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Tra ricordi e montagne innevate, Marco narra la sua vita nell'aria calma di una classe liceale, parlando attraverso le pagine di un diario dimenticato.
Un romanzo che sfiora le corde profonde dell'animo umano.
Gratis per 5 giorni su Amazon.
Magnifico mondo
Immagino la fine oltre la vallata,
dove la sponda verde
sposa la luce appena nata.
Sospendo così i pensieri
e oggi come ieri ancora mi sorprendo,
a sentir la voce bianca del firmamento.
Tristo a rimarcare il mio tormento mi dispongo,
conscio di essere nato
in un magnifico mondo.
Ipnotico deserto
Amore in questo mare verde ti rivedo,
quando la fronda offre il paesaggio per me lieto.
Passando conosco il suo segreto,
ora che sono andato avanti e indietro.
Tuo è ancora questo spazio aperto o di nessuno,
ipnotico deserto di tronchi, alberi e fumo.
Un investigatore riluttante, un assistente fedele e un mondo sull’orlo del caos: mentre fuoco e magia oscura minacciano i regni, Sir Deadal Peabok insegue le ombre scoprendo che molto si cela oltre la linea della notte.
Leggilo gratis su Amazon
Magnifico mondo
Immagino la fine oltre la vallata,
dove la sponda verde
sposa la luce appena nata.
Sospendo così i pensieri
e oggi come ieri ancora mi sorprendo,
a sentir la voce bianca del firmamento.
Tristo a rimarcare il mio tormento mi dispongo,
conscio di essere nato
in un magnifico mondo.
Ipnotico deserto
Amore in questo mare verde ti rivedo,
quando la fronda offre il paesaggio per me lieto.
Passando conosco il suo segreto,
or' che sono andato avanti e indietro.
Tuo è ancora questo spazio aperto o di nessuno,
ipnotico deserto di tronchi, alberi e fumo.
Domenica pomeriggio
Potrei amarti così,
in una domenica pomeriggio,
mentre il pensiero fa radici ligio e capriccioso,
sul manto della sera che scende umido e tedioso.
Potrei pregare la nebbia ai colli stanchi
e il sale che dal mare arriva a scorticare gli anni
ma da sempre ho troppo da pensare,
intrappolato in questi giri
e in una vita che sa sempre farsi odiare.
I secondi
Chi sei tu coperto d'argento?
Eri la stella più grande del firmamento,
eri un poeta di sogni e di tormento,
fin quando non ti ha staccato dal cielo
questo mondo crudo e violento,
gettandoti nudo sul cemento.
Ed è qui che il prodigio del tempo,
ti ha ricoperto di grigio sgomento,
il colore dei secondi,
di chi ha perso l'oro all'ultimo momento
per un soffio troppo forte di vento.
Canta allor di loro,
degli sconfitti,
di quelli che cadono restando dritti,
accontentandosi dell'argento,
perché non sempre chi ha avuto l'oro,
ha vinto soffrendo.
Il rischio
Or che hai atteso di veder della vita ogni minuto,
scegli chi ti ha dato conto del vissuto,
chi come te non cede al tempo
e attende vigile il tuo assenso.
Questo mondo è muto
o urla disperato e chiede aiuto
ma che importa?
Troppi ne ho uditi a gridar dietro una porta,
in attesa di accettare il rischio che vivere comporta
Il tormento della terra
Restano per me come per voi
i canti notturni di disperati eroi,
note di guerra e di rivalsa,
per la gloria antica che ancor di sogni il cor sobbalza.
Qui dove finisce il limite della distanza,
comincia il tuo morir di tempo che avanza
e pone sempre fulgida la domanda,
la mente che sempre incalza:
cosa ho lasciato o lascerò,
chi ricorderà di me la vita,
quali occhi mireranno la mia triste ferita,
sarò memore o memento,
quando calerò profondo nella terra il tormento?
Un faro per la vita che passa
Un diario, una donna, una storia che riemerge dal tempo. Un viaggio tra memoria e destino.
Disponibile gratis per 4 giorni solo su Amazon.
Un faro per la vita che passa : Scopigno, Cassius Daniele: Amazon.it: Libri
Limite nord
Ho camminato assente sulla collina
e sulla strada che nera e aliena si perde oltre la cima.
Il sole bruciava lo sguardo all'estremo limite nord
e tu cantavi sottovoce una canzone.
Quanto avrei voluto risponderti
e sussurrare insieme a te quelle parole,
se solo le avessi conosciute
ma come sempre,
dimentico le frasi, le persone e resto qui,
volgendo ad ogni passo lo sguardo al meridione.
Per fortuna non viaggio da solo
da quando ho sentito il morso del sol leone,
da quando ho udito il grido freddo del monte,
perso nel profondo del burrone.
Fiume Verde
Verde come quel fiume
che parla di notti lontane
e di bianche, candide lune.
Molte volte cerco per venir via da questi giorni la fune
o un'ancora che possa salvarmi dalle sfortune.
La verità è che sul futuro
mai teniamo sospeso il lume
e forse è meglio,
scoprir le strade così come oltre la roccia,
s'aprono di colpo le cascate.
Spiriti
Spiriti inquieti tra i rami faceti cantano di sogni lieti.
Chi passa ad ascoltar sussurri si ricrede,
sul mondo d'isola che ogni giorno vede.
Respirando il verde quasi crede di poter sentire
la gioia dell'avvenire.
Provateci anche voi che vivete con senno del poi
e dell'esperienza fate tesoro,
a passar quel bruto confine tra noi e loro.
Ogni volta disegno un volto tra le foglie
che unisce i punti verdi trasformandoli in voglie.
Cade l'anno e con il freddo torno a ciò che è stato,
m’insegue il manto nero del passato e scappo qui,
dove il tempo non è stato
e sono solo un uomo davanti al fato.
Il male di esistere
Udisti di musica il moto sotto la terra
ma di padre in figlio si tramanda il male di esistere.
Non si stanca mai questo oscuro sussurro,
per sempre rimuove il canto solare
e uccide con lama tagliente la voglia d'amore.
Si spegne il verso del tristo poeta,
quanta menzogna nel dir che la parola vive oltre la morte,
essa si libra su carta leggera,
di spazio e di tempo soffre il destino.
Oh tu,
Immota, mendace distesa di ghiaccio,
sai dire a quest'uomo qual’ è il senso di tanto soffrire?
Del lungo e dolente pensare?
Risponde di nuovo il silenzio e il richiamo del vento,
soffia su questa lapide arresa,
sulla mia vita spezzata e sul cuore arido e vecchio.
Sia dimentico l'uomo di me, del mio viaggiare
e porti nell'alto del monte,
il ricordo silente di una pietra tombale
che nome non reca ma grida e lamenti.
Pianto infinito di uno spettro gelato
che di esistere ha perso il disio
e di vivere più non ha modo.
Il freddo è tornato
Torni indietro dove sparisce la coda di una calda estate.
Ad attenderti,
milioni di fatiche e movimento.
L'ingranaggio torna a girare
E schiaccia in poche ore la fluida libertà.
Sbiadisce la pelle,
la mente archivia il ricordo,
resta sfocato il quadro di un giorno passato:
il freddo è tornato.