Come va lassù? O ovunque tu sia, come stai?
Sono sicura che stai bene, senza quella vipera (tu sai chi) e tutti i suoi succubi.
Io invece, ahimè, sono ancora qui... so che non c’è bisogno che ti dica niente, perché sai già tutto, perché so che sei sempre qui con me, io sento la tua presenza.
Io ti sento, nonna, quando mi rifugio sotto le coperte, con il viso gonfio e colmo di lacrime, perché lì sotto il mondo sembra un po’ meno crudele e ingiusto, io so che sei tu quel “brivido” improvviso che mi percorre il corpo, lo so perché penso involontariamente a te.
So che sei tu quella stella, quell’unica stella, così stranamente grande e luminosa, che mi guarda, o meglio, che veglia su di me la notte, ogni notte, anche quando è nuvoloso o piove e non ti si vede. So che sei tu quella stella perché mi ricordo, quando ero piccola, in terrazza, in braccio tuo, che indicavi le stelle e mi raccontavi di te.
So di non essere sola, anche se non riesco a capire il perché di tutto questo che sto vivendo, ma so che ne uscirò una donna forte.
Lo so perché me lo sento.
So che devo continuare ad andare avanti, seppur a denti stretti, ma non importa, perché so che tu non mi permetterai di mollare la presa.
Quando io ero prigioniera della mia peggiore depressione e volevo buttarmi sotto un treno, lo ammetto, mi sentivo dannatamente sola, incompresa, inutile... mi chiedevo dove tu fossi e perché avessi lasciato che accadesse tutto questo, stessa cosa per Dio, mi facevo tutte queste domande, e oggi che (credo) sono riuscita a liberarmi da quella bestia brutale (la depressione, per intenderci) ho trovato le risposte.
So che tu mi hai impedito di fare quel gesto così folle e estremo, perché mi sentivo dentro un non so cosa che mi diceva che non dovevo farlo, che domani sarebbe stato un altro giorno e che un domani ancora sarei stata felice, sarò felice.
Oggi, a distanza di mesi, sto raccogliendo i pezzi di me che ho perso in questi anni, sto riprendendo in mano la mia vita, e sono così fiera e felice di me stessa (il merito va anche alle persone che mi hanno dato sostegno e mi sono state vicino).
Certo, ci sono dei giorni in cui mi assale la depressione e mi abbandono ad essa, ma, appunto, domani è un altro giorno.
Voglio essere una donna indipendente, voglio finire gli studi e andare all’università, non ho ancora le idee chiare su cosa voglio fare da grande e mi auguro di scoprirlo, anche se in realtà aspiro a diventare come due persone in particolare che mi sono state altrettanto particolarmente affianco in questo periodo buio, chissà.
Faccio un po’ fatica a studiare in questa situazione, ma ogni volta che sto per mollare e buttare tutto all’aria ripenso a tutte le volte in cui credevo di non farcela e poi, invece, ce l’ho fatta.
Ce la farò e ci riuscirò, perché dipende esclusivamente da me, nessun altro lo farà al mio posto.
È questo che mi fa andare avanti.
Stammi bene, spero di sentirti qualche volta