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@bibiracconta
BISOGNO D’AFFETTO, BISOGNO DI SALUTE
Ciao a tutti,
sono qui con il dr. Lorenzo Colombo, neonatologo, per affrontare un tema molto interessante.
Qualche tempo fa ho postato una riflessione su cosa si aspetta un bimbo appena uscito dal ventre di sua madre, ora prendo la veste di giornalista e mi cimento in una vera e propria intervista, quindi, con il suo aiuto, mi piacerebbe approfondire l’aspetto del “pelle a pelle”, conosciuto anche come skin to skin.
Io – innanzitutto di cosa si tratta?
Dr.- le prime ore dopo la nascita sono di importanza cruciale per la madre ed il neonato in termini di reciproco benessere e possibilità di favorire il legame tra loro e la prima poppata.
Il contatto pelle a pelle ha tantissimi benefici: calma il neonato, regola il suo battito cardiaco, assicura la giusta temperatura corporea, riduce il rischio di ipoglicemia (calo di zuccheri nel sangue) perché il contatto immediato aumenta la probabilità di attacco precoce al seno con maggiori probabilità di un futuro allattamento esclusivo (solo latte di mamma) e di una sua maggior durata nel tempo.
Garantire, quindi, un periodo tranquillo di contatto pelle a pelle per tutte le madri ed i loro neonati subito dopo il parto può evitare molte delle comuni difficoltà e complicazioni associate all’allattamento che si traduce quindi in un miglioramento delle esperienze delle madri.
È importante che tutto il personale sanitario del punto nascita sia coordinato affinchè tutto ciò sia reso possibile in modo bello e sicuro; è bene quindi, come è accaduto, ed accade tutt’ora, nel centro nascita dove lavoro, che si formi un gruppo di professionisti multidisciplinare (costituito cioè da neonatologi, ostetriche, infermieri, puericultrici, ginecologi ecc) che diffonda questa “filosofia per il buon inizio”.
Io – quindi, cosa accade appena nasce un bimbo?
Dr. L C – è tutto molto semplice: alla nascita, l’ostetrica che assiste al parto, asciuga immediatamente il neonato e, accertate le condizioni di buona salute di mamma e bimbo, posiziona il neonato nudo nel seno materno (all’altezza dello sterno tra le mammelle), in posizione prona (a pancia in giù) in modo che la maggior parte della superficie corporea del neonato sia a diretto contatto con il corpo materno. È molto importante in questo momento che le persone presenti si assicurino che la bocca ed il naso del bambino siano libere e che la schiena sia coperta da un panno caldo e asciutto.
Ricordatevi che il nuovo arrivato gradisce il cappellino e che lo aiuta a non disperdere calore!
Io – ma quindi … niente più bagnetto?
Dr. L C – tutto ciò che può disturbare mamma e neonato (profilassi che vengono fatte ai neonati con la vitamina K, collirio antibiotico, cura e igiene del neonato …) devono essere rimandate a momento più appropriato, dopo le prime due ore di vita, senza che interferiscano con il contatto pelle a pelle.
In particolare il bagnetto… può non essere fatto!
Anzi, è bene che non venga fatto per vari motivi tra cui il rischio di raffreddamento del neonato e la dannosa rimozione della vernice caseosa (che è una sostanza cremosa di colore bianco) che svolge un importante ruolo di protezione sulla sua cute. In genere deve essere effettuato solo qualora il neonato risulti visibilmente sporco di meconio (prime feci) o sangue materno in quantità tali da non poter essere rimossi con i telini (condizione veramente rara).
Io – ma perché questa cosa, che è la più naturale e, passami il termine, scontata, oggi ha acquisito tutta questa importanza e necessiti addirittura di un gruppo di lavoro?
Dr. L C – domanda complessa, penso che l’idea di cosa è bene sia cambiata nel tempo. Infatti tradizionalmente vengono compiuti alcuni atti che gli studi hanno dimostrato essere dannosi: l’idea che il neonato nasca, venga lavato, pettinato e ben vestito non è di per se un’idea “cattiva” ma non è rispettosa della fisiologia. Quindi l’opera che deve essere fatta è di pulizia da quelle pratiche che nel tempo si sono stratificate complicando ciò che è semplice per natura.
