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Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli "altri" le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell'arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d'altronde non rispetta lui. Non ama l'amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l'ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre. Le madri sono generalmente fasciste.
(Ennio Flaiano)
"Quando vedemmo i video delle violenze restammo sconvolti: non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere da parte di servitori dello Stato."
Lo ha detto il pubblico ministero, aprendo la requisitoria nell'aula bunker di Caserta. E quando un magistrato che di mestiere vede omicidi e pestaggi tutti i giorni dice di non essersi mai aspettato una cosa simile dallo Stato, vuol dire che siamo davanti a qualcosa di davvero osceno.
Il 6 aprile 2020, all'alba della pandemia, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere i detenuti del reparto Nilo vennero massacrati per più di quattro ore. La colpa quella di aver chiesto delle mascherine, il giorno prima, dopo il primo caso di Covid in un reparto vicino.
Ci sono 103 persone imputate: agenti penitenziari, medici dell'Asl, vertici del Dap.
Dopo le botte, naturalmente, il depistaggio. Perché non basta spaccare le ossa a un uomo indifeso, bisogna anche riscrivere la realtà per farlo sembrare colpevole. Referti medici falsificati per nascondere le lesioni, una rivolta inventata di sana pianta per coprire quella che fu una spedizione punitiva organizzata. Nelle carte del processo si legge, testualmente, "un falso galattico".
Io questo schema lo conosco a memoria, e ogni volta lo rivedo identico, fotocopiato. L'ho vissuto sulla mia pelle per sedici anni, e ancora oggi mi chiedo come sia possibile continuare ad agire sempre allo stesso modo, con la sicurezza di chi ha coperture ben precise dall'alto.
E infatti c'è un dettaglio di questa vicenda che non sfugge a chi vuole vedere.
Antonio Fullone, all'epoca provveditore regionale del Dap in Campania, è per l'accusa l'uomo che organizzò quella perquisizione diventata massacro. È innocente fino a condanna definitiva, deve essere chiaro, perché le garanzie valgono per tutti. Ma nell'agosto del 2025, mentre il processo è ancora in corso, Fullone è stato nominato dirigente generale della Direzione Generale della Formazione del Dap, il vertice della formazione di tutto il personale penitenziario italiano. Una nomina firmata sotto il governo di cui fa parte Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia con delega all'amministrazione penitenziaria, lo stesso che nel giugno 2020 si era precipitato davanti a quel carcere per applaudire pubblicamente agenti già indagati per tortura.
Non serve aspettare una sentenza per leggere il segnale politico di una promozione del genere. Il messaggio è arrivato, forte e chiaro, a tutto l'apparato dello Stato: chi protegge il corpo fa carriera, chi parla resta solo a pagarne il prezzo.
È lo stesso identico messaggio che ho visto recapitare agli uomini coinvolti nella morte di mio fratello e nei successivi falsi e depistaggi, anno dopo anno, processo dopo processo. Ed è lo stesso messaggio che oggi, in questo governo, continua a essere recapitato a chi indossa una divisa: copri e farai carriera.
(Ilaria Cucchi)
LO SCEMO DEL PAESE
Vicenza, la scorsa domenica.
"Sapete qual'è il posto meno inquinato al mondo?
La Papa Nuova Guinea"
Lo ha urlato con una tale sicumera che mi sono detto che evidentemente doveva essere vero.
Però ho voluto comunque controllare.
C'ho messo venti secondi a scoprire che era una palla clamorosa.
Le grandi miniere a cielo aperto in Papua, hanno riversato per decenni enormi quantità di sterili e metalli pesanti nei sistemi fluviali. Questo ha distrutto la biodiversità e compromesso le risorse idriche di migliaia di villaggi locali.
In Papua il disboscamento per l'esportazione di legname e l'apertura di nuovi siti di estrazione di gas, petrolio e minerali stanno distruggendo vaste aree di foresta pluviale.
Un disastro.
Altro che Paese meno inquinato al mondo.
Ma allora perché l'ha detto?
Seguitemi.
Il suo ragionamento è proseguito così
"Sapete la prospettiva di vita in Papa Nuova Guinea quant'è ? Meno di sessant'anni!
Detto con ancora più vigore e sicurezza.
Qui il fact-checking mi ha rubato cinque secondi.
Ha detto un'altra balla.
La prospettiva di vita in Papa Nuova Guinea è dati aggiornati al 2024 di 66,5 anni.
