Racconto e viaggio molto spesso sono due cose che sentiamo così vicine, quasi come se fossero la stessa.
Come propone lo scrittore nel testo qui sopra entrambi ci offrono la possibilità di fuggire dalla routine, conoscere luoghi nuovi, culture diverse, vivere avventure senza che siano dirette.
Mi è capitato di scrivere molto spesso delle mie esperienze oppure di raccontarle, in entrambi i casi, soprattutto quando vengono lette da estranei alcuni ci si ritrovano o capiscono il mio punto di vista.
Lo dico perché anche io leggendo mi ritrovo spesso in personaggi simili a me o in situazioni già vissute.
In questo periodo di quarantena dovuta al Covid-19 mi sono imbattuta spesso in letture di libri o racconti e questo mi ha fatto uscire dal quotidiano, mi ha fatto vivere la situazione con un po’ più di leggerezza perché quando sono immersa nel racconto mi sento in quel luogo e vivo quel viaggio magnifico intrapreso dai personaggi.
Anche nel racconto più fantastico, irreale c’è un cenno di verità e stato d’animo dell’autore; posso prendere in esempio Harry Potter la scrittrice negli anni in cui ha scritto questo libro ha vissuto molte esperienze traumatiche tra cui la perdita della casa, genitori ammalati e queste esperienze hanno influenzato molto la scrittura dei libri basta pensare a come vive Harry Potter.
Ma tornando alla mia esperienza io scrivo molto spesso di mia fantasia o di esperienze vissute e prendo spesso ispirazione da racconti di altri o di persone incontrare per caso.
Io credo sia importante parlare con estranei ti rendi conto d’aver vissuto mille viaggi senza essere il protagonista vero e proprio.
Il treno, l’autobus, la macchina, l’aereo sono mezzo che ci permettono di soffermarci su ciò che ci circonda: una notte piovosa in un quartiere di Busto Arsizio per esempio...dove vedi spostamenti, reazioni, conosci persone nuove forse più grandi di te molto sagge che ti dicono: << non smettere mai di fare ciò che ti fa star bene, (come scrivere) credi sempre nei tuoi sogni ma soprattutto in te stessa>> e perché no tu lì per lì pensi : << le solite frasi>> ma poi ti rendi conto che quel contatto quel libro letto ti accompagnerà nella vita, nelle tue scelte e un po’ le cambierà per sempre.
Sia per fuggire, sia per conoscersi, sia per capirsi leggere e ascoltare è molto importante e sono d’accordo con ogni riflessione del giornalista.
L’unico punto che terrei a precisare è il <<ma senza rischiare troppo>> questo non lo trovo corretto.
Noi, per lo meno io quando leggo o ascolto storie vivo le emozioni, gli spostamenti mi ritrovo ad affrontare quelle esperienze in prima persona e molto spesso rischio di soffrire come il protagonista.
Al giorno d’oggi la scrittura è un mezzo di sfogo ed è semplice grazie ad internet creare un blog per esempio su Tumblr in anonimo scrivere di qualsiasi cosa con più facilità e molto spesso arrivare anche alle case editrici.
In anonimo siamo più propensi a raccontarci a dire ciò che ci fa sentire bene o male in quel momento che faccia a faccia facciamo fatica a raccontare, un po' come quando parliamo con estranei ci viene più naturale raccontarci e dire la verità senza la paura di un giudizio.
Per questo anche ribadisco il mio concetto che c’è un rischio nello scrivere ma c’è anche un rischio nel leggerle perché possono tornare alla mente situazioni o esperienze vissute.
Io credo che un libro, un racconto ti può cambiare la vita come un viaggio