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Jules of Nature
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Three Goblin Art
Misplaced Lens Cap
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Kiana Khansmith

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Lint Roller? I Barely Know Her
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❣ Chile in a Photography ❣
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@taty669
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C'era una volta la vacanza estiva che durava dai due ai tre mesi. Aveva un nome obsoleto ed in disuso, "la villeggiatura".
Tanti partivano addirittura ad inizio giugno od ai primi di luglio e tornavano a metà settembre. L' autostrada era una fila di Fiat 850, 600, 1100, 127, 500 e 128, Maggiolini e Prinz. Era tutto più semplice e più vero.
La vacanza durava talmente tanto che avevi la nostalgia di tornare a scuola e di rivedere gli amici del tuo quartiere, ed al ritorno non ricordavi quasi più dove abitavi.
La mattina in spiaggia la 50 lire per sentire le canzoni dell'estate nel juke box o per comprare coca cola e pallone.
Si mandavano le cartoline che arrivavano ad ottobre ma era un modo per augurare "Buone vacanze da..." ad amici e parenti.
Malgrado i 90 giorni ed oltre di ferie, l'Italia era la terza potenza mondiale, le persone erano piene di valori e il mare era pulito.
Si era felici, si giocava tutti insieme, eravamo tutti uguali e dove mangiavano in quattro mangiavano anche in cinque, sei o più.
Nessuno aveva da studiare per l'estate e l'unico problema di noi ragazzi era non bucare il pallone, non rompere la bicicletta e le ginocchia giocando a pallone altrimenti quando rientravi a casa ti prendevi pure il resto.
Il tempo era bello fino al 15 di Agosto, il 16 arrivava il primo temporale e la sera ci voleva il maglioncino perché era più fresco.
Intanto arrivava settembre, tornava la normalità.
Si ritornava a scuola, la vita riprendeva, l'Italia cresceva e il primo tema a scuola era sempre.
"Parla delle tue vacanze". Oggi è tutto cambiato, diverso. La vacanza dura talmente poco che quando torni non sai manco se sei partito o te lo sei sognato.
E se non vai ai Caraibi a Sharm o ad Ibiza sei uno sfigato. O magari hai tante cose da fare che forse è meglio se non parti proprio, ti stressi di meno.
Una risposta certa è che allora eravamo tutti più semplici, meno viziati e tutti molto più felici, noi adulti e pure i ragazzi. La società era migliore, esisteva l’amore, la famiglia, il rispetto e la solidarietà. Fortunati noi che abbiamo vissuto così.
La vita era quella vera insomma..
La bellezza delle signore che, dai loro balconi, hanno partecipato al corteo per la Remigrazione, unendosi ai 10mila manifestanti.
Segnalo anche che tutti i negozi e i bar erano rimasti aperti, a differenza di ciò che succede durante le manifestazioni degli antifascisti.
“Passa, passa tutto. Passa il tempo. Finché non arriva il momento in cui ti fermi, anche solo un attimo, e quel l’attimo ti porta un milione di pensieri. Ripensi a tante cose, a tanti momenti che ormai sono ricordi. Belli, semplici, a volte però anche brutti che ti hanno lasciato un po’ di amarezza. E dipende, non si sa bene da cosa, in quali ti perdi di più, quali ti fanno battere il cuore di emozioni. Tante parole, tante verità, altrettante bugie anche, tante promesse fatte, ricevute e spesso non mantenute. Sono tutti ricordi che a volte si vorrebbe cancellare, che a volte ti fanno pensare “e se?”. “Se…”, quasi come se potessimo ritornare indietro e cambiare qualcosa, come se un gesto differente, una parola in più o in meno poteva ora farci vivere un’altra vita. Ma il tempo va solo avanti, non si ferma. Ci fermiamo solo noi, almeno crediamo di farlo, e pensiamo, mentre insieme al tempo scorre anche la vita.”
(M. Kaur)
Questa la realtà dei fatti!
Poi qualcuno mi definirà razzista, nazista, fascista,
non importa...
Lancia Delta Integrale Evo 2 1994. - source Bring a Trailer.
"Sappiate avere torto,
il mondo è pieno di gente
che ha ragione.
È per questo che marcisce."
- Louis-Ferdinand Céline -
Billy Idol - Flesh For Fantasy 2009 "Chicago" Live Video HD
IL CORAGGIO DEL TRICOLORE
Il nostro è un passato di bandiera, di inni ascoltati sull'attenti, di amor patrio. Oggi, invece, sventolare una bandiera italiana fa notizia, è sinonimo di coraggio.
Che tristezza!
Viviamo in mezzo agli "Italiani apolidi", che appartengono a tutte le nazionalità tranne che alla propria e che difendono i morti che più aggradano loro, dimenticando gli altri; viviamo in mezzo agli "italiani apolidi" che violano acque straniere di Nazioni in guerra solo per fare notizia, per finire sui giornali, sui social, per dipingersi eroi, "Cavalieri dei Leoni" come Don Chisciotte quando ne affronta due ... affronta! Sono due leoni annoiati, che lo guardano e si girano dall'altra parte, ma questo non gli impedisce di sentirsi importante. Raffinatissima sagacia di de Cervantes!
Sì, viviamo in mezzo agli "italiani apolidi" che belano slogan a difesa di questo o di quello solo per entrare in contrasto con il bene dell'Italia, della Nazione, della Patria, della Bandiera.
E, dunque, evviva la signora impavida che ha rammentato a tutti noi cosa significa essere italiani. Speriamo che ce lo ricorderemo anche alle urne, tra un anno.
Credo di amarla...
Stare bene con noi stessi è una nostra priorità.
Aver cura di sé nel migliore dei modi, è una nostra responsabilità.
Gli Alpini, pur sfrattati dalle loro tende, pur non voluti e osteggiati, hanno dimostrato, a Genova, che si può sfilare ordinatamente, lasciare la città pulita, ricordare l'onore e il coraggio. Gli alpini sono tra i libri della mia biblioteca, ovviamente, ma sono anche nel mio cuore. E ho scelto due immagini, tra le tante: quella di un uomo che fa sfilare il cappello di suo fratello gemello, morto poco prima, e quella di un nipote che porta in sfilata il cappello del nonno.
Sono valori familiari che si trasmettono di generazione in generazione e che parlano di coraggio e di lealtà.
Andatelo a dire agli avanzi dei centri sociali o agli urlatori dell'ANPI.