Ok, ma ste due bugie a caso, per andare a parare dove?
"Quindi l'inquinamento ci fa bene".
QUINDI L'INQUINAMENTO CI FA BENE
Detta esattamente così.
Giuro.
Fra l'ovazione dei suoi camerati e gli occhi a cuoricini di Cruciani che lo stava intervistando.
Questo ha sentito il bisogno di sparare due minchiate a caso per arrivare a dirne una terza ancora più grande.
Il suo fine ragionamento è che se nel Paese meno inquinato al mondo, la gente schiatta comunque giovane, l'inquinamento non incide minimamente sulle prospettive di vita.
In un minuto buttate a mare quintalate di studi e rapporti di ricerca medico scientifica su il nesso esistente tra salute e condizioni ambientali.
Una cosa che detta al bar dopo il quinto grappino dallo scemo del paese, un tempo avrebbe generato, giusto un po' di tenerezza.
Oggi fa guadagnare voti.
Vannacci non sa niente, non conosce niente.
È impreparato su qualsiasi argomento.
È solo conscio che più alza i toni, più le spara grosse, più avrà successo.
Siamo messi così.
Roba da scappare in Papa Nuova Guinea.
da Luca Paladini - Pagina
Alessio Lega
Si commemora oggi l’assassinio vigliacco di Giacomo Matteotti, commissionato da Mussolini, ordito dal suo portavoce Rossi, eseguito dai degenerati della “Ceka del Quirinale”. Antenati di chi è al governo.
Una delle parti più vive del suo pensiero è certamente il più intransigente pacifismo. Matteotti lottò come un leone contro l’interventismo, finendo arrestato e deportato in Sicilia. Lo fece molto più dei suoi stessi compagni di partito, anche di quelli che nel 1921 si scissero nel partito comunista. Anche più di taluni anarchici.
Chi oggi vuole onorare la sua memoria, ben sapendo che non possiamo sapere come la penserebbe un uomo ucciso oltre 100 anni fa, non può però ignorare questo punto fermo. Matteotti era in primo luogo contro la guerra, e riteneva che l’interventismo avrebbe portato danni irreparabili. Quella è la radice del suo antifascismo eroico.
Egli, riformista e ostile alle rivolte armate, arrivò a dire: piuttosto che la guerra fra le nazioni, meglio la guerra civile fra le classi, perché in questa sono proletari che sparano sui loro padroni, in quella sono proletari che si sparano tra di loro.
W Matteotti, W l’internazionale dei lavoratori. Abbasso ogni guerra.
Un altro grande successo salviniano.
L'UE chiede indietro 12 milioni di euro dati alla società preposta a costruire il ponte sullo stretto, dati i ritardi nella sola, semplice progettazione (fondi arrivati a dicembre 2024, eh: siamo a giugno 2026).
In compenso, però, il costo del personale della stessa continua a lievitare: fioccano dirigenti e quadri, che aumentano di anno in anno, con conseguente aumento delle spese. Cosa dirigano o quadrino al momento non è chiaro dato che - appunto - l'UE ha persino chiesto indietro i soldi.
Cosa diriga e quadri invece il nostro portentoso Ministro delle Infrastrutture a me pare abbastanza chiaro: la propaganda del cantiere infinito, che se ci pensate è geniale. Promettere opere mirabolanti che non si faranno mai, costruendoci sopra una narrazione muscolare da "uomo del fare" (anche i modellini, vedete) da rivendersi in giro per il Paese, e nel mentre tenere aperti cantieri che bruciano risorse pubbliche a ciclo continuo. Poi tanto le colpe dei ritardi e degli stop si potranno addebitare alla sinistra (di qualunque forma e misura, perché la sinistra è ovunque: arrivasse un carico di cemento malfatto si scoprirebbe che la ditta è "rossa").
E mentre con i nostri soldini alimentiamo questo dispendioso circo a otto piste per consentire a un politico stracotto di garantirsi almeno un altro giretto in Parlamento, viviamo i disagi di un'infrastruttura in rovina. Avanti così.
Leonardo Cecchi
Sono orgoglioso di essere italiano nonostante la mafia, la camorra, la sacra corona unita e la 'ndrangheta; sono orgoglioso di essere italiano nonostante gli evasori fiscali, i furbetti del quartierino e quelli del cartellino, gli imprenditori che ridono all’alba di un terremoto, i politici corrotti e i loro mille corruttori.
