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@battamarria-blog
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“Abbiamo vent'anni, siamo innamorati e questa sera abbiamo mangiato la pizza del forno, bruna e con il pomodoro che schiuma rosso e zuccherino, seduti sui gradini di un palazzo, riparati da un cornicione, mentre più in là su tutto diluvia e sulle dita sgretolano le briciole e le gocce. Abbiamo trent'anni, viviamo insieme e una volta mentre faccio il bagno va via la luce e l'acqua calda non funziona, allora tu riscaldi l'acqua in cucina, la porti nella pentola, mi vedi nudo e io, anche se nudi ci conosciamo, mi vergogno e mi guardo le ossa delle gambe. Trentacinque anni e una mattina presto, mentre siamo nell'ultimo sonno, tu sul ventre con il braccio lungo il corpo, io sul fianco rivolto verso di te, socchiudi la mano e mi prendi tra le dita, piano, inconsapevole, e nel dormiveglia sento che la tua mano dorme e io sono il suo sogno; poi, svegli, andiamo in balcone ad annusare il gelsomino. Ne abbiamo cinquanta e abbiamo dimenticato tante cose. Non stiamo più insieme e non ci incontriamo mai. Ogni tanto qualcosa ci fa tornare in mente un gesto o una parola e facciamo, separati, archeologia. Abbiamo mille anni e siamo biologia. I nostri corpi non ci sono più e sono altro. Un tuo piede è un sasso, il mio naso è sabbia, le tue orecchie sono diventate mele, un mio occhio è un riccio in fondo al mare. La tua bocca, adesso, è carne dentro la mano di un uomo, i miei polmoni sono diventati matita. La materia si converte e noi con lei. Senza coscienza, la mano dell'uomo nel quale ci sei tu prende la matita nella quale ci sono io e scrive delle frasi, e noi esistiamo ancora nel movimento e nella scrittura.”
—
Giorgio Vasta, Il tempo materiale
(per tutto quel vissuto non mio, che non si può cancellare, questa la regalo a te perchè non si può “competere” col passato, io, in fondo, sono solo una di passaggio e non so neppure per quanto tempo, tanto non lo sappiamo mai quanto ci viene concesso. E adesso mi ci vuole un cono gelato, grande e senza paletta, se sgocciola meglio, magari sentirò meno forte quel groppo che ora mi stringe la gola).
(via falpao)
Wiedehopf
Middelste Bonte Specht
Blaumeise/Blue Tit So cute!
Beautiful eyes…
“scappiamo, Alice, in questo posto sono tutti normali.”
ciao alessia,a proposito di Alice ti invito a leggere sul mio blog il racconto Alice e il Punto G
ALICE E IL PUNTO G
Come possa ella ricambiare così tante volte il viso per cui ogni volta diventare qualcosa di nuovo da ammirare,è ancora per me un dolce inspiegabile mistero.
Come possa ella guardare ogni volta,con uno sguardo diverso ciò che osserva,bhè questo mi è ancor meno chiaro.
Ricordo di sapere solamente che ogni giorno,ogni volta,che arriviamo dinanzi a quella stessa porta,mi ritrovo,sempre e solo tra la folla,infinitesimamente vicino a quei suoi lunghi capelli che nel breve vento arrivano per conoscermi e carezzarmi.
Quei suoi lunghi capelli luccicanti,castani,belli che profumano di camomilla riportano alla mente i lieti eventi.
Quel suo zaino color prato,quella fibia di pelle di foglia d’acero,le cuciture in grezzo e resistente spago,la sua elegante figura vestita e quel sorriso,che compare come un fulmine a ciel sereno d’improvviso,magari pensando tra se a qualcosa di inatteso.
Come potrebbe essere la mia faccia riflessa sul vetro del suo orologio “pensavo”,ad occupare per tempo lo spazio tra l’ora e il più tardi,così mi colse di sorpresa un dì,mentre vagavo nella mente alla ricerca di una frase scritta per lei da consegnarle prima o poi come scusa,per avere la cordialità della sua voce a portata di scambio;Rubarle due parole era tutta la mia spesa per un giorno o due.
Un primo approccio abbastanza involontario,certo,Ma qualche altra volta in precedenza mi era già capitato di mangiare come a casa e non a mensa,ricordo vividamente quando sottovoce colsi il suono delle sue vocali abbracciare le sue consonanti ,mentre leggeva un libro,intensamente la sua voce riprodusse un suono:”Io sono assente però in fondo a quest’assenza,c’è l’attesa di me stesso,e quest’attesa è un altro modo di presenza.L’attesa del mio ritorno."
