Vedo le come per come saranno e agisco di conseguenza.
È quello che faccio, quello che sono.
Scusate la divagazione patetica.
…il punto è che non ho paura di sacrificarmi, di sacrificare tutto, di… di…
Non bevo da tempo, ma l’alcolismo non è una cosa che si sconfigge una volta per tutte.
Ogni singolo giorno devo lottare per non ricadere in una spirale autodistruttiva.
Non mi è riuscito benissimo.
Nonostante adesso la mia reale identità sia di pubblico dominio, la considero ancora un rifugio con cui staccare da me stesso.
Non sono riuscito a smettere di usarla nemmeno quando è saltato fuori che le sue radiazioni elettromagnetiche mi stavano uccidendo.
Ironico, visto che fu l’armatura a salvarmi la vita.
Comunque, come potrete immaginare, ho risolto quel problema.
Tutte le mie risorse intellettive e finanziarie per poter continuare a giocare al supereroe.
Nei giorni buoni, non la vedo così. So di fare la differenza.
Ma oggi non è un giorno buono.
Mio padre costruiva armi per l’esercito.
Morto lui, sono subentrato io.
Poi, è successo quel che è successo, ed ho smesso di produrre armi.
Ma le mine rimaste inesplose se ne fregano della mia illuminazione e, a distanza di anni, continuano a lordarmi di sangue innocente le mani.
Ma faccio finta di nulla, di essere un cavaliere nella sua scintillante armatura.
Di essere un vuoto playboy.
Faccio beneficenza, creo posti di lavoro, salvo delle vite, ma non è mai abbastanza.
…qualcuno di voi sa cos’è una singolarità tecnologica?
È il momento in cui l’evoluzione tecnologica arriverà ad un punto tale che sarà impossibile anche solo da immaginare con le nostre conoscenze attuali.
Questo significa fondamentalmente, scusate se sembro arrogante, qualcosa che nemmeno io potrò prevedere.
[Illustrazioni di Gabriele Dell’Otto, Paolo Rivera, Adi Granov, Alex Maleev]