Ne sono orgoglioso nonostante quelli che seguono le ambulanze per superare le automobili in coda, quelli che viaggiano sulla corsia di emergenza, quelli che guardano lo smartphone in autostrada.
Nonostante i fascisti, gli analfarazzisti e i populisti.
Sono orgoglioso di essere italiano nonostante la gente che si ammazza per una partita di calcio, quelli che investono i pedoni e poi scappano, chi passa la vita a minacciare, truffare e sfruttare il prossimo.
Nonostante le stragi di Stato, Ustica e Gladio.
Nonostante la sconcertante timidezza del nostro governo nel sanzionare il genocidio palestinese perseguito dal governo israeliano.
Nonostante la morte di Pinelli, Cucchi e Aldrovandi.
Nonostante la violenza sulle donne e i morti sul lavoro.
Sono orgoglioso di essere italiano per Falcone e Borsellino. Per Don Diana, Peppino Impastato e Carlo Dalla Chiesa.
Per i donatori di organi, di midollo osseo e di sangue.
Per la Caritas e la protezione civile, per chi fa volontariato in carcere, negli ospedali e negli ospizi.
Sono orgoglioso di essere italiano per chi adotta bambini poveri, con disabilità, “semplicemente” orfani o abbandonati.
Sono orgoglioso di essere italiano per Primo Levi, Pirandello, Montale e Calvino.
Per Berlinguer, Pertini e Don Luigi Sturzo.
Sono orgoglioso di essere italiano per Rita Levi Montalcini e Umberto Eco.
Sono orgoglioso di essere italiano per i ricercatori che ottengono premi e riconoscimenti nel mondo, per i nostri più celebri e dotati cantanti, pittori e scultori.
Sono orgoglioso di essere italiano per Cinecittà, Fellini, Totò, Mastroianni, Gassman, Tognazzi, Loren, Sordi, Sorrentino, Verdone e Fo.
Per la nazionale di calcio del 1982 e del 2006; per la squadra campione d’Europa nel 2021; per il Grande Torino, Coppi, Bartali e Nuvolari, Baggio, Totti, Pantani, Sinner e Bebe Vio.
Per tutte le persone che scendono in piazza, manifestano e si imbarcano per protestare contro lo sterminio dei palestinesi, nel nome dei diritti umani e della giustizia.
Sono orgoglioso di essere italiano e quindi oggi festeggio una Repubblica Democratica, nata dall’antifascismo, fondata sulla Resistenza e sul rispetto dei valori di solidarietà civile e di eguaglianza espressi dalla sua Costituzione.
Questo Paese è pieno di gente onesta, che, nonostante tutto, non si arrenderà mai.
Fatevene una ragione.
Roma 2.6.2026
Viva l’Italia che Resiste.
Prof. Guido Saraceni
FASCISTA SENZA MASCHERA
Come è risaputo, nel '45 i vertici in Italia come capi dell'esercito, carabinieri, prefetture ecc.. non erano stati cambiati. Il consiglio della CIA era "siate fascisti ma senza mostrarlo".
Il periodo successivo vedeva per decenni l' MSI di Almirante emarginato dai governi ma poi con Fini segretario (1991), la svolta di Fiuggi e la nascita della Lega, iniziava lo sdoganamento dei fasci in chiave "democratica" con la ricerca dei voti di centro. Fenomeno seguito anche dagli eredi del defunto PCI.
Con Berlusconi e Bossi, finalmente i fascisti "camuffati" potevano governare.
Ma l'elettorato destroso di oggi (in continua crescita) è deluso dall'attuale governo, specialmente per le mancate promesse sovraniste fatte in campagna elettorale e la fallimentare politica sui migranti.
Ecco quindi che personaggi come Roberto Vannacci vengono alla ribalta. Il suo libro "Il mondo al contrario" salito al primo posto dei più venduti in Italia nell'agosto 2023, gli aveva causato la sospensione dall'esercito. Anche Guido Crosetto aveva preso le distanze dal libro, ma per Vannacci si spalancavano le porte della politica.
Pochi giorni dopo la pubblicazione del libro ricevette la proposta di unirsi a Forza Nuova ma lui rifiutò. Di sicuro Roberto Fiore non immaginava che lo scopo di Vannacci fosse fondare un partito per pescare fra i suoi seguaci.
