S*gna
Breve brevissimo simpatico racconto su temi semplici come l'impermanenza della vita e il potere della parola hahaha... Questo è per dare un tono a quello che ho scritto. Mentre lo facevo ridevo tantissimo, sto diventando la miglior compagnia di me stessa, sarà la vecchiaia? Ora è giunto il momento di condividerlo. Buona lettura! :)
Sogna di Laura Iachetta
L’associazione Piconpalla di Signa provincia di Firenze, ha chiesto di cambiare il nome del comune in Sogna. La referente dell’associazione dice “ È piú moderno, al passo con i tempi, la fisica quantistica, le filosofie orientali, il risveglio spirituale..” Gli abitanti si dividono: ci sono quelli contenti di diventare sognatori, tra questi qualcuno rivendica di esserlo da sempre e che quindi si troverebbero finalmente a proprio agio con il nuovo nome*; poi ci sono quelli che non lo sono, non lo sono mai stati e non ne vogliono sapere di essere sognatori. Ed infine chi si astiene, troppo indaffarati per pensare a queste stupidaggini. Ah, scusate, un piccolo gruppo di femministe ci tiene a dichiarare che l’idea piace loro, ma si rifiutano categoricamente di usare il termine sognatrice, tutt’al piú sognatora, grazie. Chi ha proposto il cambio cerca di raccogliere quante piú adesioni. Da tutta l’Italia sono tante le persone che stanno pensando di trasferirsi nella nuova città. Le agenzie immobiliari premono affinché avvenga il cambio il prima possibile. La sindaca è perplessa, c’è chi dice che l’hanno sentita dire “non sono preparata a gestire dei sognatori" . La referente della Pincopalla replica "se non è adatta può sempre ritirarsi e il suo ruolo verrà sostituito da una persona capace di guidare i cittadini e le cittadine di Sogna" . Immobiliare "il bassotto" ha già cambiato nome, sulla pagina facebook scrive “Ora siamo: Agenzia immobiliare: il bassotto sognatore! Ecco la nostra nuova insegna, anzi “insogna” faccina che ride con lacrime, faccina felice con lacrime, faccina felice con lacrime”. **
Intanto, un po’ più a sud al di là del fiume, a Lastra a Signa sono in crisi, una nebbia grigia è caduta sulla cittá, tutti brancolano per le strade si chiedono come faranno senza la loro cittá rivale. Una signora racconta “eh bisognerá prendere qualche provvedimento serio. Ora che Signa vuole cambiare nome. Un giorno ero sul treno e ho conosciuto delle persone, erano di Milano, ma erano molto simpatiche, mi hanno aiutato con le valigie, avevo dell’uva, l’abbiamo mangiata insieme. Ad un certo punto è venuto fuori che io vengo da Lastra a Signa, e loro “ ah sí Signa, conosciamo” “ eh no” ho detto “Io abito a Lastra a Signa” e da lí la solita tiritera sulla differenza tra Signa e Lastra ecc ecc. Ha capito cosa vuol dire? Eh, lo fanno apposta, perché non voglio che parliamo piú, muti dobbiamo stare”.***
Il sindaco di Lastra a Signa, non essendo capace di rincuorare gli animi, un giorno decise di non andare al lavoro. Il segretario vide una lettera sulla scrivania, lasciata dal sindaco il giorno prima. Caro Mauro, prendi tu incarico la questione che tanto scuote gli animi di questa cittá. Queste della Pincopalla, "stanno ancora rompendo le .." "No, Mauro..ormai ti leggo nel pensiero..." Stanno già pensando di cambiare anche il nome dell’Arno, una delle alternative è Ganga River #41, roba da matti, riesci ad immaginare la confusione e al Manzoni dove facciamo risciacquare i panni? Nessuno piú studierà Dante, sarà incomprensibile come i geroglifici egizi. È l'apocalisse! Mauro, capisci, il vecchio mondo, la Terra, davvero sta cambiando, hanno trovato già nuovo nome anche per lei, cambierà tutto, le cartine giografiche sono solo l'inizio, ma l'uso della guerra è totalmente inutile. No, no, Mauro, non cado in questi stupidi giochi di potere, non voglio lottare per un sogno che non è il mio. No! Mauro, la mia anima è scossa, un fulmine a ciel sereno, ma non barcollo nella nebbia dell’incertezza o della rabbia, ora so. Io ho scelto di seguire il mio sogno, lascio tutto sí, tutto ciò che ho creato fino ad ora, lascio tutto alle mie nipotine adorate, sono pronto per una nuova avventura, parto, alla ricerca dei tesori d’oriente, desidero circondarmi di bellezza e poesia. Mentre leggerai questa lettera saró in viaggio, inizio da Kathmandu. Ah.. Kathmandu, Kathmandu. Questa parola risuona dentro di me, risveglia memorie lontane e al contempo nuove, memorie magiche, una magia sotterrata da tempo in un luogo remoto della mia anima. Non mi aspettate. Non mi cercate. Grazie” Mauro finita la lettera scoppió a piangere. Non poteva vivere senza di lui, voleva almeno farglielo sapere, e ci sarebbe riuscito, in cuor suo era fiducioso e mentre si asciugava le lacrime, sul suo smartphone appariva la scritta: Mauro, il tuo volo è confermato, Kathmandu ti aspetta!
