L'amore è morto e al suo funerale non c'era nessuno. Quattro mesi dopo.
Vai al festival della filosofia, argomento "l'amour". Intanto pensi "ascolterò, e forse qualcuno di questi sapienti rivoluzionerà il mio pensiero sull'argomento. Io forse sono solo un balordo, e non capisco. E così qualcuno mi aprirà gli occhi come Gesù li apriva ai ciechi". E poi chissà, tanta gente, tanti giovani, tante discussioni, che non mi succeda qualcosa di bello.
In effetti ho capito tante cose diverse, riguardo ad argomenti personali e non, ma poco m'è venuto da tutte quelle conferenze. Insomma, diciamocela tutta, era abbastanza una rottura di palle, e di starcene lì a sentire tutta la pappardella proprio non ce la facevamo. Quindi cazzeggiavamo un po' per la stupenda città di Modena, tra strani esseri umani eccentrici nel corpo e nella mente, accendini Zippo e librerie. Poi se ci usciva il tempo entravamo negli enormi tendoni nomadi ed ascoltavamo qualcosa.
S'è parlato di tanta roba. Hanno parlato della città, ma me ne frega un cazzo, perchè io le odio le città; un giorno scriverò qualcosa a riguardo, ma per ora dirò questo: non producono un cazzo, a parte fogli di carta e consumano cataste di roba! Ma coltivate la terra invece di starvene tutti ammucchiati in luridi uffici a respirare lo smog!
Poi hanno commentato l'etica Nicomachea di Aristotele, e quella di Spinoza. Rodotà ha parlato dell'amore, del femminicidio, del matrimonio, delle leggi a riguardo dai tempi antichi ad oggi: una ricostruzione impeccabile, ma dal mio punto di vista troppo razionale e con poca anima. Zygmunt Bauman, un super vecchietto di novant'anni ha parlato di amore, schermi e facebook: c'ho capito quasi un cazzo, perchè l'ho ascoltato in inglese, ma condivido tutto ciò che ha detto. D'averio ha parlato di Dionisiaco nella storia, e ha infiammato il pubblico.
Ma l'importante, la vera essenza del viaggio, è venuta dal mio interno (anche se Bauman ha fatto la sua parte). Infatti ero solo un imbucato, e tra tutte le persone sull'autobus c'era solo un mio amico, che doveva dividere il suo tempo tra me e la sua ragazza. In effetti però, quando vagabondavamo per Modena, vagabondavamo insieme. In autobus invece stavo seduto sempre vicino a un quasi sconosciuto random e me ne sprofondavo nel sedile con le cuffiette a mille. In quei momenti ero solo e chiacchieravo con Red, il tizio impiccato che vive nella soffitta e si occupa dei moti sentimentali. Lo accoglievo nell'ingresso, il luogo che Dan mi ha lasciato in eredità. Davanti a me nell'autobus c'era il mio "primo amore", una storia triste e acida.
Avete presente la canzone dei Catch 22, "Kristina She don't know I exist"? Beh, era iniziata così. Poi però ho fatto la puttanata di dichiararmi nel modo più assurdo e goffo possibile. Ovviamente nella storia c'era pure il tizio con cui stava affittando la videocassetta, ma io al momento non lo sapevo. Mi disse, detto in modo semplice "Vatti a divertire, io non so pane pei denti tuoi", e io ci rimasi di merda, e contestai. Saggiamente mi mandò a fanculo: me l'ero meritato. L'ho odiata profondamente e a lungo, ma ora mi accorgo che non era colpa sua e che sono stato uno stronzo analfabeta. Lei aveva la sua etica e io la mia. Non avrei potuto e non posso interessarle come persona, e per come la vedo ora l'unica cosa che mi interessava di lei era il suo bel faccino. E così nel mio sedile pensavo che due anni e mezzo prima quel viaggio sarebbe stato il mio desiderio più grande, ma che ora ero lì soltanto per sentire le teorie sull'amore liquido. Tuttavia vedendola così bella, così desiderabile, riconoscendo la fondatezza del mio amore a prima vista per lei, sono riuscito a straniarmi un po' dalla mia ultima storia che ancora mi ossessiona: la sofferenza che n'è seguita, sebbene stavolta inferta con tutta l'intenzione è però poca cosa rispetto al dolore causato da quella fiamma su cui mi ero buttato io.
