Noi recitiamo dei ruoli. La vita è una caccia, è essere cacciati, mentre il mondo è retto da burocrati. Ogni giorno ri-nasciamo, in un mondo nuovo, in cui si crede di essere gli stessi, ma in un mondo che è al servizio di finalità superiori - finalità di cui non si sa nulla - devi accettare senza capire. Quando verrai sepolto, resterai con la bocca aperta, poiché sarai morto chiedendoti cosa tu abbia fatto.
"Quando un uomo piange, piange perchè ha perso qualcosa, qualcosa di vivo, come un animale o un bambino, non perchè le cose sono tristi.
Viviamo situazioni sulle quali non abbiamo il controllo, come se qualcuno ci avesse dipinto sopra, o dentro. Viviamo in due dimensioni: quella in cui sei (o credi di essere), e quella in cui credi di essere stato messo, o ci sei entrato senza accorgertene."
"Quanto mi sento solo, e vuoto. Devo fermarmi, vedere qualcuno, parlare con qualcuno. Non posso restare solo. Se potessi, anche solo per un secondo...a volte è insopportabile persino l'idea di avere un nome, essere riconosciuti, esistere."
Queste sono i pensieri e le parole di un uomo frammentato, di Felix Buckman: la ricerca di comprensione in uno sconosciuto è l'ultima richiesta che un'anima tormentata chiede di ricevere per non affogare completamente nel vortice dello sconforto. In un'azione d'impulso, senza preoccuparsi delle conseguenze, abbraccia uno sconosciuto, in una stazione di servizio, in piena notte. Quell'uomo, il signor Montgomery L. Hopkins, riesce a fornirgli il calore e la comprensione che cercava, e che nessuno è mai riuscito a dargli; nemmeno l'amore per la sorella Alys.
"Venga a trovarmi. Questi posti, queste stazioni di servizio automatizzate a moneta, a tarda notte sono proprio deprimenti. Magari un'altra volta potremo parlare di più, in un posto più accogliente. Io mi sento vicino a lei e capisco quello che prova, quando capita che posti come questo ti buttino giù. [...] Sì, vedo che lei si sente a terra...insomma, depresso. Per questo mi ha dato quel foglio di carta (ritraente un cuore trafitto da una freccia), di cui temo di non avere capito il significato sul momento, ma adesso sì, e poi mi ha abbracciato come ha fatto, come farebbe un bambino, per un attimo. Ogni tanto, nel corso della mia vita, ho provato quel genere di ispirazione, ma forse sarebbe meglio chiamarlo impulso. [...] Capisco. Lei non vuole trovarsi da solo a quest'ora di notte, specialmente quando fa così freddo come adesso. Sì, anch'io la penso così, e adesso lei non sa bene che cosa dire perché ha fatto una cosa d'impulso, sull'onda di uno slancio improvviso, senza pensare alle conseguenze che avrebbe avuto. Ma va tutto bene, io ho capito. Non se ne faccia un problema, nemmeno un pò. Bisogna proprio che mi venga a trovare. Le piacerà la mia casa. E' molto calda. Potrà conoscere mia moglie e i nostri figli. Tre in tutto."