Leggeva Huidobro!!!
In un giorno di scellerato coraggio,mi ripromisi di farle ascoltare,nello stesso casuale modo la mia sconosciuta voce,alzando leggermente il tono,lessi le mie righe:Nel traffico cittadino,sopra il tuo naso schiacciato contro il vetro,i tuoi occhi scrutano la pioggia battente,i miei invece inseguono le tue dolci linee che evadono verso il cielo.E quella sensazione insistente che muove le azioni affinchè non vinca poi il rimpianto,mi porta ad alitare sul vetro del mio finestrino per raccontarti della bellezza che da recluso osservo e per porgerti un saluto,che mi permetta di entrare nella tua vita,come essere che esiste e non più come pura fantasia.
Il profumo della macchina,la pioggia sull’asfalto,ti ricordi quella volta di quel ragazzino che aveva messo da parte l’ordinarietà della vita per creare l’occasione nell’attimo?
In quell'istante,la sua curiosità ero riuscito a rapire tanto che ella,bella, ebbe ad esclamare:È stupenda,è tua?
Lentamente cercando di non consegnare me stesso all’ansia,mi girai sudato,verso il suo viso esaurendo la mia scorta di parole scritte sulla mano per il troppo copioso sudore improvviso,mostrandole da quanto aspettassi quel momento.Lei porgendomi la sua mano mi disse:Piacere sono Alice.
Passò del tempo,non sò quanto,poi mi presentai ironicamente,facendole notare,quanto fosse eccezionale conoscersi prima che il treno coprisse la scritta della grande G che segnava il punto esatto del nostro inizio.
Barra Mattia
IL CONTRAPPESO
Una Nuova Carta dei Tarocchi che descrive la nascita,come il cambiamento interiore,evidente anche esternamente.Due esseri che si tengono l'un l'altro alla ricerca dell'equilibrio perduto,per simboleggiare la fatica dell'eterna lotta che la volontà di ogni singolo uomo affronta,in ogni lungo percorso.Il rilancio di chi non vuol vedersi vinto,che riconosce in se stesso la possibilità di riscatto confrontandosi con l'universo per comprendere di quale illimitata portata sia l'unicità di ogni vita.Infine la coppia,che rende interscambiabili e infinite le possibilità,uno entra nell'altro e viceversa infinitamente,per sempre e il frutto ridefinito della loro conoscenza sarà,un nuovo meraviglioso inizio.
Barra Mattia
I ROTOLATORI DI ORTICHE
La Pergamena del Tempo spiegheremo,in questo racconto datato 1230-1235-1238 forse,purtroppo più indietro nel tempo si corre,più memoria persa riscontriamo di avere,capirete adesso meglio,la nascita dei misteri.Dicevo, quindi........ in cui sveleremo semplici verità,stipate negli atomi da viaggio,di un piccolo gruppo di genti,facente parte di un più nutrito gruppo di genti,imparentati,con una moltitudine di popoli,che dicono gli antropologi,appartenere ad una certa, ma non troppo “Umanità”.Ma come ben sapete,la praticità porta nuovo spazio da riempire,ed è per questo che ci concentreremo,nell’approfondimento di sole 4 vite,scelte a caso,guardando proprio adesso,cosa c’è intorno.
Quel giorno di Maggio sul colle non c’era un folle.Solo qualche persona delusa,che decise di fumarsi tra l’erba quell’attesa snervante,che lì separava dalla più impertinente delle domande:Chi siamo?Perchè è vero, che tutte quelle altre che subito seguono,sono solo figli.
Se prima,questi 4 soggetti non si conoscevano,in questo momento cercano di comunicare,nel disagio di domande,sorte a tutti nello stesso momento,questo non può che far piacere,certo, soprattutto quando al di fuori,c’è un vasto oceano di sogni infranti.
Per gli amici Celestino,o Pietro da Morrone per chì mi indica da lontano.Per la barra dritta della gioia, Roco&Matìa,se del suono vi piace l’armonia,facenti parte dell’Entità smembrata del DuoLoco!Il Massimo,per chi riconosce zaffiri puri,è proprio,fare la mia conoscenza, perché è proprio grazie ad essa,che li scovavo negli occhi di chi attento osserva.Scartati i convenevoli,si passa diretto scavar,nel profondo.Di ognuno sentiremo,le sincere parole,che prendono forma,dalle fantasie alterate,dell’agitatio mentis.Sotto gli occhi di nessuno che guarda,l’acqua quindi sgorga.
