Qualche volta da fuori si sente qualche moto o macchina passare, un cane abbaiare, una persona parlare… poi, di nuovo, silenzio.
Tutto appare statico, immobile.
Ogni mio piccolo movimento si sente rimbombare nella stanza , rumori che in altre occasioni svaniscono nella moltitudine delle parole delle persone. Proprio come di notte , quando tutti dormono e tu , sveglio, cerchi di non arrecare fastidio muovendoti , ma ogni tuo passo o respiro pare echeggiare.
Non so che fare , allora inizio a riflettere e pensare ,intanto mi muovo, faccio due passi , mi guardo attorno e poi affranta mi risiedo.
Tanto lo so già, alla fine rimarrò sola .
Sola avvolta nel silenzio a cui ormai non mi oppongo più.
Le ore passano , il tempo scorre lento.
Inizio a fantasticare , e nella mia testa si sente solo più un illusorio TIC TAC , TIC TAC , TIC TAC… di un vecchio e inesistente orologio meccanico.
La monotonia di tocco si trasforma dapprima del mio nome , per poi trasfigurare in qualsiasi cosa passi davanti al mio sguardo.
C'è qualcosa nel restare sola che mi annulla, mi devasta completamente , come se tutto quello che ho svanisse, svuotandomi di tutto.
Non me lo sono mai spiegata e penso che non riuscirò mai a farlo , perché emozioni e sensazioni così complesse sono difficile da comprendere e metabolizzare.
Nella solitudine , solo se si sta bene con se stessi, ci si sente liberi da tutto, liberi da ogni sguardo e giudizio , si e soli con se stessi e noi diventiamo il nostro giudice .
E poi c'è chi come me, nelle solitudine viene divorato da se stesso, dai pensieri circolari e si è i primi a giudicarsi.
Ormai sono passate 12 ore da quando tutti se ne sono andati e la mia depressione e la mia noia si stanno piano piano trasformando in abitudine, mi sto abituando a stare con me stessa .
Tutto appare statico, immobile.