È passato poco più di un mese, e non riesco ancora a sentire la mancanza.
Il problema principale è che io in realtà, non ti ho mai odiato davvero, in 34 anni ho sempre sperato che mi dicessi di volermi bene, e di accettarmi per come sono.
Forse tu non ricordi tutte le cose orribili che hai fatto, forse perché per te non sono nemmeno mai state cose orribili, il che forse è peggio. Ricordo quando venisti a casa, carico di odio, violento come al solito, ed io sono scappata a piangere nelle scale, ma per te era più importante vincere, poco ti è importato che uno dei tuoi figli, abbia tentato di colpirti con un martello.
Essere genitori è una cosa difficilissima, l'ho imparato anche senza metterne al mondo, ma a malincuore devo dire, che ti sei battuto davvero tanto per essere tra i peggiori.
Quando sei stato mandato via avevo 3 anni, e ho pochi ricordi di te, ma non dimenticherò mai la mia prima dissociazione, quando io e i miei fratelli ci chiudemmo in camera da letto, mi hanno coperto le orecchie subito dopo che si è sentito uno schiaffo, un tuo schiaffo alla madre dei tuoi figli, poi silenzio, nulla, sono diventata irreale.
Non ti darò tutte le colpe dei miei fallimenti, non sarebbe giusto, ma di certo il tuo essere padre padrone mi ha distrutta, e ha creato una persona fragile, paurosa e piena di dubbi.
Potrei dire che oggi sono una persona migliore, che il mio carattere è decente, ma in realtà ho talmente di quella rabbia e delusione dentro di me, che mi rende una pessima persona, dopotutto non sono poi così diversa da te, ma ho imparato che le persone falliscono e commettono errori, ma io non sono migliore di loro, e nonostante i loro errori li amerò sempre, in fondo amo anche te forse.
Avresti potuto essere un grande uomo, un buon padre, invece hai preso le tue scelte.
Hai fatto vivere i tuoi figli nella miseria, con abiti comprati usati al mercato, e privi di ogni divertimento, mentre ti viaggiavo e mantenevi le tue donne. Ho visto mia madre mangiare i nostri avanzi, lavorare 10 ore in fabbrica per arrivare a fine mese, tu giravi con belle auto, vestiti lavati e stirati dalla donna delle pulizie.
Spero che ad un certo punto tu lo abbia capito, ma non sapessi come fare per sistemare le cose, è quello che voglio credere almeno, voglio credere che tu mi abbia amata, come ogni padre ama la propria figlia, e se un giorno avrò un figlio, gli dirò ogni giorno quanto lo amo e che per me non sarà mai un fallimento, nonostante i suoi errori.
Anche se l'ultima volta che abbiamo parlato un po', mi hai cacciata dalla tua vita e dalla tua attività, ti voglio bene, o almeno credo, non so gestire le emozioni e i sentimenti.


