Sottovoce si dimise,dagli abiti che facevano il monaco,per percorrere,le sue strade e raccogliere le sue domande,fino a chè la Bufera di neve,Chiese con le campane al viaggio di fermarsi,e di attendere,dentro il tempio assoluto,la nascita della nuova primavera.Successivamente sul Porrara,prese vita la grotta,e con sano egoismo affrontò il mistero,trascorrendo giorni ad esplorare nuovi mondi,mai lontani,e ad identificar erbe spontanee,per il misero sostentamento,tutto nella beatitudine,dell’assenza di tentazione.Era pronto,per parlare ai molti,che dal canto loro,volevan solo un Santo,a cui affidare i loro tormenti.Dopo aver sfumato i toni tumultuosi,dei giorni passati,nella brezza vegetale,che ben conosceva,quando doveva estraniarsi per rallentare,Celestino,ebbe un primissimo incontro con la Madonna,che porgendogli la mano santa sulla testa,ebbe subito da fargli una richiesta,rivelatrice:Caro figlio,alla costante ricerca di risposte,trova il tuo posto e lì edificherai,accendi un lume alla tua sapienza e prendi coscienza di queste parole.Buon fresco riposo all’ombra della quercia.Furono queste poche esatte parole,che segnò nel suo inseparabile libricino degli appunti.Una volta rianimati i sensi e controllato gli affannosi,spasmi sgomenti del cuore,corse incontro,al luogo in cui ritrovar,serenità di pensiero.Quella chiesa di Santa Maria dell’Assunzione,che si ergeva proprio lì vicino,dritta,verso il cielo,sul tetto del Colle.
Serviva,servire a loro,continuando il gioco meschino del dare e avere,quando il pubblico gli posava sul capo le foglie d’alloro,incensanti,le parole che ponevano,al di sopra di ogni sospetto,il loro mesto viso,una volta posata sul banco del trucco,la maschera per lo spettacolo.Claudicanti i pensieri,si perdevano allo specchio,insieme a quello che credevano di essere,spento magicamente,in un posacenere di scena,tra vestiti colorati sogni sbiaditi e parrucche.Dove sono quei due Roco&Matìa?Due giovani pieni di ricchezza interiore,oggi smarrita, che al tempo,gli permetteva di restare al cospetto del confronto,con sana ironia,ridendo in faccia al giudizio.Ecco allora,il punto essenziale, il loro parlare ora,era reale?Sù questa domanda,si erano inceppati i loro orologi e non c’era lungo giorno,che li allietasse con una sana dormita,fino al punto insanabile di rottura.La gente,rivedendo sempre,la solita,rimestata,minestra di piatte battute,convulse,applaudiva e rideva.A questo;Non rimaneva che partire dal Chiapas.Due comici sconosciuti,ancora scoperti,da nessuno volto nuovo,incrociano su antiche navi turche,rotte dirette,verso il vecchio mondo,con la possibilità,di capire viaggiando,attraverso,nuovi prospettici,punti di vista.E così girando tra scali e scalando visioni dall’alto,si ritrovarono in mezzo ad un prato,a condividere questioni comuni, con amici sconosciuti.Nel verde intenso,in cui calarono la vista,ci trovarono a quel punto la volontà ferrea del coraggio,che anche se alimentata,da un sostanzioso miraggio,li fece ritrovare!Proprio come quando,da ragazzini provavano a far ridere,con le capriole,con quello stesso spirito goliardico,si lanciarono così,verso qualcosa di inesplorato.
