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Xuebing Du
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year

Andulka

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Origami Around
Cosimo Galluzzi

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Game Changer & Make Some Noise
macklin celebrini has autism
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Jules of Nature
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"I'm Dorothy Gale from Kansas"
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YOU ARE THE REASON

shark vs the universe
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@xsatellites
Larung Gar (by Sarawut Intarob)
“I hated knowing what I wanted and knowing what was right and knowing they weren’t the same thing.”
— Maggie Stiefvater, Forever (via goodreadss)
Cape Canaveral National Seashore
It felt like I was having beach withdrawals and so I drove to Cape Canaveral today. It was really cloudy and drizzly and there was light fog on the shore when I got there which was perfect for me and then it cleared up eventually. I had the shore all to myself again. A tiny break from my Smoky Mountain photos! Oh and I got to test out my new 4 stop hard ND Grad filter on these shots.
Photographed by: Paolo Nacpil
Where Rococo meets the East Village: ”Ornate Expectations”
Baroque style for How To Spend It Magazine.Fashion by Balmain, Dolce & Gabbana, Lanvin, and Valentino. Photographed by Andrew Yee.
Dua Lipa photographed by Ryan Parker
linea 30
Il turno chiamato corta, e quello più estremo della cortissima, sono due turni molto adatti a chi -come il babbo- preferisce alzarsi presto, lavorare e staccare presto. Dice che ha la giornata libera anche se poi alle 10 di sera si addormenta e comunque alle 4 suona la sveglia. L'azienda, chiamata così senza mai davvero nominarla per nome, è uno di quei posti in cui lavorare è quasi un piacere, sicuramente è quasi un titolo, per gente che seduta sul seggiolino di guida, di titoli sicuramente non ne ha. Non si è mai visto in anni di carriera un avvocato attaccare il turno delle 4.30 e cominciare il giro uscendo dal deposito della Zucca, niente di male in questo, si finisce solo per somigliarsi di più dentro quelle divise che erano di un certo tono d'azzurro, di buona fattura, con uno stile invidiabile che lungo gli anni settanta ha vestito gli autisti del servizio di trasporti pubblici bolognese con mocassini e pantaloni a zampa, camicie impeccabili e -imprevedibili Gianni Rivera o George Harrison- lasciando libertà di barba, baffi e capelli.
Il babbo di storie sulla guida te ne potrebbe raccontare per giornate intere, per trentanni ha portato a spasso l'umanità più varia con il solo obiettivo di essere puntuale: “perchè se sei puntuale, finisci il turno in orario”. E questa cosa me l'ha passata, sul lavoro ci si impegna per avere poi la libertà di godere tutto ciò che non è lavoro. A 33 anni era quasi uno dei più anziani, in termini di anni di servizio, essendo ormai al suo dodicesimo giro di pista. Entrato in un 1968 di grandi rivoluzioni, tra cui appunto il lavoro che l'accompagnerà fino alla pensione. L'azienda era una roba fresca, giovane, gli autisti avevano fatto un bel ricambio e non c'erano più quelli del tramway malgrado le rotaie di via Rizzoli ti ricordino un'urbanistica di tempi andati.
La Linea 30 tagliava bologna in direzione nord-sud, da San Michele in Bosco alla Bolognina, portava gli impiegati degli uffici del centro e gli operai della Casaralta, beh alla Casaralta. E non è un caso che la squadra di calcio del quartiere si chiamasse BOCA. Con il puntino tra BO e CA, lo leggi come il boca juniors ma sta semplicemente per Bolognina-Casaralta. Un giorno in via Marconi il babbo fa fermata, dalla porta anteriore si affaccia un tipo tutto di corsa che fa “questo va in stazione?”.
Il 2 agosto 1980 la linea 30 guidata dal babbo, come ogni giorno da anni prima e per anni poi, scendeva da via Marconi verso piazza dei Martiri, dritto in via Amendola e poi a destra, davanti alla stazione dei treni. Sembra distantissimo, ma se la fai a piedi in cinque minuti sei arrivato.
Fa “è scoppiata una bomba”.
Il babbo è sempre stato uno di molte parole e buoni sentimenti ma dotato di una freddezza che in molti punti della mia vita ho scambiato per menefreghismo. Il 33enne alla guida degli undici metri con l'obiettivo giornaliero di staccare il turno in orario, andare a prendere mio fratello all'asilo e ritornare a casa da mia mamma, imbarcò quello che poi scoprì essere un giornalista dell'odiatissimo Resto del Carlino e portò il 30 lungo via Marconi, via Amendola, a destra verso la stazione dei treni.
A destra.
La stazione dei treni.
uno, due, tre, dieci, venti, cinquanta, settantasei alla prima conta. Ottantacinque al definitivo. Centinaia i feriti. Ma la linea 30, segnata alle 10.30 in transito per viale Pietramellara, guidata dal babbo non sospettava nulla del genere e con puntualità girò a destra. La stazione dei treni non era più una stazione dei treni, era una cosa, una roba, senza senso o forma, polvere e macerie, gente ferita e grida, le ambulanze, le prime. La polizia.
Una bomba in stazione il due di agosto, chi ci avrebbe mai pensato. Mambro e Fioravanti, la p2, lo stato. Sicuramente lo stato lo sa. Non lo sanno gli autisti degli autobus tra cui il babbo, non lo sanno gli autisti dei taxi, i dipendenti della ferrovia, i lavoratori della Cigar, chi passava per caso, chi andava via, tornava, aspettava nella sala d'aspetto della seconda classe. Non lo so io nato nel 1985. Non lo sai tu. Non lo sanno i vigili del fuoco, i medici e le persone che da persone qualunque sono diventate testa e braccia di soccorsi improvvisati. Non lo sa ancora nemmeno l'autobus 37 con Agide Melloni e 16 ore di servizio come soccorritore.
Le linee 30 e 37 passano ancora dalla stazione dei treni di bologna, fanno da anni quel percorso, quasi tutte le linee che passano per la stazione dei treni di bologna fanno ancora lo stesso percorso a pensarci bene. E in verità chiunque passi per la stazione dei treni di bologna, fa quel percorso.
“You know how everyone’s always saying seize the moment? I don’t know, I’m kind of thinking it’s the other way around, you know, like the moment seizes us.”
Boyhood (2014) dir. Richard Linklater
Henri Cartier-Bresson Swan lake, Bolschoi theatre, Moscow, c.1954 / gelatin silver print
A collection of some of the last (latest) images captured by Cassini. What a marvelous instrument.
Source: @nasa
- La La Land (2016)
È stato bellissimo.
“We have to do what we’re told. Some fights, you can’t win. The powerful control the lives of the powerless. That’s the way the world works. It’s unjust and it’s unfair. But that’s just too damn bad. We have to shut up and accept it… Well, fuck that”
Captain Fantastic (2016) dir. Matt Ross