“Take me to an art museum. Kiss me between the paintings.”
Musee de l'Orangerie by Claude Monet

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@troppicomplessi
“Take me to an art museum. Kiss me between the paintings.”
Musee de l'Orangerie by Claude Monet
E io penso ancora
a quando mi prendevi la mano e
me la baciavi, mentre camminavi
e attraversavi.
Adesso noi non ci siamo più,
e tu stai con un’altra,
una che non vuoi,
una che non è me,
una che non ha te.
Adesso noi non ci siamo più,
però io quando penso all'amore,
quello vero,
io penso a te.
E se è vero
che certe cose
non smettono mai
di farti lo stesso effetto,
tu non smetterai mai di mancarmi
e io non smetterò mai di amarti
e tu non riuscirai mai a dimenticarmi;
e rimarremo noi,
gli stessi che si sorridevano
e si baciavano le mani
rosse dal freddo,
in una mattina ventosa
di fine gennaio.
Rimarremo noi,
un po’ più lontani,
un po’ meno felici,
con un cuore un po’ più piccolo
e un vuoto nel petto un po’ più grande.
-Ylenia Milici.
Sono rimasta all'angolo. Mi sono nascosta quando ti ho visto sorridere con un'altra. Eri felice, molto, o almeno così sembravi. “Va bene”, mi sono detta. Ho asciugato le lacrime e mi sono allontanata a passo spedito, ripetendomi che andava bene. Anche se io, io non stavo poi così bene.
“Ricordava sempre tutto quella ragazza. Le occasioni perse, le parole non dette, le materie del giorno dopo, gli appuntamenti con le persone e i compleanni degli altri. Ricordava di salutare la gente , di sorridere sempre. Ricordava sempre tutto. Ma si scordava di amare se stessa.” gliocchituoiparlano
Io e troppicomplessi siamo due scrofone che pur di non fare cinese rispettiamo la tradizione-aperta l'anno scorso- di papparci mezzo kilo di gelato in due. Biscotto. Tiramisù. Kinder. Caffè. E il mare davanti.
“Esserci quando è il momento e non quando si ha un momento, è qui la differenza.”
—
Questa va a me. Va ai traguardi persi e alle aspettative vane. Va alle lunghe attese, alle piccole delusioni. Va a tutte quelle volte che ho pianto da sola, quelle volte in cui ho cercato una spalla confortevole e mi sono ritrovata su un letto di spine. Va a tutte quelle volte che ho sorriso amareggiata e sconfitta e per quante volte ho perso e mi sono sempre rialzata. Va a tutte le volte che ho detto “proviamo” senza aspettarmi niente e in cambio ho ricevuto tutto. Va a me che sono troppo buona o senza cuore, che non ho eccessi ma nemmeno mezze misure. Va a me che non ho mai rischiato tanto, che mi sono sempre chiusa a chiave il cuore e in qualche modo ho scordato la finestra aperta. Va a tutti i pensieri che ho fatto di farla finita, ai mie peccati, ai sogni che ho inseguito una vita intera. Questa va ai miei sbagli, alle promesse che non ho mantenuto, alle volte in cui avrei potuto tentare di più o fare di meglio. Questa è per quella volta in cui mi sono chinata a raccogliere i soldi di un anziano su un bus senza preoccuparmi di cadere per vederlo andare via senza dire grazie. Questa è per quel giorno di metà ottobre in cui consolai una sconosciuta e poi scappò correndo. Questa è per quelle volte che ho reso il mondo un po’ migliore e per quelle volte che mi sono resa conto di poter essere utile anche io. Questa va a tutte quelle volte in cui ho sofferto ridendo sempre ad alta voce, in cui ho pensato di non essere abbastanza per niente e per nessuno e non consideravo l'idea che tutto il resto potrebbe non esser stato abbastanza per me. Questa è per i tramonti sul mare e l'alba su un balcone. È per gli amici che mi hanno accompagnato e per quelli che ho visto andar via senza tornare. Questa è per quelli che sono tornati. Questa è per me che sono sempre andata avanti senza mai lasciare un pezzo di me sulla strada. Questa è per me. A me dedico tutto.
About a moonlight (via aboutamoonlight)
Le persone come lei non appartengono a nessuno, perché non riescono ad appartenere nemmeno a loro stesse.
Marina bellezza, Silvia Avallone (via queldisperatovuotodentrome)
Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano. La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.Io sono di legno.
Giulia Carcasi, Io sono di legno. (via thereasonformeisyou)
Devi essere forte, anche se non lo sei. Non permettere a nessuno di pestarti il cuore.
Giulia Carcasi (via ipusheveryoneaway)
Amare tutto.
Fu un attimo, ma l'eternità.
Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila (via septeline)
In tedesco esiste una parola stupenda: Wanderlust. Wanderlust è quella sensazione che ti arriva dal profondo del cuore, dalla bocca dello stomaco. È l'istinto del viaggiatore. Hai presente quando vedi un paesaggio in una cartolina e non vedi l'ora di poterlo osservare con i tuoi occhi esploratori? Hai presente quando magari senti le avventure di qualcuno che ha fatto un anno scolastico all'estero e sei così invidioso perché anche tu vuoi un'esperienza simile? Wanderlust è quella voglia imminente di viaggiare ogni singolo paese del pianeta Terra. Dalle isole caraibiche alle montagne tibetane, dalle metropoli americane ai paesini sperduti nell'entroterra australiano. È quella sensazione che ti dà speranza. Wanderlust è libertà.
Francesca Dtt (via @feelingshub )
❄
(via il-ragazzo-incompreso-dal-mondo)
Credo che sia questo a farmi paura: la casualità di tutto. Persone che per te potrebbero essere importanti, ti passano accanto e se ne vanno. E tu fai altrettanto. Come si fa a saperlo?
Un giorno questo dolore ti sarà utile (via ilragazzoluna)