L’UNICEF è da anni impegnata in questo tracciando la virtuosa via dell’iniziativa del “Ospedale Amico dei Bambini” nella quale, chi vuole arrivare a dichiararsi tale, deve dichiarare di rispettare i “10 passi” tra cui quello relativo alla promozione del contatto pelle a pelle subito dopo la nascita.
Noi ci stiamo provando!
Io – e mamme e bimbi ringraziano!
Ma… cosa succede nel bimbo quando nasce?
Dr. L C – il neonato attraversa la fase del cosiddetto “adattamento alla vita extrauterina” costituita da complessi e grandiosi fenomeni di cambiamento che interessano l’apparato respiratorio, cardio circolatorio, metabolismo e termoregolazione.
Pensate… il contatto pelle a pelle aiuta a consolidarli tutti e quattro!
Io – le chiedo una cosa particolare… riuscirebbe a farci immedesimare nel bimbo, cosa prova quando nasce e quando ritrova la sua mamma?
Dr. L C – difficile ma ci provo.
Quando nasce sembra disperarsi e dire a chi sta intorno “cosa mi avete fatto, chi siete voi e cosa volete da me!” ma poi trova un faro nella tempesta che gli dice “non ti preoccupare caro, ci sono io vieni qui e sarai al sicuro”… la sua mamma.
Messo pelle a pelle con lei smette di piangere si tranquillizza e si ancora con i movimenti delle dita, delle braccia e delle gambe. Io non so cosa pensi in quel momento ma so cosa succede intorno a lui e alla sua mamma e chi ha il privilegio di vedere quella scena si commuove davanti a tanta bellezza!
Grazie di tutto, un grazie soprattutto da parte delle future madri che leggeranno questo post e, quando avranno in braccio il loro piccolo sapranno meglio il perché.
Ripropongo...
My boss: “Why were you late to work today?”
Me: “Will Smith was performing Aladdin songs in the middle of traffic”
Viva le fiabe...
Tip tap
All’inizio, quando la storia di una relazione è durata solo nove mesi, mamma e bambino hanno risorse insospettate, l’istinto, non le regole, li porterà nella direzione giusta, la loro relazione sarà la loro maestra.
Lima, museo Larco . Gli antichi incas erano soliti raffigurare su vasi scene simboliche sulla condizione umana. Il serpente, il giaguaro e l’uccello comunicavano il regno degli inferi, la vita terrestre e l’aldilà e lo spirito. Non è il caso di questa raffigurazione che fa vedere la scena di un parto. Cosa ho notato subito? L’imponenza della madre e la piccolezza dell’ostetrica (chissà come la chiamavano!). Ecco, è esattamente questo il cuore del mio lavoro, l’ostetrica, o qualsiasi altro operatore sanitario, deve mettersi a lato e rimettere al centro la madre ed il suo piccolo. Madre sei forte, sei capace, sai partorire, sai capire... bimbo sai nascere, sai respirare, sai mangiare, sai bene con chi vuoi stare pelle a pelle, sai scaldarti e sai qual’é il tuo spazio nel mondo!
#unicef #allattarenonècompitodiunadonnasola #allattamentoalseno #allattaremilano #bibiracconta.tumblr.com #insiemesipuò #sam2017 #settimanamondialeperlallattamento
Riprendiamo l'anno sociale con armonia!
OGGI BIBI RACCONTA QUANTO È BRAVO IL LATTE DI MAMMA
Ciao mamme, papà e bambini
Oggi voglio elogiare il latte di mamma.
Bello buono e bravo!
