*literally nothing happens*
me: wow i want to cry

roma★
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we're not kids anymore.

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@tremyotherwise
*literally nothing happens*
me: wow i want to cry
I found these gifs I made a while back for a site that’s not running anymore, so I thought I’d post them here. It’s a description of psychiatric symptoms and states of mind using a pink box and some other stuff.
Holy fuck, this is so true it hurts.
Bisessuale ?
Se ti piacciono queste categorizzazioni sí
Perquisitemi. Il signor commissario è qua. Perquisitemi e per me sarà una gioia, perché sentirete il mio cuore, il cuore che piange sangue, perché lei mi ha assassinato.
Tra la fessura di due capelli l'occhio con cui ti disprezzo non troppo di nascosto
Marina Ambramovic and Ulay - Death Self This performance consisted of the two seated in front of each other, connected at the mouth. They took in each other’s breaths until all of their oxygen had been used up. The performance lasted only 17 minutes, resulting in both artists collapsing unconscious to the floor, having filled their lungs with carbon dioxide. This personal piece explored the idea of an individual’s ability to absorb the life of another person, exchanging and destroying it.
E mi sono spaventato perché mi sono alzato febbricitante al termine di un sogno come una metastasi dell'anima e tu non c'eri. E io ho chiamato, chiamato, chiamato, ma tu non c'eri. E lo so che eravamo rimasti così, che oggi ci sarei stato solo io. E lo so che non ti piace quando mi imbarazzo ad adoperare gli aggettivi al femminile e quindi li uso al maschile. E lo so che non avrei dovuto chiamare. Ma mi sono spaventato e tu in quel momento non c'eri, e scusami
Cristo, dovevo capirlo subito. Io desidero l inverno per aspettare l estate e gigli e gerbere e girasoli. Quando sono venuta a casa tua in giardino non c'era un solo fiore, e dentro solo grandi vasi vuoti e grandi giare piene di fiori finti. Girasoli. Io dovevo capirlo lí, abbandonare il campo subito perché era il segno che siamo incompatibili. Io carburo tanto ma alla fine sboccio, tu fingi imperituro, da sempre. I rapporti malsani germogliano sempre lacrime fugaci. Cristo, dovevo capirlo subito : tu perenni fiori finti, io attese e profumi quasi tangibili.
Dove sia finito tutto ciò che di bello c'era, il gusto della primavera, l'uso della parola, la stanchezza delle palpebre nude a fine giornata, e non di quelle stanche. La semplicità delle voci bianche, i gabbiani in città, le lucciole negli sterrati quando scendi dalla casa in montagna, sentire che suono fa essere felici. Sono trasparente e mi puoi guardare attraverso, puoi vedere ( in ) me stesso, ma se sei malinconico e pieno di niente guarderai te stesso in un riflesso cupo e muto. Seduto a una scrivania con un sacco di penne, senza dire niente, stringendo un pugno di sogni in una mano e un pugno di illusioni nell'altra. E ti domanderai perché c'è sempre il rovescio della medaglia, perché sei costretto a presiedere al funerale infinito di quell'io che prima si ostinava a non cedere, a non perdere, e che adesso non ha il coraggio di cremarsi e spargersi al vento. E avresti potuto fare tanto se cuore e cervello non avessero lottato, se avessi fatto pace con il mignolo stretto, se non fossi quello che sei adesso, se avessi abbastanza ossigeno per alimentare entrambi gli organi. E tanto lo hai fatto, ma niente di costruttivo e non quanto basta, e va bene, una parte uccide l'altra, una mano lava l'altra ed entrambe ti lavano la faccia, ma i sentimenti chi li ripesca? Chi li salva? Chi si salva? Come ci si salva? E devi scriverti sulle braccia “ tieni a me ” per tenerti ancorato a terra, per ancorarti a te. E il mondo fa paura, e nelle relazioni umane non sei neanche ‘sto granché. E basta con questi periodi che iniziano per “e”. ( e ) basta anche con queste rime sconclusionate in una prosa, eco di una vita sparsa. Basta dire basta senza fare basta. Ma basta, basta così
yes I overthink but I also over-love
i love ignoring things….. people…. problems …. responsibilities……feelings…..
Almeno oggi fate sesso. Con altri.
Tu provvedi in maniera autonoma?
Possiamo sempre provare la bisessualità chè, alla fine, credo sia la dimensione più giusta, di classica memoria. I ruolo hanno portato solo a questo caos espanso. Io con le amiche da ragazzina mi masturbavo spesso ma si parla di quindicenni in calore. Ora non saprei ma non disdegnerei. Per ciò che riguarda i maschi hanno problemi seri e tocca trovare i nordici, meno complessati e abituati con le donne del nord.
