Non sa il cuore nessuna devozione più grande che all'oceano fare sponda - curvando in una sola posizione, contando in eterno onda su onda. — Robert Frost, Devozione (da Fuoco e Ghiaccio. Poesie)
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I'd rather be in outer space 🛸
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@turmoils
Non sa il cuore nessuna devozione più grande che all'oceano fare sponda - curvando in una sola posizione, contando in eterno onda su onda. — Robert Frost, Devozione (da Fuoco e Ghiaccio. Poesie)
Vorrei baciarti il sangue amore mio, e ancora fare andare le dita nel vento, accarezzarti i capelli, la fronte sentirti dentro l’aria dentro il ventre, sentire come è leggero il vento e come apre le vie e come tutto sembra possibile sapere quanto possa l’amore con la saliva e il silenzio curare dalla fonte. — Giovanna Sicari, Vorrei baciarti il sangue (da Poesie 1984-2003)
Grazie per la lettera e non temere di forzarmi, è proprio del pudore il desiderio di essere forzato.
— Goliarda Sapienza, Lettere e biglietti
La curva dei tuoi occhi intorno al cuore ruota un moto di danza e di dolcezza, aureola di tempo, arca notturna e sicura e se non so più quello che ho vissuto è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.
Foglie di luce e spuma di rugiada canne del vento, risa profumate, ali che coprono il mondo di luce, navi cariche di cielo e di mare, caccia di suoni e fonti di colori,
profumi schiusi da una cova di aurore sempre posata sulla paglia degli astri, come il giorno vive di innocenza, così il mondo vive dei tuoi occhi puri e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.
— Paul Éluard, La curva dei tuoi occhi [Capitale de la douleur, 1926]
Jean-Luc Godard, Une femme mariée (1964)
1
Pur se indistinto nell’arcobaleno io l’ho sempre pensato una tonalità tra il blu e il viola scuro con una nota implicita di nero come un baccello di vaniglia, come il palato di un leopardo, come un lago che a sera dia rifugio a un’anima di morchia, A erbacce insidiose e a un ragno taffetà.
2
A volte più dell’arte o dell’amore ho caro il sonno. Mi aiuta a sprofondare in ondeggianti colori intermediari, nel riflesso di una lama Gillette, nello sbadiglio del leopardo e in tutte le mie vite intermediarie che mi curano dell’eccesso di presenza e precisione
3
L ’indaco è il mio patrigno incestuoso.
— Nina Cassian, Indaco [C'è modo e modo di sparire]
Cuore Corazza
Perché ti ho e non ti ho perché ti penso perché la notte è qui ad occhi aperti perché la notte passa e dico amore perché sei qui a riprendere la tua immagine e tu sei meglio di tutte le tue immagini perché sei bella dai piedi fino all’anima perché sei buona dall’anima fino a me perché dolce ti nascondi nell’orgoglio piccola e dolce
cuore corazza perché sei mia perché non sei mia perché ti guardo e muoio e peggio ancora muoio se non ti guardo amore se non ti guardo
perché tu esisti sempre ovunque ma esisti meglio dove io ti voglio e la tua bocca è sangue e senti freddo io devo amarti amore ti devo amare anche se la ferita fa male per due anche se ti cerco e non ti trovo e anche se la notte passa e io ti ho e non ti ho — Mario Benedetti, in Nozione di patria
Ti offro tutto: pudori, vergogne, umide labbra e secchi gemiti. Infine la mia mente vischiosa di nuvole come un cielo del nord, costantemente — Cesare Pavese
Per te amore mio Sono andato al mercato degli uccelli E ho comprato uccelli Per te amor mio Sono andato al mercato dei fiori E ho comprato fiori Per te amor mio Sono andato al mercato di ferraglia E ho comprato catene Pesanti catene Per te amor mio E poi sono andato al mercato degli schiavi E t’ho cercata Ma non ti ho trovata amore mio. — Jacques Prévert, Per te amore mio
Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest’abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l’ultima, ma tu dici, stasera, adesso, non è già l’ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l’amore è niente di più, sei tu che confondi l’ amore con la vita. — Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici
Inno in due dimensioni
parla il Responsore
Ora ti amo in due dimensioni
come un segno di Klee che fu prima un pesce tu avanzi dodecafonica irritante fulminea bella con un'onda caraibica nella tua gonna a pieghe con pesanti perline azzurre di Monastiraki attorno al collo
Viso idolo d'acqua arrivato come la luce di un astro che si è spento secoli fa.
