Scrittore del romanzo mai compiuto "Dedalus", pensatore libero, viaggiatore. Ho 21 anni e sono un ragazzo normale: non mi taglio, non sono anoressico, non soffro né la fame né la povertà. Sono la tipica persona accettata all'interno di una società malata. L'unica mia particolarità è l'assoluta incapacità a consolare il dolore della gente. Le persone a me vicine affermano che io sia stronzo, non è così. Dicono che io sia felice perché non mi faccio mai problemi, è vero. Ho una grande empatia per la sofferenza ed il fatto che io non riesca ad esternarla fa in modo che essa cresca dentro di me e prenda forma nei miei pensieri, in ciò che scrivo. Sono uno scrittore, o almeno tento di esserlo, ho un dono, almeno così dicono: riesco a trasformare ciò che gli altri hanno bruciato e lasciato nella cenere in qualcosa che vive ancora. Il dolore, la felicità sono tutte cicatrici che formano i ricordi e, in quanto esseri basati sulla memoria, noi stessi. La maggior parte dei visitatori si sarà già allontanata, schifata. Tu sei rimasto/a: sei speciale. Non scriverò bene, grammaticalmente parlando, per il semplice fatto che scrivo di getto e non rileggo ciò che scrivo. Questo blog è mio, è tuo, è nostro. Siediti, abbiamo molte cose di cui parlare.
L’odore di legna bruciata si mischiava all’umido sapore della neve. Il vento me la sputava dritta in volto, mi graffiava il viso. Mi sentii nuovamente chiamare indietro ma ormai la porta era stata aperta. Il rumore dei cardini congelati, il loro sferragliare si contrappose al deciso movimento della mia mano. Il legno si chiuse dietro di me, la volontà mi aprì una strada nella bufera.
E verranno anche per me, Di notte e con le maschere, Con la scusa della morte Verranno anche per me. Prima per i diversi, Ma il tempo ci è nemico, Era solo per difendersi Ed era a tutti gradito. Mi chiameranno loro a sé Perché vivevo da diverso, Di meno rispetto ad altri Ma per loro non avevo senso.
Siamo in troppi. Siamo in miliardi di esseri su questa terra e miliardi e miliardi sono troppi. Non ci conosciamo tra noi. Nessuno conosce qualcuno degli altri. Sconosciuti vengono a violare la tua intimità. Sconosciuti ti entrano in casa e ti strappano il cuore dal petto. Ti succhiano via tutto il sangue. Gran Dio, ma chi erano quegli uomini? Non li ho mai visti in vita mia!
Anche quando due persone sono molto distanti l'una dall'altra sanno che la distanza poi non è così insormontabile: sentono le parole dell'altro nel vento e se si stendono a terra possono sentirne l'abbraccio.
Il tempo umano non ruota in un cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l'uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.
Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.
Non c'è più niente di sacro. Avete reso ridicolo tutto ormai: l'amore è sesso, la solitudine è morte, il mondo è cattivo, l'alcol è divertente e la droga un passatempo. Parliamo di queste cose perché ci fanno vissuti, le usiamo infelicemente senza averle capite: troppo orgogliosi per chiedere a qualcuno di spiegarcele, troppo stupidi per evitare di spiegarle a nostra volta.
Ci vuole molto a capire
E nel frattempo cresci
E ti domandi che uomo
Potresti mai diventare.
Ci vuole molto a capire
Che il tempo passa,
che la persona nello specchio
È lo stesso bambino:
Tempo che ti alzi dal letto
E ti muovi verso la finestra.
Rallenti ma ci vuole tempo
Per capire che è passato.