Le reazioni incredibili di Salis e Zan
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@fatticurare
Le reazioni incredibili di Salis e Zan
Ormai la situazione sta sfuggendo di mano. In Italia ogni settimana abbiamo un immigrato che uccide un italiano o lo ferisce. Quand'è che la criminalità degli immigrati verrà trattata come un problema di sicurezza nazionale?
Ma soprattutto, perché se un islamista terrorista falcia decine di persone a Berlino si chiama terrorismo e invece se succede l'identica cosa a Modena si chiama incidente stradale?
Ad Amsterdam, un membro di ‘Queer for Palestine’ voleva partecipare alla protesta palestinese ma gli è stato detto: “Vattene, non ti vogliamo qui. Siamo musulmani e ci fai schifo. Non hai posto nella nostra causa.” Gli LGBT che sostengono la Palestina devono essere le persone più stupide di sempre!
Queer pro Pal
AHAHAHAHAHAHAHAHAH
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Quando arrivi ad un punto di non ritorno, quando ti hanno plagiato il cervello ed il download di demenzialità è stato completato ed hai installato in modo definitivo il programma LGBT, sei pronto ad accettare qualsiasi distorsione come realtà ipotetica o non.
Vivere in modo distopico sarà la tua normalità e la tua maledizione.
Ho verificato, dice esattamente “ho pensato: speriamo che non sia un immigrato islamico, speriamo che sia una persona cristiana bianca, ma non lo era”. Questi sono discorsi agghiaccianti, da persone malate, che coltivano un livore infinito verso la propria comunità. È un virus potenzialmente più pericoloso di qualsiasi altro, può portare alla distruzione di una civiltà.
These people are deranged.
La "wokeness" consiste essenzialmente in cinque ideologie connesse tra loro.
Si tratta di:
- Ideologia della Teoria Postcoloniale
- Ideologia della Critical Race Theory
- Ideologia di genere
- Ideologia della Queer Theory (nota anche come Transideologia)
- Intersezionalismo (chiamato «intersezionalità» dagli woke di sinistra)
Storicamente, l'intersezionalismo risale alla professoressa di giurisprudenza Kimberlé Crenshaw della UCLA, precisamente all'anno 1989.
Crenshaw sostenne che la discriminazione e l'oppressione non dovevano essere comprese lungo singole assi (come la razza o il genere da soli), ma viste come sistemi sovrapposti che creano esperienze uniche di svantaggio. Con ciò, creò un quadro centrale per la politica identitaria della sinistra, ossia per la wokeness.
Questa ideologia piuttosto banale insegna che la società è strutturata attraverso gerarchie di potere intrecciate e che le esperienze degli individui sono determinate dalla loro posizione all'intersezione di diverse categorie identitarie (razza, genere, nazionalità, sessualità, disabilità, religione ecc.).
Risultato: più «identità marginalizzate» ha una persona, maggiore è il suo diritto a un'autorità morale e a uno status di vittima.
In altre parole, una trans donna musulmana pakistana con pelle nera, povera e con il velo sarebbe praticamente il massimo dell'aspirazione per gli intersezionalisti.
Le conseguenze politiche di questa ideologia sono tuttavia profonde. L'intersezionalismo ha sostituito il focus della vecchia sinistra sulla classe economica con una gerarchia di caratteristiche basate sull'identità e ha creato una cultura del vittimismo competitivo, in cui gruppi e individui lottano per posizioni sulla scala dell'oppressione.
Le persone vengono così considerate non come individui, ma nel quadro delle loro identità di gruppo, creando una giustificazione ideologica per programmi DEI, affirmative action e l'espansione della ridistribuzione basata sull'identità.
La visione del mondo profondamente antindividuale e quindi anche antiliberale dell'intersezionalismo riduce le persone alla somma delle loro categorie e presume che il potere, e non il merito, spieghi tutti i risultati sociali. Rappresentando la società come una lotta permanente tra gruppi oppressori e oppressi, l'intersezionalismo mina i principi dei diritti individuali, dell'uguaglianza davanti alla legge e della responsabilità personale.