Mamma mia! Su bello e buono potrei scrivere un romanzo, su bravo… due romanzi! Ok, per un post, allora, scriverò solo alcune cose di come è bravo! IL latte di mamma non è e non può essere considerato solo un alimento, è un tessuto vivo, contiene centinaia di componenti e, ad ogni ricerca scientifica, si scopre puntualmente qualcosa di nuovo, ma quello che mi ha sempre colpito è che contiene cellule tra cui cellule staminali e batteri.
Innanzitutto andiamo a vedere alcune particolarità del colostro. Il COLOSTRO è la prima sostanza che produce il seno, sin dalla gravidanza, è di colore giallo più o meno intenso, denso… un concentrato di salute! Ai corsi con mamme in gravidanza l'ho sempre definito come un misto tra una purga e una vaccinazione! Il colostro, come quantità, è poco perché lo stomaco del bambino è piccolo e denso perché i reni non riescono ancora a smaltire grosse quantità di liquidi, come accadrà nei giorni successivi, è salato perché il bimbo deve liberare l'intestino e quindi è lassativo, è ricco di agenti immunitari perché il piccolo deve proteggersi dal mondo esterno… visto che bravo che è?
Quando molti anni fa ho iniziato ad occuparmi di allattamento la cosa che più mi ha colpito è che il neonato, all'inizio della sua vita non ha bisogno di altro, colostro e coccole; già 20 anni fa leggevo in un libro redatto dalla “red” sull'alimentazione del bambino, l'effetto del colostro sull'intestino, io lo immaginavo come un tappeto… il colostro assunto va a tappezzare l'intestino con le sue immunoglobuline e rende il bambino impermeabile a virus e batteri; le aggiunte di latte artificiale o acqua e zucchero che in passato venivano date al piccolo nei primissimi giorni di vita non facevano altro che andare ad intaccare questa copertura e rendere il bimbo vulnerabile…. mamma mia! Immaginate una tale condotta in territori di terzo mondo! Lascio a voi immaginare.
Non voglio dilungarmi troppo ma diamo ora una guardatina al latte che, come saprete, viene prodotto dopo due o tre giorni la nascita del piccolo. Anche il LATTE è eccezionale per bravura, la cosa che ora voglio sottolineare è la specie-specificità e l'individualità, in sintesi significa che è specifico per la specie umana, contiene cioè ciò che di meglio un cucciolo umano possa ricevere per la sua crescita ( che non è solo fisica), individualità significa che non solo è specifico per il genere umano ma proprio per quella persona! Per esempio, se un bimbo nascerà prematuro, le componenti del latte ( proteine, grassi, carboidrati) saranno in percentuali diverse rispetto al latte di un bimbo nato alla 40a settimana.
Credo che queste pochissime cose che vi ho raccontato per il momento possano bastare e soprattutto incuriosire… la curiosità è alla base del progresso e della conoscenza, io spero che un giorno tutti sappiano tutto sul latte di mamma e si verifichi un cambiamento culturale.
BRAVO LATTE!
PERCHÉ PARTECIPARE AD UN CORSO PRE PARTO?
Cari genitori,
argomento intrigante, anche perché le motivazioni che mamme e papà esprimono sull'argomento sono molte e le risposte esistenti sul territorio e strutture ospedaliere ci sono e, tra l'altro, sono molto diverse tra loro. Perché i corsi pre parto non sono tutti uguali? A tutt'oggi esistono tavoli di lavoro sull'argomento ma ancora i metodi ed i contenuti sono lasciati all'esperienza e al tipo di formazione di chi li fa o dall'utilizzo delle risorse esistenti; infatti in alcune strutture, parlando di impiego di risorse, i corsi vengono fatti da vari operatori che spaziano tra “il ginecologo”, “lo psicologo” , “ la puericultrice ”… dove ognuno dice la sua, come se ci fosse bisogno di partecipare a CONFERENZE per poter diventare genitori. Per fortuna, corso o non corso, la gravidanza scade dopo 40 settimane di gestazione ed il bimbo viene alla luce.
