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@whimofmyself
La nostra esistenza ha davvero un significato? Viviamo, ci ammaliamo, soffriamo… C’è qualche progetto divino al di là delle nostre vite? Se così fosse, perché non ce ne accorgiamo ed è così difficile accettare la nostra esistenza con tutto il dolore che comporta? Siamo animali destinati a sopravvivere, con una voglia di vivere che supera ogni altro ostacolo; è forse proprio nella morte che il desiderio della vita diventa prepotente e incontrollabile. Ma che fare se sei sul sentiero della morte e non hai ancora alcun sintomo? La risposta sembra ovvia: cerca in ogni modo di fuggire e scegli la vita. Eppure, a volte, lottare è difficile, è distruttivo, ti sfinisce e sembra naturale chiederti perché continuare a vivere; dopotutto facciamo parte di un circolo vizioso: nasci, cresci, ti riproduci, mandi avanti la specie, per cui che senso ha rimanere così stretti all’esistenza? Solo un progetto più grande può portare al sollievo. Mi piace pensare che ogni evento della nostra vita abbia uno scopo preciso, che sia esso a breve o a lungo termine. Forse un giorno quella malattia ti permetterà di raggiungere quel traguardo, forse quella morte ti renderà felice. E quando ti chiedi se sarebbe meglio avere questo o quell’altro, c’è qualcuno che ti ascolta e decide per te in base ai tuoi pensieri privi di esperienza? Fuori sei forte, sembri indistruttibile, ma è quando sei da solo che il mondo crolla addosso, e sebbene oggi potresti non morire, fa comunque male; la vita va avanti, ma hai lasciato dietro un pezzo di te. La tua vita sarà completamente diversa. Abbandona i progetti sognati, i premi desiderati, spera solo di vivere degnamente. Perché un adolescente dovrebbe vivere e sopportare tutto questo? Eppure ho sempre cercato di stare attento, ho messo tutte le mie forze nel cercare di non entrare in quel mondo, perché no, non ci appartengo, non sono sbadato, né ingenuo, né strafottente, e ciononostante, sono rimasto in trappola. Siamo grandi e grossi ma moriamo per qualcosa di infinitamente piccolo. E se anche facesse parte di qualche piano più grande, che ciò potesse servire ad aiutare gli altri, perché fare in modo che accada se tutta l’umanità non fa altro che appartenere a quel circolo vizioso senza risoluzione? Non ci sarà mai una risposta, ma forse, per quanto sia difficile lottare, probabilmente in minima parte ne vale la pena, per tutte quelle esperienze non vissute, per l’amore, per l’amicizia, per la famiglia, per poter godere ancora una volta di quella promessa di vita delle prime ore del mattino che, per un momento, sembra risolvere tutti i problemi dell’universo.