Parlo di più coi morti, li preferisco ai vivi
Chico - Guè Pequeno, Rose Villain, Luchè

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he wasn't even looking at me and he found me
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@duegiridichiave
Parlo di più coi morti, li preferisco ai vivi
Chico - Guè Pequeno, Rose Villain, Luchè
Mi hanno detto che un ricordo più lo pensi e più sbiadisce, come scontrini o le fotografie. Perciò penso a ciò che mi ha fatto soffrire.
Tedua, Capo Plaza - Polvere
I mostri non li hai mai distrutti tutti, copiandoli. Le armi che hai comprato ora le butti: coriandoli.
Rancore, Murubutu - Scirocco
Sai papà non siamo tutti uguali, andremmo interpretati in molti modi come i quadri
Murubutu, Dafne sa contare
Le macchine dietro iniziarono a sorpassarci, ma noi imperterriti intenti a baciarci, perché a vent'anni ami fuori dagli schemi mentali anche tra diversi ceti sociali
Tedua, Sailor Moon
Chiuditi nel bagno e in gola mettiti due dita. Vola in comitiva e fatti dire che sei dimagrita.
Rancore, La morte di RINquore
Il Bacio
Donne, investite come supporto narcisistico soddisfacente, devono scegliere di rendersi disponibili alla contaminazione della sostanza ambigua degli affetti. Piccole strateghe della privazione, corpi spesso assopiti, irraggiungibili, pietrificati, oggetti e non soggetti di una passione algida, fredda, senz’anima. Passione inespressa e inesprimibile nel tumulto dei propri affetti.
Gustav Klimt, Il bacio
Cicatrici
A volte un taglio è molto più profondo e significativo di quanto sembri.
Lucio Fontana, concetto spaziale, attese
Chiuso dentro al suo studio nel buio, uno scrittore accende il lume e inizia la bugia
Murubutu, Occhiali da luna
L’arte ci rende immortali
Sophie guardava le gocce di pioggia scendere lungo la finestra. La sua mente la portava là fuori, non le sarebbe importato nulla di inzupparsi i lunghi capelli rossi, avrebbe solo voluto correre all’aperto senza badare alle pozzanghere, gridando: <<Io sto bene!>>. La bambina è stata sconfitta dalla malattia, ma non morirà mai finché qualcuno si ricorderà di lei.
Edvard Munch, La fanciulla malata
Enigma di una giornata
Le strade erano vuote, non usciva più fumo dalle ciminiere, le fabbriche sembravano abbandonate, le serrande dei negozi abbassate. Ritornarono a cantare gli uccellini, un frastornante “suono della natura” arieggiava nelle vie di quelle città così stranamente silenziose. Era come se il tempo si fosse fermato in uno squarcio di paesaggio illuminato dal tramonto.
Giorgio de Chirico, L’enigma di una giornata
Guardatemi, sono la Libertà
Un proiettile nemico mi colpì di striscio, lacerandomi la spallina della lunga vestaglia che cadde inesorabilmente lasciandomi il seno scoperto. In quel momento così frenetico nessuno si rese conto della mia nudità. A dir la verità nemmeno io prestai attenzione a quel particolare: pensavo solo ad impugnare correttamente la baionetta, mirare e sparare verso un nemico di gran lunga più forte che cercava di contenere il nostro assalto. Dentro il mio corpo regnava un mix di adrenalina e paura che per un istante mi spinse a voltarmi. Mi guardai alle spalle, forse per cercare un segno, per cogliere un’occhiata, un gesto d’intesa, insomma un cenno di sostegno da parte dei miei compagni. Erano tutti lì. Qualcuno rantolava in una pozza di sangue, altri strisciavano per terra doloranti con la speranza di raggiungere la propria arma, altri ancora avanzavano lentamente calpestando le macerie che costellavano quel campo di battaglia putrido e fangoso. Tutti quegli uomini avevano in comune una cosa sola: mi guardavano, mi seguivano, mi desideravano. Ero diventata la loro guida. Mi fermai e innalzai al cielo l’asta con il tricolore, come a dire: <<Guardatemi, sono la Libertà!>>.
Di me parleranno solo gli schiavi, i carcerati e i sottomessi, perché l’uomo capisce realmente il mio valore solo quando mi perde.
Eugène Delacroix, La Libertà che guida il popolo