“Una preghiera due preghiere pregherò, nel dubbio della sera ... un'altra frase mezzafrase aspetterò sperando che sia vera”.
[Mahmood-Ornella Vanoni, Sant'Allegria]

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“Una preghiera due preghiere pregherò, nel dubbio della sera ... un'altra frase mezzafrase aspetterò sperando che sia vera”.
[Mahmood-Ornella Vanoni, Sant'Allegria]
La Vanoni praticamente ha appena detto: Fiorello HAI ROTTI I COGLIONI CON IL TUO CANTARE. QUEEN!
La Vanoni desidera, palesemente, quagliare con Favino.
Pensieri di notte
Poserò, poserò questo scudo di ferro Volerò fino a te che sei L'azzurro immenso su di me
(Cammariere, Kunsler e Bardotti)
Quanti stupendi incontri su questo porto di mare in questo periodo. Lo so è il mio carattere chiuso, inutilmente chiuso, che mi porta anche per trimestri interi a trattenere parole. Perseverare autem diabolicum. Approfitto di avere aperto la finestra e di espormi al vento della condivisione per questa meditazione quaresimale. Una volta lo facevo e mi faceva bene. Un respiro a denti stretti prima dell’attacco. Prima considerazione, sono un fabbricante di parole, ne costruisco molte come le acciughe quando fanno il pallone (chi apprezza De Andrè sa cosa voglio dire) mi ci nascondo dentro. Oggi, in questa notte che va a finire, vorrei provare ad andare dritto al sodo, senza matematica, senza lemmi strani, inusuali e inusitati, al massimo tre termini in giapponese non di più; sincero, anche se non so dove mi porterà questa corrente. Dunque il pensiero che mi attraversa (Mokuso): la morte è passata vicino a persone care, o a persone che sto imparando ad amare. Una morte di quelle impreviste, non come quella dei miei genitori che hanno passato i 90 anni e quindi te lo aspetti, per egoismo non sarai mai pronto al 100%, ma sai che la vita è preziosamente limitata. Gino Paoli ha perso un figlio e questo ha interrotto la sua voglia di vivere, non è nell’ordine naturale che un giovane vada avanti prima di uno con più anni, eppure capita. Un maestro ti ha lasciata e con lui il sostegno per non inciampare. Il ragionamento di oggi è, cosa succede a chi resta, come si va avanti dopo essere finiti nella buca con acqua. Penso a quando mi sono rotto la caviglia e come ho dovuto imparare a camminare di nuovo. Potrebbe essere che ci assomigli, che sia imparare con stupore, dolore, fatica e imprecazioni a rimettere un passo dopo l’altro, ad accettare la sensazione di squilibrio che però porta avanti, anche quando avanti è una direzione imprecisa senza consapevolezza, senza volontà perfino. Anche io ho perso persone care in modo imprevisto, inaspettato, penso sia esperienza comune, anime della mia stessa età che il mare si è portato via, avrei potuto essere con loro, ma il destino, ché al caso faccio fatica a credere, ha allontanato queste creature importanti e preziose per me, mentre mi affidava la crescita di una vita nuova, per un senso di equilibrio al quale ho paura di dare un nome, ma c’è. Trattengo metafore matematiche, (Mushin) non so se questi pensieri sconclusionati siano comprensibili, accarezzo però forte il senso di empatia, meglio di compassione nel senso più buddista del termine, rifiutando secondo i