sui conflitti nello spazio
premessa che dovrebbe condizionare tutto e tutti ogni istante, prima di tutto il resto di questo post. qualunque quantità di conflitto fisicamente, psicologicamente e socialmente doloroso è eccessiva è deprecabile; tuttavia certi obiettivi, pure i più nobili, si possono paragonare a una ghiotta frittata, la cui esistenza stessa non può prescindere dall’incolumità delle uova.
e ora partiamo da lontano. gli antichi erano noti per la violenza che ne connotava la vita e tale violenza, sebbene alla bisogna si strumentalizzi per i propri comodi, ultimamente risulta in calo con l'andare del tempo. ciononostante, tra una coltellata e l'altra, si sono persino presi la briga di fare cose come guardare il cielo e osservare che gli astri non sono tutti uguali: tolti i pianeti, il sole e la luna, al netto di comete, meteoriti, meteore, asteroidi e ufo, gli restavano le stelle vere e proprie.
coevi se non precedenti a tolomeo o eratostene, sono i fatti di star wars. i titoli scorrevoli si limitano a una vaghezza che, lontano dalla comodità di una poltrona o un altro seggio adeguato all’evasione connessa alla visione su schermo di un’opera d’ingegno e intrattenimento, risulta fastidiosa qualora si voglia puntualizzare, alla faccia di giacomo leopardi o di una certa estetica poco cronale. collochiamo arbitrariamente quelle vicende prima del pensiero liberale, che può significare anche il mesozoico o solo il 1700. a conti fatti, cambia poco o george lucas lo avrebbe precisato: sono epoche piuttosto dolorose, persino in una galassia piuttosto distante. perché in fin dei conti è ciò che ci stanno raccontando, ovvero avvenimenti già verificatisi fuori dalla portata nostra e della nostra weltanschauung. ma se non possiamo che assistere alla narrazione dei fatti senza intervenire e senza che ci condizionino più di tanto (anche perché, per farla breve, è tutto finto) i valori alla base di tali vicende vanno al di là di gravità, relatività ristretta e generale, e non conta più di tanto che tu sia natalie portman, ewan mcgregor o un artista incomparabilmente meno conturbante di loro ma coinvolto in una trilogia più convincente, si parla comunque di guerra. e la tecnologia a disposizione consente a certe ambizioni di adattare la guerra a proporzioni stellari. ciò comporta che per agire in tale contesto, occorrano mezzi di trasporto grossi e complicati, per i quali un equipaggio non si può limitare a harrison ford e a un altissimo caratterista con un costume maleodorante, bensì si devono riempire (come sul mare), corazzate, vascelli, incrociatori o torpedinieri di personale. sì, lo sforzo bellico risolve la disoccupazione a tanti livelli, ma da una parte il gergo e il contesto marino, oltre al sapore un po’ corsaro e romantico, consentono di sperare che un naufragio non significhi morte con probabilità vicinissime al 100%. invece, per quanto comodi e rapidi, quei velivoli si aggirano in luoghi del tutto inospitali per chi ha una biologia a cui piacciono certi gas a certe temperature, con tutto ciò che ne segue. per cui un danno ingente a uno di quegli scafi mette in serissimo pericolo il prosieguo dell’esistenza di chi occupa una delle astronavi di cui si sta parlando. astronavi impegnate in gran numero in delle guerre che i cineasti non ci nascondono affatto. e così, mentre questo o quel protagonista, antagonista o simile agisce, data la situazione di guerra, l’esito di certe trovate è quello di danneggiare le risorse dell’avversario. risorse che spesso sono astronavi piene di gente che muore male per esplosioni o per l’esposizione al vuoto cosmico. e le astronavi sono numerose, perché la scala di uno sforzo bellico galattico può far sembrare le forze dei lannister alle prese con una daenerys targaryen con la luna storta degli sventurati da vignetta della settimana enigmistica o i fanti della campagna di russia dei boy scout che hanno avuto un contrattempo. e tutto ciò condisce delle storie che noi quasi obblighiamo dei ragazzini a vedere perché “guarda quanto sono fichi”.sì, alla terza scena viene sparecchiato un pianeta per sperimentare un’arma smisurata, ma poi le controversie si risolvono solo con la violenza, come ai tempi dei romani, o in una qualunque giungla. quindi cosa stiamo insegnando alle generazioni che ci seguiranno? restiamo vigili e facciamo tesoro degli errori della dinastia skywalker e di coloro che le girano intorno.