La prigionia come atto di fuga rotola a valle,attraversando campi di ortiche,l’entusiasmo cosciente e dominante,non parla,per non frenare la corsa.Mentre le molecole scomposte cercano di uscire,la testa, và fuori asse e nuove onde,si avvicinano,minacciando l’invasione.Il mondo corre,vuole scrollarci di dosso, come vacche volanti nel tormentato vento,sembra senza sosta,la sua costanza,sembra aver deciso,ci stà dicendo Saltà!!!in effetti,data la corsa di taluni eventi,prima di capire che da sdraiati ci siam rimessi eretti,passa qualche attimo,di mancamento dei sensi.Forse caro amico,tenendoci fermi,passa.Invece,giriamo,insieme nell’infinito............................................affondano,i piedi nell’erba alta,come burro fuso,ma con gli occhi chiusi, qualcosa sbotta,e di infiniti cerchi e galassie non v’è fine.Bisogna, fuoriuscire nel suono,di ogni cosa,che non ci ride addosso.È reale,questo dibattito ribelle,che si tiene banco,sulla mia pelle,e si concentra sulle parti scoperte,che pochi istanti fà,rotolavano senza criterio alcuno, verso valle?
Io,Lo sento coinvolgere,ogni mia zona indifesa,pronto a scagliare l’attacco finale,che a questo punto,sfuma dalle vesti della sorpresa,sarà pur sempre, una nuova esperienza da assorbire,mi dico.La potenza urticante dell’Ortica, avanza senza freni,in ogni minuscola stanza,ma da fuori,il silenzio,lascia il posto,all’ opportuno sorriso.Nel cielo,Il sole ridendo,scalda,il rinomato fresco del Paradiso,le nuvole a crepapelle piovono,la luna austera fà capolino con uno starnuto,il riscontro è totale,senza volerlo,facendo ciò che sentivano,hanno trovato un nuovo pubblicoe imparato cosa significa davvero,rischiare l’osso del collo.Ripartirono,da quel loro primo spettacolo unico,per non fermare più, la fantasia entro limiti,fù così,che da allora,lì conosceranno tutti come:“I Rotolatori di Ortiche”!!!!!Ed il loro spettacolo itinerante,"I Tre Cilindri,La Chitarra Fantasma e la Voce Muta", verrà tramandato,nelle generazioni,dai passaparola.
Nella sempre,più crescente,abitudine del popolo,chiamato a scegliere,la figura del console,a cui affidare il comune,il potere del commerciante,acquisì sempre maggior voce,nella quotidiana amministrazione,fino,al punto tale,di agitare i ceti,per una nuova soluzione, che prevedeva,oltre ai consoli,un concorrenziale podestà.Un complesso,inseguirsi di estremismi.....................……….Porco Sacro,Buondì!Perché grazie al tuo risveglio,ho compreso,la bellezza dell’istante che vivo,onorato di una tal botta di culo,mi crogiolo,come una foglia sdraiata sul manto,apparentemente fermo,ma eternamente,in movimento,che certifica,come ancora una volta,se ce ne fosse bisogno,la fermezza del mondo,dinanzi anche al ritorno,di un tal fiabesco delirio,che da solo,scompone,nella mente,ogni tassello,precedentemente posto,per far spazio all’innocente beatitudine, che sfocia,in un affettuoso abbraccio, e poi,in un abbondante e fragoroso applauso,di ringraziamento,per aver ringiovanito,questo tempo barbuto.Ed è con questo ritrovato vigore,oggi,che a voi tutti,miei concittadini,dico:Costruite entro il giorno,perché oggi è il domani.Solo poco fà,avevo perso la danza armoniosa,delle mie parole,quell’eloquentia che tanto in passato,mi ha fatto agitare,e che punendomi,un dì,risultando consistente come l’aria fritta,mi ha dato,la possibilità di vivere nella ferma solitudine,del silenzio,aumentando in me l’ascolto, per ogni piccola emozione,che cadendo creava un fracasso,fino ad allora,mai udito.Adesso,per non risultar prolisso,come un qualsiasi politico-mercante,abbandono il vostro necessario spazio,per darvi l’opportunità di riflettere,sulle mie brevi e concise parole e sul ruolo del mio nome,importante se voi vorrete.Delego,alle vostre conversazioni,l’importanza del nostro futuro,intanto mi avvio alla Taverna di Bacco,per offrire,ai miei 3 nuovi amici,tanti calici di vino,quanto la grandezza,della loro splendente anima.
Bisogna festeggiare,il giorno in cui nasce,un nuovo modo di raccontare,disse il Massimo……….
In alto i calici al Signore! Disse Celestino….
e poi all’Oste dissero Roco&Matìa……………………
Un inizio senza fine,di brindisi propedeutici,ad ogni atto pratico del costruire,al fine di devolvere il 5xmille, a sostegno,di tutte le amicizie in divenire e a tutto quello,che queste, possono portare.