Infatti la carriera politica dell'ex generale iniziò alla grande. Candidatosi con la lega nel 2024 per le europee, venne eletto con il maggior numero di preferenze dopo Giorgia Meloni. L'anno seguente Forza Nuova ripropose stupidamente la candidatura a Vannacci che rispose creando "Futuro Nazionale" a cui aderirono due Deputati della lega e uno ex Fratelli d'Italia. In seguito arriveranno anche Gianni Alemanno e Laura Ravetto.
A Bruxelles Vannacci ha aderito al gruppo di "Alternative für Deutschland."
Dopo 5 anni di malgoverno meloniano e 80 di "camuffamento democratico", Roberto ha capito tutto. Di sicuro non si illude di governare l'Italia nei prossimi anni, ma ha saputo fiutare la deriva autoritaria in cui non solo l'Italia ma tutta Europa sta scivolando. Comunque vada, la poltrona da Onorevole è garantita per un bel pezzo.
Questo è il "nuovo che avanza".
Fausto Cotti
«HO VISTO L’ORRORE E HO PENSATO DI MORIRE»: IL RACCONTO DEL SUPERSTITE DELLA STRAGE DI AMENDOLARA
“Mi chiamo Ahmed e sono vivo per miracolo. Porto ancora sul corpo i segni delle fiamme che hanno ucciso quattro uomini con cui condividevo la vita, il lavoro e la stessa casa. Quella notte ho visto l’orrore e ho davvero pensato che sarei morto insieme a loro.
Eravamo all’interno di un’auto quando siamo stati aggrediti. Ricordo le urla, il panico, il fuoco che in pochi istanti ha avvolto tutto. Le portiere erano bloccate e chi era fuori cercava di impedirci di uscire. Le fiamme aumentavano rapidamente e il fumo rendeva impossibile respirare.
Sono riuscito a salvarmi soltanto rompendo un finestrino e fuggendo dall’auto ormai trasformata in una trappola mortale. Ho riportato gravi ustioni e ancora oggi ho entrambe le braccia fasciate, ma sono sopravvissuto. I miei compagni non ce l’hanno fatta.
Tre delle vittime erano miei connazionali. Vivevamo insieme nello stesso alloggio e nelle stanze sono rimaste le loro cose, i loro vestiti, i ricordi di una vita che non c’è più. Ogni angolo di quella casa mi ricorda loro.
Lavoravamo nei campi come braccianti agricoli, raccogliendo fragole e svolgendo lavori pesanti per molte ore al giorno. Ma non ricevevamo alcun salario. Ci davano da mangiare e un posto dove dormire, ma i soldi non arrivavano mai. Quando chiedevamo di essere pagati, venivamo minacciati.
Per questo ho deciso di raccontare ciò che ho vissuto. C’è una grande organizzazione che sfrutta i lavoratori migranti e che usa la paura per controllarli. Io e gli altri venivamo intimiditi con coltelli e pistole. Dovevamo lavorare e basta, senza fare domande.
Chi si ribellava o chiedeva il denaro che gli spettava veniva minacciato. Era una situazione che molti accettavano per disperazione, perché non avevano alternative e avevano bisogno di sopravvivere.
Le indagini hanno portato all’arresto di due uomini accusati della strage. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’intera aggressione. In quelle immagini si vedono persone che bloccano le portiere dell’auto, versano benzina e appiccano il fuoco mentre all’interno ci sono ancora esseri umani che cercano disperatamente di salvarsi.
Io non dimenticherò mai quelle scene. Non dimenticherò le urla, il calore insopportabile delle fiamme e il terrore negli occhi dei miei compagni. Sono sopravvissuto, ma porterò per sempre dentro di me il ricordo di quella notte e delle persone che ho visto morire davanti ai miei occhi.”
da La sensibilità dell'anima
Egregia procuratrice generale Francesca Nanni, lei è liberissima di credere a Santa Nicole Minetti, di passare un colpo di spugna sulle sue condanne per reati gravissimi senza che abbia scontato un minuto di pena; di cancellare le pesanti accuse lanciate da una testimone oculare senza neppure ascoltarla, anzi facendola “smentire” dai testimoni della difesa, cioè affidando alla Minetti le indagini sulla Minetti; di rinunciare alla rogatoria in Uruguay perché si tratta di un procedimento amministrativo e poi di prendere per oro colato le “indagini difensive” della coppia (quindi nei procedimenti amministrativi indaga solo la difesa?), anche se basta googlare i nomi giusti o andare a Ibiza e Punta del Este e tendere l’orecchio per conoscere la verità. Tutto questo lei lo può fare perché è nel suo potere insindacabile (nel procedimento amministrativo non esistono gradi di giudizio ed è lei a giudicare se stessa). Ciò che lei non può fare, perché non è nei suoi poteri, è infangare e diffamare con accuse di falso il lavoro giornalistico di un quotidiano, il Fatto che ho l’onore di dirigere, in un comunicato che non ammette contraddittorio, ma permette alla peggior feccia di darci dei falsari come se l’avesse accertato una sentenza definitiva (la famosa presunzione d’innocenza). Dopo i nostri scoop, delle 23 righe del suo parere pro grazia non resta in piedi una virgola sui due punti- cardine: la nuova vita di Santa Nicole (ha continuato quella di prima) e l’esigenza di evitare i servizi sociali per far curare il bimbo negli Usa (poteva farlo in 9 ospedali italiani).
