Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

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Ormai lo notizia è già vecchia, essendo di ieri, ma ci sono rimasta male. Il mio amato Takahiro Sakurai (voce di Misaki, ma cosa più importante il mio Husbando!) torna, ovviamente, nel cast seiyuu. E dire che non appena aveva terminato Junjou Romantica aveva detto: “basta con gli anime Boy’s Love! Non darò più voce a personaggi di Yaoi” il che sembrava prometter bene e la sua carriera ha preso una svolta più seria, non più gemiti e performance standard, ma anime che gli hanno permesso di mostrare la sua bellissima voce metamorfica. Questo non significa che odi il genere Boy’s Love, ma se conoscete la carriera di Sakurai potrete capire che aveva davvero bisogno di uscire dal genere e, se apprezzate il suo talento, capirete anche che il genere non gli permetteva di mostrare il suo talento nella recitazione ed è un desiderio legittimo mettersi alla prova. Nuovi ruoli non ne ha fatti nel campo, ma in quanto voce del protagonista doveva rientrare in Junjou Romantica. So che molti amano questo anime, molti hanno scoperto il genere con questa serie, mentre per me era una svolta in un genere che seguivo, una svolta che ha portato molte autrici a fare opere simili e molte di essere sono diventate animazione e... ha dato una nuova impronta al genere, un’impronta che mi ha allontanato (ma non definitivamente) dalla lettura di questi manga, a causa del loro romanticismo blando e la quasi totale assenza di trama se non di espedienti che si ripetono in circoli viziosi e che caricano i personaggi di attributi da stereotipi. Fortuna non tutti i manga Boy’s Love così, ma Junjou Romantica, col suo successo, ha certamente contribuito alla generosa produzione di opere simili. In se la serie è pure carina, non ho potuto che amare la coppia Egoist; credo però sarebbe stato bello stimolare la produzione di altri tipi di Boy’s Love che avrebbero magari alzato il livello di qualità della produzione.
Credits DanteMagica.
Recensione manga: Aruku Hito (歩く人, Jiro Taniguchi)
Pubblicazione: Kodansha (Giappone), Panini (Italia). Tankobon: volume unico. Tipologia: seinen. Genere: slice of life. Quello che vi sto per proporre qui è un po' una sfida di lettura. Dal genio del maestro Jiro Taniguchi, l'opera è tutto quello che un manga generalmente non è, perché i lettori non comprerebbero più manga se tutte le opere fossero così ed il Giappone perderebbe un pilastro della sua economia. Il manga in questione è Aruku Hito, manga in 18 capitoli pubblicati tra il 1990 e il 1998 raccolti poi in un volume che è stato pubblicato in Italia dalla Panini con il titolo (tradotto) L'uomo che cammina. Non c'è azione in questo manga, né una storia, è pura contemplazione la lettura è superflua (si potrebbe anche non leggere le vignette, non cambierebbe nulla), questa è la sua grande particolarità e il motivo per cui se i manga fossero tutti così nessuno li comprerebbe. Tra illustrazioni di una bellezza che lascia senza parole, il maestro Taniguchi rappresenta la vita di uomo qualsiasi, un uomo dalla vita assolutamente ordinaria, che dopo il lavoro o quando ha del tempo libero esce a fare passeggiate, contemplando le bellezze della sua città, quello che la natura offre nelle sue quattro stagioni, momenti di relax. Il maestro crea un puro slice of life che può addirittura sembrare provocatorio, perché se non siete lettori interessati al manga come forma d'arte, ma cercate nei manga qualcosa di più, qualcosa da vivere, allora questo titolo vi annoierà e credo riuscirà anche nel suo scopo: invitare a vivere la vita. Il protagonista vive infatti, è sereno, felice di quello che ha, di quello che il mondo gli offre, non c'è minima traccia di dramma o problema nella sua vita, ma non c'è nulla di surreale in questa vita tranquilla, anzi, il manga è davvero realistico, come ogni opera di Taniguchi d'altronde. Credo che già dopo le prime pagine proverete una sorta di invidia per il mondo in cui il protagonista vive, non perché ha qualcosa in più, ma perché la contemplazione diventerà noiosa e fastidioso sarà vedere invece il volto ben disteso e felice del protagonista che sta godendo delle sue passeggiate nel mondo magistralmente disegnato dall'autore che diventa un Dio generoso che fa notare quanto la natura offre a chi sa goderne. Non sarà il capolavoro che vi rimarrà nel cuore forse, ma in mia opinione è un manga che merita di essere preso in mano. Giudizio personale: 7.