Barra Mattia
Per il Ciclo Infinito "La Tragicomica Storia di una Persona Nota" La Pièce Teatrale :In Opera dell'Ultimo Fareniello.
La sconvolgente Bellezza dell'atto d'amore.
Purtroppo gli ultimi fatti di cronaca relativi alle morti sul lavoro,mi riportano alla mente uno stato d'animo passato,in un periodo simile in cui i media raccontavano spesso di morti simili.All'epoca questo mi portò a disegnare la mia idea a riguardo che voglio condividere.Uomini che per sopravvivere,si prestano a lavori alienanti,diventano schiavi che si prestano allo sfruttamento delle risorse sempre più esigue che questo mondo ci mette da sempre a disposizione.Omini Blù col berretto giallo,così siamo rappresentati sulla segnaletica della sicurezza sul lavoro.Siamo perchè anche io ho potuto guardare da dentro questo mondo.Non posso generalizzare,certo,la mia consapevolezza me lo vieta,spesso le condizioni di lavoro non sono realmente a norma,ma basta che lo siano sui verbali di chi controlla.Spesso i diritti dei lavoratori sono l'ultimo problema per i dirigenti d'azienda che dall'alto dei loro vetri oscurati osservano contenti l'ottimizzazione della loro produzione,si perchè vedete anche se dopo anni passati in una fabbrica vi identificate in essa,questa non diventa una famiglia!Non lo è.Una famiglia attende il proprio caro al ritorno dal lavoro,una famiglia è tutto il nucleo di sogni che insieme si condivide,una famiglia pretende il bene per ogni suo componente.Care Aziende,se proprio volete proliferare nella vostra esistenza almeno fatelo con coscienza,perchè la salute psicologica e fisica di ogni vostro singolo dipendente è la cosa che permette più di tutto la buona riuscita di ogni vostra azione!Mi rendo conto che il pensiero utopico di zero Fabbriche al mondo,non potrà realizzarsi nei giorni in cui i miei occhi sognanti saranno vigili e forse non succederà nemmeno dopo.Ma una cosa dobbiamo tutti ricordare,prima che lavoratori,siamo esseri umani ed è la bellezza che portiamo dentro di noi sin dalla nascita che ci contraddistingue ed è questa bellezza che dobbiamo preservare e diffondere,quindi ad ogni mio simile che muore lavorando,và pur sempre il mio più sincero abbraccio,nella speranza che abbia potuto avere il tempo,di lasciare il suo ricordo in tutte le persone che lo hanno conosciuto.
Da una conversazione schietta con Marta nasce "Utili Ingranaggi" Tecnica "Collage Grafico" Didascalia Una casa asettica,dove la dispensa recita : Attenzione!Radiazione!Nell'attesa del Padre che ritorna dal Lavoro,una Madre attenta e meticolosa trova con la maschera la sua soluzione e instancabile porta rifornimenti creati,etichettati e confezionati direttamente dall'INDUSTRIA ALIMENTARE al proprio figliolo di plastica che mangia verde sbobba radioattiva,mentre in TV passa la Pubblicità in cui si vede l'immagine di un bambino ancora vero che il Dottore stà vaccinando.
Intanto,nell'attesa miei prodi dell'uscita di una nuova entusiasmante fotopuntata della soap sit-com che sia "Al Mattino nel Tabacchino" dall'edicolante di fiducia più vicino è uscito il poster di MisterSarri solo per Bambini,interamente da Colorare.Suvvia avviatevi o all'Edicola o a scaricare da quì.Buonpresegue
Una nuova serie tutto pepe sui vostri canali "Al Mattino dal Tabacchino".
Maremma maiala,questo me lo ritrovo sempre davanti ai coglihoni,Speriamo che dopo quest'uscita pubblica,Lo Stato non mi faccia lo sgarbo di bandire anche il Fumo!!! O'Tabaccaio,intanto,giacchè sono ancora in tempo, chompro tutte le stecche di sigarette a deposito!!!
Una nuova serie tutto pepe sui vostri canali "Al Mattino dal Tabacchino".
Ancora non ci credooooo,mi dispiace davvero tantooooooo,sono davvero rammaricatooooo,tutto questo era davvero inaspettatooooo,Lo Stato non può,bandire proprio ora che son prossimo alla pensione,il gioco d'azzardo legalizzatooooooo!!!!!