Poi alla Feltrinelli ho comprato due Graphic Novel, che al momento sono la mia passione più grande. Una era la "Profezia dell'armadillo" di Zerocalcare, e l'altra il leggendario "Corvo" di James O'Barr edizione definitiva... cioè, avevo già la prima edizione della Granada Press, ma era troppo incasinata, e apparentemente non aveva alcun cazzo di senso. Questa invece è rimaneggiata, e fatta in modo che abbia un filo logico. Inoltre c'erano le riflessioni di James O'Barr, e ho capito il motivo per cui la prima era così: era dettata dal dolore, dal bisogno di vendetta e rifiutava ogni razionalità. Comunque, non dilungandomi su questo entrambe le storie parlavano di un amore vero, e ho capito che finora io non avevo ancora sofferto per una buona ragione (e non so se ne avrò mai la possibilità).
Bauman ha parlato dell'egocentrismo portato dai Social Network, e della mercificazione dei sentimenti che ci fa sentire protagonisti. Ha detto che secondo alcuni il fine della tecnologia è quello di replicare il mondo naturale in modo che non possa nuocerci.
E dunque... uhm, l'amore, l'amore, "dov'è l'amore?" chiedevano i Black Eyed Peas. Io in un tema di italiano conclusi dicendo "L'amore è morto, e al suo funerale non c'era nessuno".
Non mi fa per niente piacere dirlo, ma questa frase sintetizza perfettamente il mio pensiero. E non trovo nulla che mi faccia cambiare idea.
Torno a casa, vedo su MTV lo spot di 16 anni e incinta ITALIA. Poi vado su Youtube, ed eccoti il nuovo video di Andrea Diprè e Giuseppe Simone.
Ora, è vero che sono Cristiano, ma non ho alcuna voglia di fare il moralista bigotto tritaballe. E soprattutto voglio che i miei post non vengano influenzati dalla religione, che siano giusti in sé.
Mi spiegate come cazzo è possibile che nonostante una rimanga prena a 16 anni venga elogiata e ci si faccia una cazzo di serie TV sopra? Voglio dire, una che ha le capacità lavorative e le qualifiche di una zebra, che ha un rapporto stabile quanto un quadro appeso da mio padre con un mezzo drogato, che è a malapena buona a fare la figlia è incinta. Bello. Sicuro ha un progetto per il suo bambino. Sicurò riuscirà a trasmettergli dei valori saldi, un'infanzia tranquilla e un futuro possibilmente sereno.
E poi Giuseppe Simone. Mi fa fare le migliori risate, e lo stimo. Ma lui non solo sta appeso peggio di Red, ma non vuole nemmeno una relazione seria. Io non capisco cosa lo trattenga dall'andare a puttane. Sarebbe coerente almeno. Non avrà i centoni, ma una da venti euro la trovi! Invece no. Sta lì a fare video in cui ansima come un San Bernardo tachicardico per far scompisciare noi, monelli.
Ma in un mondo organizzato in maniera simile a quella odierna, l'unico modo per accettare l'amore è negarlo per com'era, e dargli una nuova definizione. Magari cambiargli nome anche, così un giorno ai bambini diranno che in Italia nel '900 c'era un concetto chiamato amore, ma che era una inutile stronzata, e potranno farcisi una risata su.
A qualcuno pare giusto che esistano le storie passionali e veloci a bruciare, e che si viva di quelle: oggi è l'epoca d'oro dei Dongiovanni. Altri più saggi ammettono che sia logico che gli adolescenti abbiano storie veloci e che quando crescono approdino a una seria. Il problema però è che quelle persone quando arrivano a quarant'anni a quel meccanismo non ci credono più e tutto il sistema va a puttane.
