Scalare una montagna è meno faticoso, ma ne vale la pena!
Allora, partiamo dal presupposto che per me andare alla Fiera del Riso a Isola della Scala equivale a affrontare una seduta dal dentista, una giornata a stirare e 35 prelievi del sangue tutto insieme. Diciamo che se potessi evitare di: sclerare per scegliere il giorno giusto in cui andare (dura quasi un mese, ma non è mai il giorno giusto perché nei fine settimana, mettetevela via, c’è sempre strapieno) e il posto giusto dove parcheggiare, perdere un’ora di tempo facendo lo slalom tra i banchetti e la gente un pelo addormentata che va a passo di lumaca per raggiungere i padiglioni, passare un’altra ora in fila alla cassa per prendere il biglietto e altrettanto tempo per recuperare i risotti, sarebbe meglio! Senza contare poi che per raggiungere il Palariso si è COSTRETTI e ripeto costretti a seguire un percorso fatto di banchetti e bancarelle che propinano le cose più disparate: dal folletto ai flauti tibetani, dalla lavanda ai tappeti autopulenti, dai dolcetti siculi agli ombrelli che si chiudono al contrario. E tu ti ritrovi lì, con una fame da bbbestia, costretto a percorrere un km di bancarelle, seguendo la massa che scorre facendo un passo ogni 5 minuti, cercando di evitare passeggini e nonnine, tenendo per mano chi ti segue (e se ti stacchi sono cazzi! Non lo ritrovi più! Perduto, per sempre, dovrai aspettare che cali la notte e lo ritroverai da solo, in un angolino, impaurito, mentre sibilando il tuo nome, ormai senza voce, si terrà stretto tra le braccia, cullandosi con movimenti ripetitivi per autorassicurarsi).
Senza parlare dell’inferno in cui si entra una volta varcata la soglia dei padiglioni, 67867565 gradi infuocati, roba che se riuscite per miracolo a trovare un posticino in una delle tavolate, vi ritroverete probabilmente a mangiare nudi dal caldo che fa, e a desiderare che quel supplizio termini presto.
Questa è la dura realtà della Fiera del Riso di Isola della Scala. Tuttavia, mi conoscete e sapete che nulla, NULLA, mi può fermare se dall’altra parte mi aspetta del buon cibo! Perciò, convinto il mio ragazzo con suppliche e favori sessuali, una soleggiata mattina di Domenica, partiamo alla volta di Isola della Scala.
Alle casse, dopo 78 ore di attesa, decido di acquistare due mezze porzioni per assaggiare due risotti, alla modica cifra di 8,00€ (un rene praticamente). Decido che non prenderò il classico riso all’Isolana, ma opterò per qualcosa di diverso, di innovativo, che stimoli le mie papille gustative con nuovi sapori.
Vi dico solo questo: partenza ore 12:00, arrivo ore 12:30, risotto fumante davanti agli occhi 13:30, ripartenza 13:45. Scappiamoooo! Ma ne è valsa la pena, dai.
Venite a cena con me!
Location
Non c’è molto da dire a questo proposito. Sono due, i padiglioni, uno (il Palariso) totalmente telonato, in plastica, che trattiene per benino tutto il calore, 6 casse centrali (di cui una solo pago bancomat, che poi io mi chiedo, ma fai le casse automatiche, no? Come in stazione! Sai che comodità? Sai quanta fila in meno. E poi non capisco, se siete una famiglia di 35 persone, perché dovete fare tutti e 35 la fila? Non basta uno? Due? Vi mettete apposto dopo con i soldi, dai!). Gli stand dei vari risotti sono tutti a ridosso delle pareti. Nel centro taaanti tavoloni lunghissimi con panchine.
Il secondo padiglione (il Palarisitaly) è quello figo, quello dei risotti strani. Tutto in legno con grandi vetrate ma lo stesso calore dell’altro padiglione, se non altro ci si vede meglio! Anche qui due o 3 casse centrali e gli stand disposti alle estremità. Anche qui, taaanti tavoloni lunghissimi con panchine.
Niente di che insomma, una sagra, una fiera di paese, versione gigante.
