Una ragazza normale come tante altre. Una di quelle che vivono la vita. Una di quelle, che vivono e hanno vissuto momenti sì e no. Sono una di quella ragazze che hanno incrociato una strada buia e nera; non riesco a non darle nome. Come credo che tu sappia già, Voldermort, non si può nominare, è pericoloso; così come il nome di quella strada buia di nome Autolesionismo. Come avrai finalmente capito sono una ex autolesionista, ma non ho vergogna di ammetterlo: mi facevo del male, usavo delle stupide forbici nere per capelli; credevo che tagliandomi mi si sarebbe alleviato almeno solo il dolore mentale. Ma mi sbagliavo. Soffrivo. Urlavo. Piangevo. Pensavo troppo. Ero disperata. Dopo un po’ di tempo, passando settimane, mesi, ero diventata apatica, ed è lì il punto in cui mi ero gettata completamente nella strada buia, cui oramai dovevo accettare la più dura prova: la completa solitudine. La causa di tutto ciò? Il non sentirmi amata, i miei genitori che litigavano con me, il mio essere fragile… allora come avrò fatto a rialzarmi…? Complesso ma semplice: una persona mi ha aiutata. Da poco ho ripreso le mie forze, i miei sentimenti, la voglia di vivere, la voglia di vivere le piccole cose che si hanno. Quella persona non è una delle tante: non è un medico di famiglia, non è uno psicologo, un semplice umano con dei particolari in più rispetto agli altri. Se ci penso ancora mi commuoverei. Uno di quei ragazzi dolcissimi. Non rari, ma forti, VERI. È da quella persona, quella casa dalle braccia forti e robuste cui ho ripreso le forze. L'unica persona che mi fa sentire davvero bene, l'unica che mi comprende e che mi capisce per davvero. L'unica persona che mi lascia abbandonare nella tenerezza dei suoi abbracci, che mi calma tenendomi stretta al suo petto, che mi lascia ascoltare la melodia che è diventata la mia preferita: i suoi battiti cardiaci. E Dio, è come se non avessi mai ascoltato un battito di un cuore, come se non avessi ascoltato neanche il mio. Ma non è andata del tutto così; perché ho ascoltato il mio cuore, l'ho aperto e a volte anche chiuso, l'ho trascurato e a volte rischiarito, ma adesso ha dei battiti diversi; dei battiti diversi che sono dipendenti di quella persona, il mio ragazzo. E se sei arrivato fino a questo verso, ti ringrazio di cuore, perché così, avrai già capito il mio vero modo di essere. E ringrazio ancora molto di più il mio ragazzo, cui ci sosteniamo entrambi e che ci aiutiamo a vicenda. Ti ringrazio davvero, amore mio.❤️