Ma vediamo cosa ne penso io e fatemi sapere la vostra opinione. Io credo profondamente che sia importantissimo frequentare un corso di accompagnamento alla nascita, soprattutto nel mondo di oggi dove vige la superficialità e di conseguenza la scarsa capacità critica nei confronti di ciò che accade nel corso della gravidanza.
Non voglio fare il solito polpettone antro-sociologico sulle famiglie che non sono più come una volta… che ci si è staccati dalle tradizioni ecc ecc; tutto verissimo ma allo stato attuale, visto che tu, mamma che leggi ora, sei in attesa, vediamo di capirla e darci una mano.
Quando si scopre di avere il test positivo, di essere incinta, scattano molteplici emozioni, gioia, paura, ambivalenza, euforia, libertà, amore ecc, la parte emozionale prende il sopravvento e si è tutti proiettati verso il futuro. Poi si va dal ginecologo, in genere, o in un consultorio, o da un'ostetrica e qui inizia il percorso. A seconda della persona o la struttura ( anche molto variabile da regione a regione) che incontrerete, e spesso senza avere capacità di scegliere ( è così, è inutile girarci intorno), affronterete percorsi diversi. Tanto per capirci, la regione Piemonte, per es, ha linee guida su quali esami fare in gravidanza, la maggior parte delle regioni no, e chi sceglie la via del privato è in genere in balia delle preferenze o delle paure stesse del professionista.
Il web però è dalla vostra parte, basta andare a leggere le linee guida dell'OMS per capire se il percorso che state facendo ha un senso. Spesso, in sede di corso di accompagnamento alla nascita, trovavo mamme letteralmente terrorizzate, non esagero, terrorizzate perché l'esperienza fatta fino a quel momento, a parte la gioia iniziale dove i protagonisti dell'evento erano lei, il papà ed il piccolo, era fatta di esami medici strumentali, esami del sangue dove veniva ricercata qualunque cosa , visite mediche specialistiche, controlli… e sto parlando di fisiologia, cioè di completa assenza di malattia sia da parte della madre che del bambino.
Di fatto il corso può essere un'occasione per “riappropriarsi di ciò che è nostro”, mi spiego, il corso che aiuta davvero è quello che fa “uscire” qualcosa da voi, che è poi l'insieme di cose che si ricordano al momento del parto o dell'allattamento, no quello che vuole aggiungere nozioni nelle vostre teste. Di fatto deve essere un percorso che fa ritrovare le proprie competenze, materne e paterne, ed aiuta a ritrovare le emozioni giuste che devono essere vissute nella conoscenza del proprio bimbo attuale e dopo che è venuto alla luce.
Sono stata un po’ dura e questo non fa parte di me, ma purtroppo questo meraviglioso percorso, la gravidanza, è minato troppo frequentemente da persone che invece di aiutare a far comprendere il vero senso di ciò che sta accadendo, lo trasformano di fatto in un percorso clinico dove madre e figlio diventano pazienti e non protagonisti.
Ciao mamme e papà, aprite gli occhi ed il cuore.
Convegno LLL
Una delle cose che più mi diverte é fare selfie con la nipotina. #selfie #Tenerezza #live #love #amore
Su bibiracconta.tumblr.com Tutto, o comunque, molto sul Salone del Mibile #salonedelmobile #fiera #desing
FUORISALONE! Atto finale.
Ciao a tutti, mi sto davvero approfittando di Simonetta ma… è troppo divertente!!!
Io - ciao, ben trovata. Mi è piaciuto un sacco quello che ci hai raccontato fin ora, interessantissimo il percorso storico che hai fatto, ma potresti raccontarci che cos'è per te, per Milano, il FuoriSalone?