Menu
Il menu si trova nella brochure distribuita direttamente in fiera, con annesso calendario dei risotti (quali risotti trovare, quando e in che stand) o scaricabile dal sito internet: https://www.fieradelriso.it/it/Risotti-Fiera-Riso-2017
Hanno tutti lo stesso prezzo e si può scegliere di acquistare o una porzione intera o mezza porzione (al costo relativo di 6,00€ per l’intero e 4,00€ per la mezza porzione). I risotti sono tantissimi, dai più tradizionali ai più ricercati e stravaganti. Ovviamente quasi tutti gli stand propongono la loro versione del classico Risotto all’Isolana (che buono!). Ricordatevi di dare sempre uno sguardo alle date sul calendario della fiera, perché alcuni risotti cambiano a seconda delle settimane!
Cosa ho mangiato & bevuto
Piatto unico n1: Riso integrale con erbe aromatiche ed ortaggi al burro di mandorla. Dopo avere ottenuto con moltissima fatica i miei biglietti per la mezza porzione mi fiondo come una Bugatti Veyron allo stand prescelto, che ovviamente si trova nell’altro padiglione (quello figo di legno, il Palarisitaly) e quindi slalom, spintoni, manate, voglio il mio risotto e lo voglio NOW!
Arrivo allo stand e fortunatamente ci sono solo 4 persone davanti a me, ma, ovviamente ci mettono un’ora ognuna perché indecise se sopra al risotto vogliono una spolverata di gomasio (tipico condimento giapponese composto di sale marino e semi di sesamo tostati e tritati) o ricotta salata. Arriva il mio turno e ovviamente io ci metto un nanosecondo, perché quando il cameriere mi guarda e mi chiede: “sopra ci vuoi il gomasio o il pecorino?” “TUTTI E DUE!” E così, in men che non si dica mi ritrovo con il mio primo risotto per le mani e decido di dare un’occhiata al secondo stand, quello dove mi aspetta la seconda mezza porzione prescelta. Non c’è nessuno, viaaa! Fate largo! Arrivo in un batter d’occhio e subito mi riempiono il piattino (ahimé piccolo) di caldo e fumante risotto caldo con verzette, pancetta tirolese e gorgonzola. Da lontano scorgo due posti liberi e corro subito ad accaparrarmeli (mamma che ansia ‘sta fiera).
Ma andiamo con ordine: il primo risotto, quello integrale con erbe aromatiche ed ortaggi al burro di mandorla. Su-pre-mo. Buonissimo. Il riso integrale è cotto aldente e perciò rimane croccante così come i tocchettini di carota e questo contrasta con la morbidezza degli altri ortaggi, come la zucchina, che invece è morbidissima, creando un gioco di consistenze perfetto. Il sapore poi, le erbe aromatiche e il profumo di mandorla giocano un ruolo decisivo nell’impatto al naso e al palato perché esaltano la neutralità del riso e della verdura. Il condimento infine è azzeccatissimo, il gomasio è profumato, saporito e croccante, il che aggiunge ancora più consistenza al piatto. La ricotta salata invece, da quella nota di morbidezza veramente strong al risotto, amplificandone il sapore. Una festa di sapori e consistenza insomma.
8/10
Piatto unico n2: risotto con verzette, pancetta tirolese e gorgonzola. Ok, fermi tutti. Io esigo subito di poter avere altri 6kg di questo risotto. Non ho parole, una delle migliori abbinate di ingredienti che io abbia mai assaggiato in un risotto.
Verzette, mobide, intense, l’odorino che emanano dice tutto (so che per molti non è così, ma a me piace un sacco l’odore della verza), si amalgama perfettamente con il gorgonzola, pungente e cremoso, e con il riso, ben cotto e tenero al punto giusto, non troppo salato, proprio per lasciare spazio alla potenza del gorgonzola e alla sapidità della pancetta, che, croccantissima, rende il tutto consistente. Il gusto è delicato, ma forte e saporito allo stesso tempo, la consistenza così vellutata conferisce al piatto una scioglievolezza (grazie Lindt) estrema, tuttavia la pancetta riamanda ad un sottofondo croccante e sostanzioso. Una mescolanza di profumi, sapori e densità diverse, ma perfettamente incastrate.
Veramente, veramente ottimo.
10/10
Acqua/bibite: Sarò onesta e senza vergogna alcuna: l’acqua, frizzante ovviamente, l’ho portata da casa! Hahahahaha! Tirchia!