Recensione manga: LIMIT (Keiko Suenobu)
Pubblicazione: Kodansha (Giappone), Planet Manga (Italia). Tankobon: volume unico. Tipologia: shoujo. Genere: drammatico, scolastico, slice of life.
Questo manga del 2001 (pubblicato in Italia da Planet Manga) ha portato l'autrice ad essere conosciuta al grande pubblico (e la porterà alla serializzazione del suo manga più famoso, Life) tramite lo scandalo suscitato dall'opera, pubblicata su una rivista shoujo. Il tratto e l'ambientazione scolastica del tradizionale shoujo manga c'è ed inizia anche nel modo più consono ad un manga shoujo, mostrando la felice vita di Sawako, una studentessa delle medie come tante, con voti discreti, qualche problema in matematica, tante amiche e un bel ragazzo. Lo sbadiglio ci sta tutto, ma poche pagine dopo la storia prende una piega inaspettata quando il ragazzo di lei la forza a fare sesso e questo accade anche il giorno seguente. Potrebbe sembrare uno shoujo dalle tinte erotiche, ma non è così, infatti la seconda volta che tale approccio brutale avviene, Sawako è sorpresa da un compagno di classe che diffonde la storia in classe; le amiche iniziano a considerarla una bugiarda (in quanto Sawako aveva detto loro di essere vergine) e quando il fidanzato nega che è stato lui a fare sesso con lei, allora per tutti Sawako viene considerata una schifosa poco di buono e per questo va punita. Come quasi tutte le opere dell'autrice questo manga tratta del tema del hajime, il bullismo, e la Suenobu lo rappresenta in uno modo talmente brutale che non può lasciare indifferente nessuno, a prescindere se il manga può piacere o meno, non è un'opera che può suscitare indifferenza e - ancor più scioccante - risulta la risoluzione a questo problema, una soluzione eroica ma allo stesso tempo impensabile per un buon giapponese e, per tanto, Vitamin è stato oggetto di sgomento e controversie, con l'aggiunta che l'opera potrebbe essere una storia autobiografica. Coinvolgente, brutale e magnifico, è un manga che gli adolescenti (e non solo) dovrebbero leggere e dal quale trovare coraggio, forza... la protagonista non è una santa ed una ragazza debole, ma la violenza la cambia, la porta a guardare dentro di se e trovare una bellezza che ignorava, trasformandola in un essere umano migliore e forte, forte come l'eroina di un manga destinata a salvare il mondo.
Giudizio personale: 8,5.
Non so se sono inquietanti o stupende. Devo decidere.
Credits: Aiakos
Quei bastardi della Marvel che si occupano degli adattamenti cinematografici si sono dimenticati dell'esistenza di Janet, perché PARE che oltre a non esser presente nei prossimi film degli Avengers, non ci sarà neanche (se non come comparsa) nel film di Antman! Io spero siano solo voci, perché non capisco questa misoginia nei confronti di Wasp, contando che lei è stata il vero collante e cuore degli Avengers, ma se a casa Marvel si sono dimenticati di lei, la Kotobukiya no e ha pronta al preorder Wasp per la linea Marvel x Bishoujo! La figure, in scala 1/7 (27 cm), è sempre disegnata da Shunya Yamashita, come le altre della linea e realizzata dall'eccellente M.I.C. che ne cattura l'essenza nella sua vivacità e considero l'espressione davvero perfetta (senza contare i capelli al vento che conferiscono un bel dinamismo!), una Wasp senza un sorriso così radioso non l'avrei riconosciuta. Molto belle le ali, perfettamente simmetriche che - a seconda della prospettiva - sembrano essere una sola ala. Inoltre apprezzo la scelta del costume, in quanto non si è scelta una variante più scoperta e sexy (come se ce ne fosse bisogno!) e mi piace il particolare del busto dorato che, nella parte superiore, alle estremità del petto, non aderisce con la tuta. La figure uscirà a Settembre ed il suo prezzo di listino è come tutte le altre della linea di ¥7,200.
