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Vronsky in Anna Karenina by Alexei Ratmansky, Photo by Roosa Oksaharju #oopperabaletti #roosaoksaharju #vronskij #vronsky #annakarenina #alexeiratmansky #alexeiratmanskychoreography #ratmansky #michalkrcmar #michalkrcmarofficial #michalkrcmardancer #michalkrcmarprincipaldancer #annakareninaballet #ballet #balet #balletto #principaldancer #primoballerino #prvnisolista #balletjump #balletphoto #balletpost #balletprofile #maleballet (at Ooppera & Baletti) https://www.instagram.com/p/B21w954go0z/?igshid=18d6xl7niezrh
No,“ si diceva, "non è l'ammirazione della folla che causa la sua ebbrezza, ma il rapimento di uno solo. E chi è quest'unico? Possibile che sia lui?” Ogni volta che lui le parlava negli occhi di Anna si accendeva un lampo di gioia e un sorriso di felicità le incurvava le rosse labbra. Era come se facesse degli sforzi su se stessa per nascondere questi sintomi di gioia che, di per se stessi, le affioravano sul volto. “Ma lui?” Kitty guardò in volto Vrònskij e inorridì. Ciò che Kitty vedeva così chiaramente nello specchio del volto di Anna ella lo vide dipinto su quello di lui.
Lev Tolstoj, Anna Karenina
There can be no peace for us, only misery, and the greatest happiness.
Lev Tolstoj, Anna Karenina
forse proprio perchè mi rende felice ciò che ho, non rimpiango ciò che non ho
anna karenina (via @prendimilamanocomeieri )
Vronskij in Anna Karenina by Alexei Ratmansky, Photo by @roosaoksaharju #oopperabaletti #roosaoksaharju #roosaoksaharjuphotography #vronskij #vronsky #annakarenina #alexeiratmansky #alexeiratmanskychoreography #ratmansky #michalkrcmar #michalkrcmarofficial #michalkrcmarprincipaldancer #annakareninaballet #ballet #balet #balletto #principaldancer #primoballerino #prvnisolista #balletjump — with Roosa Oksaharju and Michal Krčmář at Ooppera & Baletti. (at Kansallisooppera - Finnish National Opera) https://www.instagram.com/michalkrcmarofficial/p/BvlTwxbA3-_/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=xhjjs42pazn4
Molto più del biglietto da visita che lui le ha dato all'ultimo momento, è stato il richiamo di quelle coincidenze (il libro, Beethoven, il numero sei, la panchina gialla del parco) a darle il coraggio di andare via di casa e di cambiare il proprio destino. Sono state forse quelle poche coincidenze (del resto assai modeste, grigie, davvero degne di quell'insignificante città) a mettere in moto il suo amore e a diventare fonte di un'energia che essa non esaurirà fino alla fine della sua vita. La nostra vita quotidiana è bombardata da coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortutiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. Una co-incidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente, si incontrano: Tomáš compare nel ristorante proprio mentre la radio suona Beethoven. La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata. Se al tavolo del ristorante al posto di Tomáš si fosse seduto il macellaio dell'angolo, Tereza non avrebbe notato che la radio suonava Beethoven. L'amore nascente ha acceso in lei il senso della bellezza, è quella musica lei non la dimenticherà più. Ogni volta che la sentirà sarà commossa.fuffo ciò che accadrà intorno a lei in quell'istante, apparirà nell'alone di quella musica e sarà bello. All'inizio del romanzo che Tereza teneva sotto il braccio quando era arrivata da Tomáš, Anna incontra Vronskij in strane circostanze. Sono sul marciapiede di una stazione dove poco prima qualcuno è finito sotto un treno. Questa composizione simmetrica, nella quale un identico motivo appare all'inizio e alla fine, può sembrarvi molto «romanzesca» non la intendiate come «inventata», «artificiale», «diversa dalla vita». Perché proprio in questo modo sono costruite le vite umane. Sono costruite come una composizione musicale. L'uomo,spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale +la musica di Beethoven, una morte alla stazione)in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vitamina ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. Anna avrebbe potuto togliersi la vita in maniera diversa. Ma il motivo della stazione e della morte, quel motivo indimenticabile legato alla nascita dell'amore,nel momento della disperazione l'aveva attratta con la sua cupa bellezza. L'uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento. Non si può quindi rimproverare al romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze (come l'incontro tra Vronskij, Anna, il marciapiede della stazione e la morte, o l'incontro tra Beethoven, Tomáš, Tereza è il cognac), ma si può a ragione rimproverare all'uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di provare così la propria vita della sua dimensione di bellezza.