precetti di questa stessa via il distacco. Oggi no, oggi sento una vicinanza che mi porta a togliere ogni corazza, a cercare conforto nella musica, in questa che Ornella definisce una non preghiera, e in una tazza di thé che a quest’ora della notte sembra ancora più buono, più amaro e più vero, come vorrei essere io. Sono senza corazza, l’ho fatto spesso tirando di spada, spiegando a chi mi diceva che la protezione era per la mia sicurezza, che senza di questa ero più libero, più vigile, più sensibile a quanto mi circondava. Questo dovrei cercare, migliore sensibilità, imparare, rinunciare alla distanza (Ma Ai). Sono passate quattro ore da quando ho scritto queste parole, c’è l’aurora che promette un giorno nuovo. Le ho riguardate molte volte, aggiungendo le virgole che quando scrivo di getto non metto mai. Dopo i fiumi di parole mi specchio in questo schermo luminoso e decido di affidare al ricordo questa notte di quaresima. Buona Pasqua ed un abbraccio forte, forte, forte. :)
L' Azzurro Immenso - O. Vanoni
Ornella
Vecchie ballate un languore pervade: L'ultima foglia
Duemilatrecentouno parole non basterebbero a spiegare il sentimento autunnale per una voce amica che non potrà incidere nuove canzoni, nemmeno quella in programma con un suo grande amore: Gino Paoli. Nel lontanissimo 1983 ho assistito al vostro concerto all'appena inaugurato Bandiera Gialla di Rimini; un'idea rivoluzionaria trasformare delle terme altrimenti silenziose di notte in un locale di tendenza con la musica anni '60. Una serata magica della quale conservo un ricordo intatto assieme a tanta nostalgia. Quante canzoni scritte per te da autori che altrettanto mi abitano nel cuore: tra questi Tenco, Califano, Renato Zero, Conte, Dalla, i brasiliani e quel Maurizio Fabrizio che ancora apprezzo spalla a spalla con Branduardi. Canzoni che hanno vibrato anche tra le corde della mia chitarra, dal Mario in bicicletta a questa bellissima Favola in un duetto con Bertoli. Come fare a dirti grazie non so, la musica è finita ma gli amici non se ne vanno, con un sorriso dentro al pianto: addio Ornella!
Favola di Pierangelo Bertoli cantata con Ornella Vanoni
Vecchie ballate un languore pervade: L'ultima foglia
Duemilatrecentouno parole non basterebbero a spiegare il sentimento autunnale per una voce amica che non potrà incidere nuove canzoni, nemmeno quella in programma con un suo grande amore: Gino Paoli. Nel lontanissimo 1983 ho assistito al vostro concerto all'appena inaugurato Bandiera Gialla di Rimini; un'idea rivoluzionaria trasformare delle terme altrimenti silenziose di notte in un locale di tendenza con la musica anni '60. Una serata magica della quale conservo un ricordo intatto assieme a tanta nostalgia. Quante canzoni scritte per te da autori che altrettanto mi abitano nel cuore: tra questi Tenco, Califano, Renato Zero, Conte, Dalla, i brasiliani e quel Maurizio Fabrizio che ancora apprezzo spalla a spalla con Branduardi. Canzoni che hanno vibrato anche tra le corde della mia chitarra, dal Mario in bicicletta a questa bellissima Favola in un duetto con Bertoli. Come fare a dirti grazie non so, la musica è finita ma gli amici non se ne vanno, con un sorriso dentro al pianto: addio Ornella!