Qualità & Prezzo
Cari. Troppo cari. Togliamo il fatto che per organizzare una fiera del genere ci vorranno sicuramente un sacco di soldi (ma chi li vuole tutti quei banchetti di cianfrusaglie? Chi? Io no, e lì si risparmierebbe già tantissimo). Aggiungiamo invece il tempo che passa dall’arrivo in paese al ritiro del piatto allo stand preferito, che è tantissimo. Aggiungiamo il caldo, il casino, il ricaldo afoso, il ri-casino assordante, il poco spazio, le file alle casse, le file agli stand, le file tra i banchetti, la mancanza d’aria, la ressa per trovare posto a sedere, magari al centro di una tavolata, dove non gira un filo d’aria, mi manca il respiro già ora. Aggiungiamo quindi il prezzo: 6,00€ per una porzione intera e 4,00€ per mezza porzione, dai, è inverosimile! Ogni anno che passa il prezzo a piatto aumenta sempre più. Aggiungiamo poi che se prendete una porzione intera o avete uno stomaco over-size o assaggerete un solo risotto, perché la porzione è comunque abbondante e il riso lievita, quindi terminato il piatto non farete in tempo a mettervi di nuovo in fila che la vostra pancia inizierà a dilatarsi e chiedere pietà! Aggiungiamo che se invece volete assaggiare più risotti, e quindi opterete per la soluzione mezze porzioni, spenderete un macello di soldi (2,00€ in più, che sono 4 mila Lire! Cioè un una pizza margherita e dell’acqua, oppure una coppa gelato, oppure un pacchetto di sigarette, oppure tante altre cose) per mangiare la stessa quantità della porzione intera, senza contare le file nei vari stand e tutto lo stress che ne deriva. Insomma, una tragedia sotto ogni punto di vista logistico-organizzativo. Rimane però il fattore qualità: il riso è veramente molto buono, almeno quelli che ho assaggiato io, e il classico riso all’Isolana di Melotti non delude mai (ho assaggiato quello del mio ragazzo). Avrei volentieri assaggiato un’altra mezza porzione di un risotto ad un gusto particolare, ma la sola idea di rimettermi in fila alle casse e allo stand mi ha fatta desistere, io, desistere! Vi rendete conto? Dicevo, se prendiamo in considerazione il solo rapporto qualità-bontà/ prezzo allora ci può stare, è comunque un po’ caro, ma ci sta, alla fine ho assaggiato piatti che non avevo mai mangiato prima (certo, pagare 4,00€ mezzo piatto di risotto all’Isolana mi avrebbe fatta incazzare parecchio, perché a casa mia con 4,00€ ne faccio 5 kg di risotto all’Isolana). Se invece mettiamo in conto contesto, servizio (poveri cristi i camerieri degli stand, sudatissimi e sempre di corsa, concentrati e seri come non mai, e ci sta benissimo), posateria di plastica, che spesso e volentieri si rompe (roba che mangi il risotto con la forchetta monodentata), location, clima, rumore…direi che allora no, non ne vale la pena! Anche se io, una volta all’anno, pur di assaggiarli questi risottini, mi armo di pazienza e corro incontro la muerte.
Tirando le somme
Consigliato, ma solo se andate di martedì, a pranzo! Quando non c’è nessuno. Davvero. So che la maggior parte delle persone è libera solo nei fine settimana, però potreste optare per una cena infrasettimanale, sicuramente non troverete lo stesso caos del weekend, e magari il percorso bancarelle obbligato non risulterebbe neanche così interminabile e causa di nervoso estremo. In qualsiasi caso, io ci sono andata, sono riuscita nell’intento e mi sono sfamata (non come vorrei, ma va bene dai) con dei risotti niente male. Quindi, vi lascio tutte le info qui sotto, anche se ormai per quest’anno la fiera è terminata, e voi direte: utile questa recensione, davvero molto utile! Ma vi potete rifare benissimo l’anno prossimo e, memori dei miei preziosi consigli, andare in un giorno feriale (confesso, ho appena chiesto a dio Google la differenza tra feriale e festivo, perché a 30 anni non la conosco ancora!).
Questo è l’indirizzo: via Bastia ad Isola della Scala (Vr). (Vi consiglio di parcheggiare davanti a casa di uno a caso e non nei parcheggi della fiera, se non volete ritrovarvi la macchina ocra). Il numero di telefono: +39 045-7300089
Il sito web, dove consultare orari, risotti, date ed eventi è: https://www.fieradelriso.it/
La pagina Facebook è questa: https://www.facebook.com/FieradelRiso/.
Mi raccomando, ci siamo capiti, non nei weekend!
(Risotto) Fiera del Riso, Isola della Scala, Verona – Italia Scalare una montagna è meno faticoso, ma ne vale la pena! Allora, partiamo dal presupposto che per me andare alla…















