Vita
" Il 7 marzo 1953 James Watson e Francis Crick andarono a pranzo insieme ad alcuni colleghi in un ristorante di Cambridge, e il secondo annunciò loro inaspettatamente: «Oggi abbiamo scoperto il segreto della vita». E non era una boutade, perché quella mattina i due erano riusciti a mettere a posto i pezzi del puzzle della doppia elica del DNA: una struttura che sarebbe diventata un’icona della scienza moderna. I romantici e gli esistenzialisti si offendono quando sentono dire che la vita si può spiegare in termini materiali e scientifici, e che il suo segreto è racchiuso nella struttura di una macromolecola e nei suoi meccanismi di riproduzione. Se dunque uno stupido come Blake già si lamentava che Newton avesse tolto la poesia dal mondo spiegando la luce e la gravitazione, chissà cosa avrebbe detto di Watson e Crick. Per non parlare di John Conway, che nel 1970 inventò Life, un gioco costituito da una scacchiera infinita, ciascuna casella della quale si accende se due o tre di quelle adiacenti sono accese, e altrimenti si spegne per «isolamento» o «sovraffollamento». Poiché anche in un mondo così semplice la vita si forma e si riproduce naturalmente, è stupido pensare che essa richieda un mondo complesso, per non parlare di un Dio onnipotente. "
Piergiorgio Odifreddi, Dizionario della stupidità. Fenomenologia del non-senso della vita, Rizzoli, 2016.