Simonetta - si, la nostra città, molto capace, molto produttiva, molto efficiente è anche molto segregante e poco capace di creare incontri. Chi ne ha il tempo? Abbiamo tanto di tutto ma poco tempo per scambiarcelo. La settimana del FuoriSalone è come se si mettessero insieme migliaia di bambini di tutto il mondo e li si lasciasse scambiare le proprie figurine raccolte o inventate in un intero anno. È una mega festa di idee, costruzioni, progetti, novità, una babele di lingue che si incontrano: chi lo fa per guadagno, chi per poesia, chi sperando che qualcuno “finalmente lo scopra” e gli dia un lavoro più o meno stabile… È il risultato di una follia di lavoro che, chi non è “del mestiere” nemmeno immagina. Si incontrano nemici e amici dopo una migliaia di telefonate, mail, WhatsApp… Faccio un esempio, ho conosciuto due anni fa a Barcellona proprietari, designer e ufficio stampa di un'azienda di illuminazione (MARSET, fanno cose bellissime!) e, come dicevo, EUROLUCE , in fiera, c'è solo ogni due anni. Quindi quest'anno vengono a Milano. Per due anni, ovviamente, hanno inviato in redazione ogni novità che hanno presentato e così abbiamo potuto vedere quanto sono cresciuti, quanta energia e intelligenza mettono nel loro lavoro adesso… ovviamente festeggeremo una sera , con la bevanda “ufficiale” del FuoriSalone, il NEURONI sbagliato al Bar Basso.
Io - caspita, immagino che si creino rapporti molto interessanti nel tuo lavoro, di stima e di amicizia, a volte. Ma cosa consigli di visitare.
Simonetta - Ovviamente vi invito a visitare le istallazione di interni all'Universita Statale di via Festa del Perdono, negli antichi cortili i risultati di unioni ad hoc tra aziende (le più diverse e impensate) e progettisti famosissimi è fonte di stupore. In Triennale, la 10a edizione di Triennale Desing Museum: Giro Giro Tondo. Desing For children , adattissimo a mamme e figli… e poi ci si rilassa nel parco. Per chi ama le avanguardie in tutti i sensi, al Salone, il Salone Satellite con le scuole internazionali di Desing e i giovani che diventeranno famosi, la zona Ventura e tutti i creativi che scendono dal Nord, soprattutto gli olandesi. Sempre al Salone vi invito a gustarvi gli allestimenti degli stend, ce ne sono alcuni che vorrei avere come casa. Comunque, dovunque andiate, incontrerete creatività e bellezza e se vi sembra “bruttezza” è un bel modo per farsi domande e conoscere un'umanitá diversa dalla propria. La guida di INTERNI (distribuita gratuitamente) la trovate un po’ dappertutto, dove ci sono le nostre bandiere (MATERIAL IMMATERIAL) davanti agli showroom e ai luoghi delle esposizioni. Per quanto mi riguarda ho una predilezione per Oki Sato in arte Studio Nendo (c/o showroom Jill Sander in via Beltrami): la mostra di Nendo si chiama INVISIBILE OUTLINES, un'indagine sulla materia e sul rapporto di questa con lo spazio, nell'ambito del confronto tra visibile e invisibile, interno ed esterno. La collezione si chiama JELLYFISH VASES ed è composta da 30 vasi in silicone ultra sottile. I pezzi si ispirano ai colori e alle movenze delle meduse che fluttuano in un grande acquario. Il flusso d'acqua è studiato per ritmare la danza di questi vasi tutt'altro che convenzionali. Alcuni di essi contengono un fiore: l'insieme vaso-fiore e acqua, che per la prima volta sta sia dentro che fuori dal vaso, ridefinisce il ruolo del fiore e del suo contenitore, per riflettere sul tema dei confini materici. Qualunque cosa faccia, tavoli, sedie (la mostra dello scorso anno era infinita), per me è meraviglioso ed i vasi sono, per il mio senso estetico, assolutamente perfetti.
Io - davvero non so come ringraziarti per tutto il tempo che mi hai dedicato, credo che anche chi leggerà questi post possa apprezzarti per il tuo lavoro e perché ci hai dato la possibilità di guardare questi eventi con uno sguardo meno superficiale, quindi più attento e rispettoso per tutto il lavoro che sta alle sue spalle.
Beh, come ultima battuta cosa puoi ancora dirci.
Simonetta - buon Desing a tutti!