Emrah Erken
Sei mai stato Pinarella di Cervia? È un posto adorabile. Un piccolo paradiso estivo: appena tre chilometri di pineta attaccati al mare.
Un posto tranquillo dove non succede mai un cazzo. E va benissimo così. Perché in vacanza puoi anche concederti il lusso della noia.
Puoi sognare una vita fatta di alberghi due stelle a conduzione familiare, mezza pensione, mini club, il mercatino il mercoledì e i burattini il lunedì sera.
Il mare costantemente Bandiera blu.
Le famiglie. I bambini. Le piadine.
Pinarella è così: quattro mesi di ombrelloni e il resto dell'anno di serrande abbassate.
Di parcheggi vuoti.
Di gente silenziosa.
Che si conosce per nome.
Che sa tutto di tutti.
C'è Antonio, il figlio del salumiere.
C'è Anna, la vedova ottantenne.
C'è Maria, la farmacista.
E c'è Nicola. Il "pazzo".
Perché in questi paesini c'è sempre uno come Nicola.
Che vive in un parcheggio. Che non ha molti soldi. Ma a cui in qualche modo tutti vogliono bene.
Nicola, aveva 54 anni, e in paese lo chiamavano ancora "il ragazzo".
In un matto De Andrè cantava
"Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesce ad esprimerlo con le parole"
Ecco, Nicola non era quel tipo di matto.
Era impossibile non conoscerlo: girava in bici con una cassa a tutto volume che sentivi arrivare da cento metri, un pupazzo di Tom legato alla spalla, e ti attaccava bottone anche se avevi fretta.
Sabato notte, in quel parcheggio , sono arrivati in cinque.
Cinque contro un uomo che già faceva fatica a reggersi in piedi. Lo hanno massacrato di botte. Gli hanno spaccato la testa, gli hanno fracassato il torace.
Lo hanno picchiato mentre sorrideva.
Lo hanno picchiato mentre aveva paura.
Lo hanno picchiato mentre piangeva.
Lo hanno ammazzato mentre implorava basta.
Poi se ne sono andati.
Tranquilli, come in una qualsiasi serata tra amici .
È morto quattro giorni dopo. Il funerale l'ha pagato il Comune, perché suo padre non aveva i soldi.
Al saluto si sono presentate trecento persone, con un fiore in mano ciascuna.
Trecento. E nemmeno una telecamera.
Nessuna prima serata, nessuna fiaccolata a Roma, nessun ministro sul posto, nessun corteo, nessun hashtag. Un uomo ammazzato di botte da cinque persone, cinque ragazzini e la macchina dell'indignazione nazionale non si è accesa nemmeno per sbaglio.
Perché in Italia il lutto pubblico funziona a tessera.
Se la vittima appartiene a una categoria riconosciuta, la sua morte diventa una causa: piazze, dirette, dichiarazioni, minuti di silenzio. Se non appartiene a niente, resta cronaca locale e finisce lì.
Nicola non era niente. Era un povero cristo fragile che dormiva in un camper.
E i fragili in questo Paese non hanno una lobby, non hanno un corteo, non hanno un colore da mettersi addosso.
Hanno solo un numero, che nessuno legge.
L'anno scorso in Italia sono morte in strada 414 persone senza dimora. Più di una al giorno, per il sesto anno di fila. Malori, malattie mai curate, pestaggi.
Quattrocentoquattordici funerali, e tu non ne hai sentito nemmeno uno.
Perché chi muore così non è italiano, non è straniero, non è nessuno.
È solo un numero in un registro.
Perfettamente nella media.
Perfettamente in silenzio.
I bianchi li puoi deridere. Se lo fai coi neri è razzismo
Gli uomini li puoi deridere. Se lo fai con le donne è sessismo
I cattolici li puoi deridere. Se lo fai coi musulmani è islamofobia
Gli etero li puoi deridere. Se lo fai con i gay è omofobia
La destra la puoi deridere. Se lo fai con la sinistra è fascismo
La maggioranza la puoi deridere. Se lo fai con la minoranza è hate speech
woke in sintesi
La sinistra in sintesi
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Tu non hai propensione al crimine, è la galera che magicamente ti fa l'incantesimo della criminalità.