Favola di Pierangelo Bertoli cantata con Ornella Vanoni
La voglia di Sognare
Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre Aveva per la testa grandi idee Ma in fondo, poi non ha concluso niente
Non devi credere, no, vogliono far di te Un uomo piccolo, una barca senza vela Ma tu non credere, no, che appena s'alza il mare Gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo (Luigi Tenco)
La maledizione del calendario è terminata, quella per la quale, per un tempo che mi è parso tendere all'infinito, ogni giorno era comunque un giorno di Luglio. Adesso con il cambiare del numero del mese posso percepire in modo concreto che manca poco alla pausa dal lavoro e all'imbarco verso una nuova isola: l'Elba. Rifletto così su questa sofferenza, molto poco Zen, e sul fatto che ormai la mia vita sta cambiando per un inevitabile evolvere del tempo e dei tempi. Quello che una volta era un'attesa in mezzo a tanti eventi adesso diventa un singolare polo attrattivo delle mie attenzioni, peggio ancora, un desiderio concentrato. Devo comprendere che mentre fino a qualche anno fa la mia vita aveva diversi momenti importanti al di fuori del lavoro, la spada, lo sport sull’acqua, il volo, le peregrinazioni per vedere cose statiche come musei o concerti ed ancora angoli sconosciuti del paese, oppure da dedicare al nomadismo a testa in su per seguire evoluzioni dinamiche di aerei acrobatici; adesso l'unica uscita dalla routine si caratterizza con la vacanza, il mare, la barca e le isole. La sommatoria finale offre come risultato il fatto che sto perdendo la voglia di fare cose, io direi con parole mie, riservate a questo blog, la voglia di sognare. Accetto la normalità della vita quotidiana e non mi spingo a immaginare altro, magari qualcosa di inatteso o di mai sperimentato; mi lascio vivere così. Non è che abbia una soluzione, semmai una constatazione, sul fatto che la vita dovrebbe essere ricca di sogni, non che tutti si possano realizzare, ma che facciano comunque da propulsori verso il nuovo e possibilmente la meraviglia. Al momento non è così, e mi chiedo quando e in che modo ho perso la voglia di sognare e come ritrovarla. Godspeed
Ornella Vanoni - La voglia di sognare
La maledizione del calendario è terminata, quella per la quale, per un tempo che mi è parso tendere all'infinito, ogni giorno era comunque un giorno di Luglio. Adesso con il cambiare del numero del mese posso percepire in modo concreto che manca poco alla pausa dal lavoro e all'imbarco verso una nuova isola: l'Elba. Rifletto così su questa sofferenza, molto poco Zen, e sul fatto che ormai la mia vita sta cambiando per un inevitabile evolvere del tempo e dei tempi. Quello che una volta era un'attesa in mezzo a tanti eventi adesso diventa un singolare polo attrattivo delle mie attenzioni, peggio ancora, un desiderio concentrato. Devo comprendere che mentre fino a qualche anno fa la mia vita aveva diversi momenti importanti al di fuori del lavoro, la spada, lo sport sull’acqua, il volo, le peregrinazioni per vedere cose statiche come musei o concerti ed ancora angoli sconosciuti del paese, oppure da dedicare al nomadismo a testa in su per seguire evoluzioni dinamiche di aerei acrobatici; adesso l'unica uscita dalla routine si caratterizza con la vacanza, il mare, la barca e le isole. La sommatoria finale offre come risultato il fatto che sto perdendo la voglia di fare cose, io direi con parole mie, riservate a questo blog, la voglia di sognare. Accetto la normalità della vita quotidiana e non mi spingo a immaginare altro, magari qualcosa di inatteso o di mai sperimentato; mi lascio vivere così. Non è che abbia una soluzione, semmai una constatazione, sul fatto che la vita dovrebbe essere ricca di sogni, non che tutti si possano realizzare, ma che facciano comunque da propulsori verso il nuovo e possibilmente la meraviglia. Al momento non è così, e mi chiedo quando e in che modo ho perso la voglia di sognare e come ritrovarla. Godspeed
Ornella Vanoni - La voglia di sognare
Come d'Autunno
Già…
un giorno di pioggia, di quella dell’Autunno avanzato fatta di gocce finissime che si confondono con le trame contorte della nebbia. Torno a queste righe senza l’intenzione di raccontare eventi, il senso cronicistico di queste pagine è rimandato a quando non so; semplicemente sono pervaso da quella magia malinconica dell’Autunno che porta ad aggiungere un ciocco nel camino ed assieme allo scoppiettare del legno aiuta a vedere nei baluginii rutilanti della fiamma vecchi ricordi teporosamente adagiati nei corpi mamillari. Basta poco: una vecchia coperta rossa, un bicchiere di Cagnina con le castagne ed una canzone così, che non ha significati reconditi, allegorie o misticismi occulti. Ha soltanto questo swing irresistibile che possiede la stessa levità della pioggia sottile, racconta una bella storia di sentimenti lontani nel tempo ed ancora tenaci oltre la barriera dei giorni che sono passati per il calendario, ma per il nostro cuore no.
O. Vannoni - Se qualcuno ti dirà (Sax L. Tenco)
Ispirazione: