c'è più tempo e propensione a dedicarsi all'esplorazione sociale, creativa e personale.
.
.
.
.
Gli elementi di hygge.
1) Luce
La luce è un elemento fondamentale per chi vive nei paesi scandinavi, per via del clima che in inverno costringe a godere della luce artificiale anche in pieno giorno.
La luce è un elemento essenziale per creare un'atmosfera hyggelig, come fondamentale è anche la scelta del tipo di illuminazione, che deve essere calda, nelle sfumature del giallo e dell'arancio, è preferibile tenere accese delle lampade a pavimento, rispetto ai lampadari a soffitto, poiché aiutano a creare un'atmosfera più intima e raccolta. Anche la luce soffusa ricreata dalle candele e dalle fiamme del camino sono in pieno stile hygge.
Osservare la fiamma della candela equivale a un vero e proprio esercizio di meditazione, che arresta il flusso dei pensieri e conduce a uno stato di calma.
L'85% dei danesi afferma che per creare un'atmosfera hyggelig bisogna usare le candele; il 28 % dei danesi le accende ogni giorno, il 23% 4-6 volte alla settimana, il 23% 1-3 volte alla settimana, mentre solo il 4% non accende mai candele. Inoltre, il 31% dei danesi accende più di cinque candele in contemporanea.
Il 4 maggio, giornata in cui ricorre l'anniversario della resa della Danimarca in seguito all'occupazione delle forze tedesche, viene celebrata la festa della luce, durante la quale vengono accese 30.000 candele in tutto il paese.
2) Stare insieme
Passare il tempo con gli amici e con la famiglia in un'atmosfera simpatica e rilassante, in cui tutti sono uguali e nessuno ha bisogno di essere al centro dell'attenzione, descrive un altro punto fondamentale di una situazione di hygge: lo stare insieme.
Quando ci si riunisce è fondamentale creare un'atmosfera informale: gli ospiti devono sentirsi a proprio agio, accolti in un'atmosfera conviviale in cui tutti si sentono liberi di esprimersi e di essere sé stessi. In questo modo è possibile instaurare rapporti autentici che generano senso di appartenenza.
.
3) Cibo e bevande
Lo stare insieme si associa al mangiare e al bere e alla convivialità. Secondo le regole di hygge, non si deve rinunciare alle cose buone da mangiare, anche se sono poco sane. Allora, tra i prodotti più consumati ci sono: carne, caffè, dolci, cioccolato. Molto hygge è anche il cucinare insieme tra amici e l'odore delle torte fatta in casa. Tra le bevande adatte a tale atmosfera ci sono il tè, la cioccolata, o il vin brulé (gløgg), ma quella considerata più hygge è il caffè.
.
.
.
.
.
.
Esistono anche dieci cose che fanno la casa più hyggeligt:
- Hyggekrog - è un posto della casa, di solito nel salotto, dove si può sedere tra i cuscini con una coperta;
- caminetto;
- candele;
- oggetti in legno;
- piante;
- libri;
- oggetti in ceramica;
- rivestimenti di diversa fattura;
- arredamento vintage;
- cuscini e coperte
.
.
Le dieci parole chiave:
Atmosfera - abbassare le luci, accendere una candela, luce calda
Presenza - essere qui e ora, spegnere i telefoni.
Piacere - concedersi caffè, cioccolato, biscotti, torta.
Eguaglianza - il "noi" deve vincere sul "me".
Gratitudine - accogliere quel che c'è.
Armonia - non c'è competizione.
Tregua - non drammatizzare; si parlerà di politica un altro giorno.
Spirito di solidarietà - condividere racconti e ricordi.
Comfort - mettiti a tuo agio, prendi una pausa, rilassarsi è tutto.
Rifugio - un posto di pace e sicurezza.
.
.
.
.
.
.
.
.
Aarhus - Danimarca
Mi mancherà svegliarmi con questa vista.