Allora ascolto l'acqua e ti capisco. Tu non ne hai idea ma dietro il pallido makeup seguo la via infinita che ho seguita per parlarti così
Voie lactée ô sœur lumineuse
L'unica sorte che non avrei voluta Dio mio-l'ho subita.
Nella cattiva spartizione è sempre Dio che ci rimette (trad. FP)
— Odisseas Elitis, Poesie
L’allegria non è mai la stessa mano che me la dà. Oggi una, un’altra domani, un’altra ieri. Ma non è mai la tua. Per questo da te prendo sempre la pena, ciò che mi dai. — Pedro Salinas, da La voce a te dovuta
Da Epicuro e da Fallot, [ho appreso] che del piacere è importante solo la sua misura minima, quella che coincide col limite inferiore della sensazione, la semplice, giornaliera sensazione di esistere. Destarsi al mattino con questa minuscola gioia e sentire da essa chiamare, a bassa voce, l’amicizia. — Giorgio Agamben, da Quel che ho visto, udito, appreso...
Io di piú non posso darti. Non sono che quello che sono.
Ah, come vorrei essere sabbia, sole, in estate! Che tu ti distendessi riposata a riposare. Che andando via tu mi lasciassi il tuo corpo, impronta tenera, tiepida, indimenticabile. E che con te se ne andasse sopra di te, il mio bacio lento: colore, dalla nuca al tallone, bruno.
Ah, come vorrei essere vetro, tessuto, legno, che conserva il suo colore qui, il suo profumo qui, ed è nato tremila chilometri lontano! Essere la materia che ti piace, che tocchi tutti i giorni, che vedi ormai senza guardare intorno a te, le cose – collana, profumi, seta antica – di cui se senti la mancanza domandi: «Ah, ma dov’è?»
Ah, e come vorrei essere un’allegria fra tutte, una sola, l’allegria della tua allegria! Un amore, un solo amore: l’amore di cui tu ti innamorassi.
Ma non sono che quello che sono. — Pedro Salinas, da La voce a te dovuta
Sai quando senti il culo che si allarga, il cazzo che si fa strada, il dolore, poi prende possesso e comincia a pompare, allargando, spanando, fino a quando uscire e rientrare è un momento? Ecco a me piace esattamente il momento in cui lo senti e contrai istintivamente il culo. E allora devo forzare e lo vedo sul viso quel misto di piacere e dolore di essere posseduta, dominata. Poi nel culo trovo lo spazio che voglio e manifesto il mio potere entrando fino in fondo, allargando e bagnando.
C’era una bambina / che voleva il mare./ lo voleva dentro,/lo sentiva ansare/ ansimare spasimare/ Intorno a sé / Gonfio, grosso /Respirare. / chiare fresche / dolci tresche: / il tintinnio delle / esche, il fremito / dei pesci, la poesia / delle lampare, / il bagliore, il sale: / voleva il mare / con le onde / voleva diventare / sponda, pietra / tonda levigata / dalla mano / bagnata,/ lisciata / di salsedine, / liberata da ogni/ acredine, cullata/ dal moto ondoso / giocoso dell’eterno / amante: voleva / essere una delle tante./ voleva la spuma, /La schiuma del frangente,/ voleva essere / una duna d’acqua / nel niente fremente/ di sole che sciacqua / e strina la pelle, /voleva la lingua /di terra, la mano/ Ferma del marinaio, / il tuffo bianco / del gabbiano, la scaglia / d’oro del riflesso. / voleva il sesso / maestoso e inarrestabile / del mare: / Volevamare. — Marco Rossari, Le Bambinacce
Portami con te in un supermercato, dentro un bar, nel parcheggio di un ospedale. Spezza con un bacio il filo a cui sto appeso. Portami con te in una strada di campagna, dove abbaiano i cani, vicino a un’officina meccanica, dentro a una profumeria. Portami dove c’è il mondo, non dove c’è la poesia. — Franco Arminio (2017)