Sorpasso il discorso becero sui maschi meridionali o settentrionali che fanno cose con donne meridionali o settentrionali perché lo trovo davvero di un anacronismo disarmante. Rispetto alla bisessualità il gusto sessuale è personalissimo, incontrollato e ingiudicabile (più corretto/meglio stare sia con uomini che con donne? A che diritto). In ogni caso caschi male, mi invaghii perdutamente di una ragazza per la prima volta a quindici anni. Domandona: ma perché mi hai scritto questa cosa però?
Gli etero ormai tra i maschi non esistono più. Immagina perché.
Manco tra le femmine fidati infatti mi sa che è anche per questo che non scopo
E’ la misericordia ad avermi inferto questa condanna, ammesso che lo sia. Potrebbe anche semplicemente essere che sto accondiscendendo alle sacre scritture, mio malgrado, quando mi si dice che devo porgere l’altra guancia. Senonché dovrebbe almeno rimanermi la consolazione dell’accoglimento futuro nel regno dei cieli. Dunque per essere beati bisogna farsi ammattire. Chissà se il mio smarrimento è causato dall’averti accolto senza domande, dall’averti condonato le mie prime volte, dall’averti perdonato tutto, ancor prima che tu mi scavassi, dall’averti perdonato anche tutto quello che non farai. Chissà se è meglio così, che sia avvenuto con te. Sì, dice quel lato di me che recita: non si perdona mai veramente qualcosa a qualcuno che ha detto d’amarci. Per l’appunto. Almeno posso concludere rassicurandoti : non fa niente. Poi ti levo quell’accenno di lacrima all’angolo esterno, ma come se non l’avessi visto, così non ti imbarazzi, non scappi. Poi dici che siamo ridicoli, certo io ti rispondo, e tu dici sentiamo perché e io dico perché se tu mi colpisci io porgo le garze, no, questo non lo dico. Chissà se il problema è davvero intessuto di dubbio, o semplicemente consta di tutti quei frammenti che mi lasci in mano ogni volta che te ne vai “ tutte le volte che ci dividiamo mi lasci in mano un pezzetto di specchio e io comincio a capire cosa sono davvero “. Cosa sono, dico. Spesso e volentieri quello che vedo nella tua iride, ferma e vitrea, assente come se fossi morto. Allora mi preoccupo, è morto! E’altro! E’ altrove! Dove sei? Ma non mi faccio vedere amareggiata o preoccupata, semplicemente tento di scovarti la vita con il gioco delle tenerezze, perciò ti poso addosso un orecchio - di solito appena lo faccio alcune ciliegie maturano d’un colpo - e il tuo sterno s’è fatto conchiglia, il mio orecchio è bambino, il tuo sterno andirivieni, il mio orecchio bagnante. Lì credo che non esistano altre eco. Tu mi dirai, non esistono eco perché non diciamo niente. Se tu parlassi ( fortuna che non violenti mai i miei tuffi silenziosi ) si strozzerebbe la tua voce con le code delle tue parole: muoiono le cose sbagliate nella mia finzione, nella mia carambola lessicale. Nel dubbio tu ti allontani, certe afasie sono già dialettica, e certi indugi già decisione. no, non è malinconia: ho l’anima contestualizzata in ogni tempo. I ragni si sono mangiati le tele perché quella che pensavano sarebbe stata una loro preda, è scappata. E’ scappata la preda che non avrebbero mai mangiato, che avrebbero sempre tenuto al caldo nel loro bozzolo perlaceo, e ha lasciato uno squarcio dolorante per tutti i senti di cui i ragni dispongono. Piangono persino le zampe e sanguinano quando tentano di percorrerne il perimetro: non si violano le requie. Cosa farò adesso? Mi nasconderò sotto e onorerò un’assenza come un defunto, come un santo, un ricordo da stringere al petto quando avrò paura del buio, un accenno di felicità come un palloncino. Poi anch’io me ne andrò. Eppure, non mi concedi riposo, e io non trovo piacere uguale a quello che mi concedo nel dirti sciocchezze.
Non che non sappia accettare il rifiuto, solo l'abbandono mi riesce più difficile. Mi mandassi almeno via come sempre seguirei quello che mi dici, come sempre. Invece questa storia di dover capire che mi hai abbandonato senza avermelo detto non mi pone nella condizione di andarmene, mi incatena sulla soglia