Abbiamo intervistato Graciela, ex massaggiatrice di casa Cipriani, riportando fedelmente ciò che ci ha detto e ha poi ripetuto, terrorizzata dalle possibili conseguenze, a una tv uruguayana, sui festini nel ranch di Cipriani con escort d’importazione selezionate dalla Minetti. In tv ha aggiunto di avere altre cose da riferire per non passare da “complice” di ciò che ha visto e subìto, ma che l’avrebbe fatto solo “alla Procura italiana che presumibilmente mi convocherà”. Cioè a lei, dottoressa Nanni, che invece ha scelto di non ascoltarla. Se l’avesse fatto, avrebbe potuto sapere le “altre cose” e sottoporle alle doverose verifiche. Magari sentire le due ex colleghe che le hanno scritto lodandone il “coraggio” (quindi escludono che stia mentendo). O trovare altri testimoni che i nostri cronisti sul campo continuano a incontrare registrando sempre nuove conferme su quei festini che presto il Fatto racconterà e che la Procura generale ha omesso di cercare, esponendo la Presidenza della Repubblica a nuove figuracce involontarie. Le auguro di lavorare un giorno con la passione, lo scrupolo e il culto della verità che contraddistingue i giornalisti del Fatto. Intanto attendo le sue scuse.
Marco Travaglio
E' inutile che ripetete
Zecche rosse Zecche rosse
come se fosse un insulto.
Lo sappiamo benissimo che siamo fatti così
perché noi
Noi siamo i froci, siamo gli ebrei,
palestinesi dell'intifada
siamo barboni lungo la strada
siamo le zecche comuniste.
Noi, noi siamo anarchici
noi siamo spastici
noi siamo quelli col cesso a parte
noi siamo brutti, sporchi ma buoni
che detto in sintesi significa coglioni.
Noi siamo i negri, meridionali
siamo gli autonomi dei centri sociali
siamo l'elogio della pazzia
siamo un errore di ortografia,
noi siamo i punti dopo le virgole
siamo drogati, zingari e zoccole.
(A. Celestini)
STAY SAFE!! [ID: the Gilbert Baker pride flag with the words “Happy pride to all those who are unable to celebrate openly and safely. You are loved and seen!” in all-caps black text over it. /end ID]
"La vita è, di fatto, una lotta. Su questo punto pessimisti e ottimisti si trovano d'accordo. Il male è insolente ed è forte; la bellezza è stupenda, ma è rara; la bontà è spesso soggetta a essere debole, la follia a essere arrogante e la malvagità ad avere la meglio: gli imbecilli ai posti d'onore e i migliori in disparte; e l'umanità, nel suo complesso, infelice."
Henry James - La lezione del maestro
"Credo che se non fossimo stati circondati dai libri non avremmo avuto tanta pazienza: la geometria della biblioteca era infatti come una certezza di verità e di giustizia, e persino in quel triste concorso di eventi ci metteva nella condizione fidente di chi ascolti tranquillo una conferenza erudita. Come un pentacolo magico le scaffalature definivano uno spazio sottratto al disordine della vita primaria: perché lì tutto era solo come parola, e forma, e saggezza spiegata".
(M. Mari)
Monumento a Vittorio Emanuele Il (Altare della Patria) a ROMA
Aspettando il 25 aprile.
Ormai è una mia tradizione. Ho creato questa immagine anni fa e la pubblico ogni anno. Ora e sempre Resistenza.
Buon 25 aprile! 🇮🇹
La Festa della Liberazione commemora la liberazione d'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo, per opera della resistenza italiana e degli Alleati.
[animazione originale, non salvare e ricondividere sotto altro nome per favore]