Bene, questa storia sta prendendo una piega romantica, drammatica, apocalittica. Chissà se un giorno la nostra autrice deciderà di scrivere un nuovo breve brevissimo simpatico episodio? ****
Sogna è giá una nuova meta di un turismo tutto particolare, mentre Lastra a Signa rimane nel buio, c’è chi dice che uno della dinastia dei conti Dracula possa decidere di trasferircisi...
Intanto a macchia d’olio, a Ponterotto frazione di Empoli si chiedono se sia meglio Pontenuovo o sarebbe piú onesto Ponteaggiustato.. Che dire.. Quelli di Femminamorta hanno varie opzioni Femminaviva la piú banale, Femminafelice, Femminaebasta, c’è chi vorrebbe dargli un tocco spagnoleggiante con Femminayaestá e cosí via.. Ora tocca a voi, con quale nome chiamereste la vostra cittá? Mio papà dopo aver letto dice Milano-Miluna, l’ho trovato molto creativoe totalmente inaspettato, decisamente romantico, con un nome cosí forse, le Milunesi, troverebbero il modo di fermarsi e non lavorare tanto. La cotoletta alla Milunese avrebbe forma di luna piena.***** Poi Abbiategrasso- Abbiatesnello, io propongo Abbiategrassomoltograssosevuoimangiaremangiasevuoifaresportemangiaresanofallosiicomevuoiseguiituoivaloriciocheèimportantepertesiionestacontestessaetisentiraisicuramentebeneefelicecheèlacosapiúimportante..******
Questa è la fine, ma non è detto che il racconto non venga trasformato*******(sette asterischi), perché ci sto prendendo gusto e mentre lo copiavo è già stato modificato molto e nella prima versione ho riso, in questa ho pianto., poi ho riso con le lacrime, la coinquilina Amelie si è allarmata ed è venuta controllare se tutto era a posto... Sí, succede anche questo. Che bello!
(Dedicato a zia Ida)
* (come quando sei donna nata negli anni 80, vedi un film al cinema e le protagoniste sono donne, ma non si disperano, non soffrono, non sono isteriche perché nessun uomo la vuole cosí com'è, no, sono avventuriere, sperimentano e si sentono comode nei loro panni qualunque essi siano, allora esci dal cinema felice e te la ridi, finalmente lo specchio riflette la tua immagine, finalmente non sei piú invisibile)
**“Awww, che cagnolino adorabile” esclamano le giovani, quelle che usano awww termini come boomer, ormai per indicare le vecchie che non capiscono niente che non sono degne di vivere in questo nuovo mondo.. Ma forse queste giovani hanno anche ragione, fin quando non si trasformeranno in quelle stesse vecchie ottuse incapaci di trasformare il proprio pensiero, la propria vita a bordo delle loro auto volanti… Ma torniamo alla nostra storia..
***(Abbiamo poi scoperto che era originaria di Caltanissetta)
****Conoscendola non credo, non sognate troppo. Magari potrebbe farne una serie, con l'aiuto di sceneggiatoritrici troppo simpaticiche..? Che devo dire, passate il mio contatto, al momento sono disoccupata poi non so se avrò bisogno di fare la schiava a pagamento con un contratto regolare, si spera, e allora chissà dove dovrò trasferirmi perché qui dove vivo cercano in tutti i modi di non pagare per il lavoro svolto, mi riferisco soprattutto al mondo del turismo che parliamoci chiaro, quanto cazzo costa andare in vacanza , fare un week end, vogliamo pagare decentemente le persone, perché stiamo parlando di persone che lavorano.. Ma! Torniamo a noi!
*****ecco l'ispirazione per un nuovo menú ipergalatticoplanetario.
****** per esempio a me piace ispirare chiunque, ma soprattutto le donne, che taggiá dí! È la mia ferita da sanare..
(sette *) perché un'altra cosa che richiede molto sforzo da parte mia è proprio: accettarmi per quello che sono, restare nel flusso costantemente mutabile della vita, a me piace fluire per varie correnti, prendere una strada, poi un'altra, tornare alla precedente, cosí come quando parlo che non si capisce niente, neanche io mi capisco, perché la mia mente apre innumerevoli parentesi, asterischi, scenari, immagini, che poi sono difficili da decifrare, organizzare, esprimere. La scrittura mi aiuta, è il mio sfogo creativo, è come preparare una torta. La mia natura è questa, altrimenti muoio. Lasciati vivere!
