Tu non hai istinti sessuali, è l'educazione sessuale a farti capire come funziona il sesso.
L'essere umano va educato incessantemente e deve ricevere SERVIZI (erogati da loro e pagati dalla collettività) per tutta la vita.
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Soprattutto quando le consulenze si pagano.
Non era difficile sapere a quale partito appartiene questa deficiente.
Ho due vecchie biciclette di cui devo liberarmi. Non so se portarle in discarica o se parcheggiarle mezz'ora davanti alla stazione centrale di milano.
Sono qui che devo ristrutturare la vetrina del mio negozio di Bologna.
Sono indeciso se farla subito a mie spese o se aspettare la prossima manifestazione organizzata a cazzo da Lepore e far intervenire l'assicurazione
Chiedo ai miei amici destrorsi di cessare ogni minaccia contro lepore.
E' giusto criticare, ma nei limiti della legge.
Ho visto cose gravissime e intollerabili. Addirittura uno è arrivato a minacciarlo di trovargli un lavoro adeguato alle sue capacità.
Non distruggono così i sogni di riscatto socc'iale di un ex Legacoop ex stagista alla EU.
✍🏻 Olandese Volante
Ieri è scoppiato un caso internazionale in Thailandia che ha portato perfino l'ambasciata italiana a doversi scusare a nome del nostro Paese.
Cosa sta succedendo?
Un gruppo di ragazzini è attualmente in vacanza studio a Bangkok, e già qui mi chiedo: da quando si portano dei minorenni fino in Thailandia per una vacanza studio?!
In metropolitana, una passeggera li ha rimproverati perché stavano facendo troppo rumore. Invece di chiedere scusa, sono volati insulti, dito medio e l'accompagnatrice ha detto pure l'immancabile frase del "portiamo i soldi al vostro paese". Un ragazzino ha perfino insultato la madre della passeggera con un "your mum", che dice tanto del suo livello di maturità.
I video sono diventati virali con milioni di visualizzazioni, critiche e racconti di storie simili su turisti maleducati in giro per il mondo, dal Giappone a Santo Domingo.
Gli ignoranti non sanno che la Thailandia è una delle economie in più rapida crescita del sud est asiatico e farebbe anche a meno di un gruppetto di studenti maleducati. Né sanno che uno dei temi più caldi nel Paese in questi anni è proprio l’overtourism e le sue conseguenze.
Per questo, il caso ha avuto un’enorme risonanza al punto da coinvolgere l'ambasciata italiana.
È triste pensare che per costruire una buona reputazione servano anni, e per danneggiarla solo cinque minuti.
La vicenda è ancora in corso in queste ore: all'esterno del loro hotel di Bangkok si sarebbe radunato un gruppo di thailandesi indignati.
Con che faccia pretendiamo il massimo rispetto dagli stranieri a casa nostra?
Il problema italiano e' che il rispetto e' così poco woke che non lo chiediamo a NESSUNO straniero che visita o risiede in Italia.
Deve sempre essere "disagio psichico", "disagio sociale", "povertà", "discriminazione", perché se la colpa è la loro e non della società si può risolvere il problema attraverso politiche di remigrazione. Invece se il problema è sempre della società sarà necessario affrontarlo erogando servizi destinati alla società. Servizi gestiti dal Parastato gramsciano e finanziati dallo Stato.
Appare dunque evidente quanto non sia interesse di chi eroga servizi far sì che il problema si risolva.
Boni Castellane
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E se colpevole è la società ed il delinquente irresponsabile perchè vittima della colpa sociale, la logica conseguenza, come lessi da qualche parte, è che gli unici colpevoli sono quelli che non delinquono.
Non possiamo pretendere che un estremista islamico sappia che non si devono investire le persone con i furgoni.
Bisogna spiegarglielo chiaramente, in modo molto pacato ma fermo e deciso.
Servono insegnanti, psicologi, educatori.
Dove abbiamo sbagliato?