Nessuna seconda serie per l'anime di D.Gray-man!
Ho letto in giro che era stata data notizia di una seconda serie animata per D.Gray-man, ma l'ho letto su fonti non ufficiali e visto comprensibile entusiasmo. Non voglio rovinare gli umori, ma mi dispiace quando qualcuno viene illuso: non ci sarà nessuna seconda serie per il momento, nessuna fonte ufficiale (ed affidabile) ne da notizia, sono solo voci di corridoi virtuali insomma. Peccato, perché se l'avessero fatta avremmo visto le avventure di Kanda alle prese con il suo coming out (che poi è una storia triste, ma va beh, qualsiasi cosa venga da Kanda fa ridere).
FAMITSU: Digimon top 30.
La rivista giapponese Famitsu ha rivolto un sondaggio ai lettori su quale fossero i loro digimon preferiti e dalle risposte ricevute ha stilato una classifica di 30 digimon che vede trionfare al primo posto Omegamon. Questa è la classifica (con i nomi originali): 1- Omegamon 2- WarGreymon 3- Dukemon 4- Beelzebumon 5- Alphamon 6- Agumon 7- Terriermon 8- Mugendramon 9- Patamon 10- Magnamon 11- BlackWarGreymon 12- Tailmon 13- UlforceVeedramon 14- Guilmon 15- Angewomon 16- Gaioumon 17- Renamon 18- Imperialdramon Paladin Mode 19- Beelzemon Blast Mode 20- Dorugoramon 21- Paildramon 22- Veemon 23- Dorumon 24- Gomamon 25- Gabumon 26- Angemon 27- Wizarmon 28- Diablomon 29- Gallantmon Crimson Mode 30- Lilimon Personalmente sono molto triste per l'assenza di Tentomon, ma anche per Wormon (nonostante ci sia Paildramon ed Imperialdramon) e Armadimon, gya! Ma per il resto mi sembra una buona classifica.
30 giorni di Digimon: #10 Day - stagione preferita.
Non è una domanda semplice a cui rispondere. Digimon Adventure si può considerare un'opera che evolve nei fatti narrati nella seconda stagione, quindi non un sequel inteso come un continuo attribuito arbitrariamente, ma la sua naturale evoluzione e... io ho profondamente amato la seconda stagione, in tutto, eccetto che l'epilogo. Ho amato la crescita dei personaggi, ho amato i nuovi, ho amato il modo in cui è stato affrontato il tema del male, ho amato le nuove evoluzioni, la colonna sonora, i rapporti, la maturità della storia, tutto! Ma sarebbe ipocrita dire che la mia preferita è la 02, in quanto non esisterebbe senza la sua base, Digimon Adventure. Con quel anime è iniziato un nuovo percorso dell'animazione, si è scritta una parte di storia dell'animazione, perché quel prodotto non esattamente perfetto era meraviglioso nonostante i difetti, è quel tipo d'opera per cui chiudi un'occhio per un difetto tecnico, perché così grande, complessa, importante ed emozionante che si potrebbero scrivere saggi su saggi e mai riuscire a spiegarla totalmente, come ogni grande opera di formazione. Inizia con una semplicità spaventosa, è strutturata come un videogame e nel mezzo è disseminata saggezza, racconta di sogni quanto di realtà, senza indorare la pillola e questo lo mette in chiaro dal primo episodio: cose spaventose esistono ed accadono e piangerci su non serve, o prosegui o muori. Ed è quasi così per tutta la serie, una continua battaglia per la sopravvivenza tra passati tristi, situazioni da risolvere, difetti da far accettare al prossimo, qualità da scoprire e il coraggio da trovare per affrontare questa terribile, ma anche meravigliosa, avventura. E per questo brivido, per aver aperto un percorso meraviglioso, non posso che scegliere la prima serie.
30 giorni di Shipping: #11 Day - qual'è il pairing dei tuoi sogni?
Credits here. ❥ Roy/Ed (FullMetal Alchemist).