In fondo si può avere un figlio, ma la passione per il partner non è detto che rimanga immutata. Si può trovare uno meglio, e si fa zompacavallo. Pare giusto. Le leggi lo dicono. I voti non sono cosa seria, e a romperli non c'è problema. La persona c'è bisogno che abbia quel che vuole, e che sia felice. Degli altri non frega a nessuno. "Guarda, non è che non mi freghi più di te, ma non ti desidero più, e per questo non posso rimanere con te. Prenderei in giro te, e prenderei in giro me. E non è cosa che si può aggiustare te ne devi andà 'ffanculo e basta". Poi però senti donne sfigurate con acido, stalking, femminicidio e cose repellenti di questo genere.
Non è che non le odi queste cose, ma andiamo un po' più alla sorgente. Quando due hanno un rapporto, è come se avessero stretto un contratto. In fondo anche in comune ci sono delle carte da firmare quando ci si sposa. Sono vincoli. Poi però, mentre uno vi rimane incrollabilmente legato, l'altro, a causa sua o del partner, cade. Sì, ma il primo è rimasto fedele al contratto, è l'altro che ha mandato tutto a puttane. Non sarà stato vero amore, ma dopo quattro anni di convivenza si soffre. E si cerca vendetta se non si riesce a spegnere il cuore che brucia. Il ragionamento è sbagliato, lo so. Ma fila ed è perfettamente razionale.
Il punto sta nella stupidità e banalità con cui si affronta l'argomento. La liberazione sessuale ci ha dato una grande opportunità. Una donna, anche se non più vergine può essere accettata dall'uomo senza alcuno scandalo. Prima del '68 non era così. Il matrimonio era a scatola chiusa, ed in ogni caso, almeno virtualmente doveva durare per sempre. Altrimenti si era di dubbia moralità.
Oggi quella chiusura asfissiante non c'è più, ma si esagera dall'altro lato fino al vomito. Nonostante si abbia ogni possibilità di scegliere e cercare per bene l'amante prima di arrivare a fare sul serio si stringono relazioni a cuor leggero, pensando con poca onestà al rapporto. "vediamo se va, e se non va, com'è probabile che sia, sticazzi" pensa uno, mentre l'altro è completamente serio, e ci si mette insieme. "Massì: non so se potremo farcela a sposarci, se durerà, ma facciamolo", pensa uno, l'altro è completamente innamorato e ci si fidanza. E poi il matrimonio! HAH! Intanto si convive anche stando poco bene insieme o ci si sposa senza avere la minima certezza di quello che si sta facendo. Poi qualcosa inevitabilmente crolla e sprofonda tutto in una nuvola di fumo, perchè uno dei due è un coglione e non sapeva quello che si stava facendo.
E poi se il vincolo del matrimonio non è più necessario, non ci si sposi se non si è certi che la relazione sia inossidabile!
Io non so godermi la vita, lo so. Non so avere una relazione per il mio puro piacere, e sono solo come un gabbiano capitato per caso sull'Himalaya. Ma stavolta non sto parlando per me. L'amore è morto. Le persone non lo sanno, e quelle che lo sanno non ne sentono la mancanza. Eppure la gente impazzisce, e compie le stragi. Ed è da coglioni pensare che siano sempre accadute ma che prima non si venisse a sapere, perché è solo una mezza verità. Lo dico ancora. L'amore non è solo passione, non è solo sesso, non è solo comune interesse o convergenza di idee. L'idea è anche e soprattutto sacrificio, e nonostante si abbia la possibilità di soppesare se farlo o no questo sacrificio, non lo si fa. Non stupitevi se tante ragazze vengono accoltellate. I pazzi esistono, ma tra quelli oggi ci sono anche quelli che lo vengono resi dalla società. Vi prego, tra voi almeno qualcuno indossi il velo funebre e pianga, l'amore è morto.