Cos'è l'amore? Ad ognuno verranno tante idee ed immagini e colori differenti per rappresentarlo, a me vengono in mente loro invece: Roy e Edward, insieme. Nessuno ha mai capito davvero cosa per me questi due rappresentano, neanche le persone più vicine a me purtroppo (ma non gliene faccio assolutamente una colpa), perché quello che per me simboleggiano è talmente grande e profondo che potrei star qui notti e giorni a tentare di spiegarlo, di esprimerlo, e finirei per non riuscire neanche lontanamente a farlo capire. E' il mio OTP per la vita? Probabilmente, è in disputa col Kyman, ma sono due coppie talmente diverse (anche per feels che mi danno), concetti diversi quello di OTP ed Amore, che non riuscirei mai a far un vero confronto; quello che è certo è che per me l'Amore, quello con la A maiuscola, quello che ti porta a sanguinare per sempre e quindi a lasciarti amaro, amaro e ancora amaro misto a lacrime... beh, è proprio il RoyEd, la coppia dei miei sogni. Cosa succede tra loro? Alla fine nulla, perché erano troppo simili per non scontarsi, troppo similmente orgogliosi per rivelarsi e come Ed stesso ammette a Roy al loro addio: "c'è sempre qualcosa più grande di noi stessi" e queste parole sono il credo della sua vita, della sua essenza, come anche quello di Roy, solo che... Roy ha fatto sì che quel "qualcosa più grande" fosse la felicità di Ed, pagando con la sua: questo è amore, quello che è per me l'amore, oltre ad essere uno dei tanti atteggiamenti che mi porta a sentire Roy come il personaggio più simile in assoluto a me. La delusione di quello che sono entrambi nel singolo ed insieme nel manga mi ha fatto male, una di quelle ferite da trauma, anche perché alla fine Edward (da che lo amavo immensamente) è risultato odioso, ed ora posso comprendere il perché, un motivo che ha radici nella realtà, uno scherzo abbastanza crudele. Posso ignorare il manga, e lo faccio, per me esiste solo l'anime 2003 con il suo epilogo, Il Conquistatore di Shamballa, opera di straziante bellezza, ingiusta come cantato in Lost Heaven, ma è comunque un finale migliore del manga. Nelle mie speranze c'è sempre il sogno di una nuova opera, di un finale alternativo, un finale che solo le doujinshi hanno raccontato, un finale in cui Roy per una volta si butta a capofitto a riprendere quel dannato ragazzino che gli ha rovinato la vita per... per stare con lui, in un mondo che sarà presto lacerato dalla guerra, dal razzismo, da altri orrori che entrambi hanno già conosciuto, ma sarebbero insieme! Se solo si fosse fatto crollare l'orgoglio e capire che quello che c'era tra loro non era senza nome, un nome ce l'aveva, ed era quell'amore che non osa dire il suo nome, un sentimento che ha la sua verità nella comprensione reciproca, una comprensione che in tutto l'anime loro hanno trovato in tre diversi momenti della loro vita, al tramonto, e il tramonto era il destino della loro storia mai nata, mai esposta, ma che si può odorare e - forse proprio per questo - tanto, ma tanto, li ho amati, in modo energico esplosivo ed ora nel silenzio, un silenzio a cui ho fatto voto per proteggermi, ma anche per rispetto a quella che per me è la più grande e bella storia d'amore mai raccontata che, se non deve esistere, almeno esiste nei miei sogni.
30 giorni di manga: #12 Day - un manga che hai amato ma ora non più.
❥ Naruto. Amavo davvero questo manga, era emozionante, ogni tanto divertente ed ogni tanto commovente. Mi piacevano molto i disegni, mi piaceva la passione che c'era dietro essi, mi piacevano i personaggi... era davvero un manga per cui correvo in fumetteria, finché ha cominciato a dilungarsi, a ripetersi, a tirar fuori elementi surreali, combattimenti troppo lunghi e scontati, trama risicata, disegni peggiori e morti che risorgevano ovunque... acqua, tanta acqua, per allungare un brodo ormai scaduto, una vera schifezza che ho dato via a un prezzo irrisorio per non ritrovarmi a bruciarlo dalla rabbia. E' stata una vera delusione.
60 giorni di anime: #12 Day - posta un'immagine ecchi di un anime che ti piace.
❥ Non era specificato il genere, quindi godetevi del sano RoyEd.
Secret base ~What You Gave Me~ (by ZONE), Ending di Ano Hi Mita Hana no Namae wo Bokutachi wa Mada Shiranai