Ai primi di giugno del 1983 uscì sugli schermi dei cinema statunitensi uno dei film più importanti della storia della sicurezza informatica. Ebbene sì, Wargames compie in questi giorni ben 35 anni. Racconta con leggerezza e garbo le avventure di un giovane appassionato d’informatica, David Lightman (interpretato da Matthew Broderick), che nel tentativo di penetrare telematicamente nei computer di una famosa società che produce videogiochi trova invece per sbaglio una connessione a un supercomputer della difesa nazionale americana. Lì si imbatte in quella che lui crede sia una lista di nuovi videogiochi, dalla quale sceglie un titolo accattivante: “Guerra Termonucleare Globale”. Ma in realtà non si tratta di giochi: sono le simulazioni usate dalla difesa statunitense per prepararsi a un eventuale attacco atomico sovietico. David inizia a giocare, senza rendersi conto che sta scatenando il panico nucleare fra i militari, convinti che i sovietici stiano attaccando sul serio, e la situazione precipita.
Wargames, visto dall’Italia del 1983, pareva a molti fantascienza, ma in realtà era estremamente realistico nelle sue premesse: i sistemi informatici, anche quelli militari, erano davvero vulnerabili. Il film parlava già correttamente di backdoor e di firewall come forme di attacco e di difesa informatica. La tecnica usata da David per trovare computer da penetrare, ossia chiamare automaticamente uno dopo l’altro tutti i numeri telefonici di una regione e sentire se rispondeva il pigolìo stridulo di un modem, era anch’essa reale. Gli informatici la ribattezzarono wardialing proprio per rendere omaggio a Wargames. Il film colpì anche l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, che chiese ai suoi esperti se davvero i sistemi informatici del governo fossero così attaccabili come si vedeva nel film. La risposta affermativa portò alle prime leggi e direttive sulla sicurezza informatica. Gli esperti avevano già avvisato di questi rischi sin dal 1967 nei loro rapporti tecnici, ma erano rimasti inascoltati. Per far capire finalmente la serietà del problema ci voleva Hollywood. Trentacinque anni dopo, Wargames è un’operazione nostalgia per gli informatici di vecchia data, ed è citatissimo nel libro Ready Player One di Ernest Cline (quasi per nulla nell’omonimo film di Spielberg), ma le sue lezioni sono ancora attualissime: le password troppo ovvie che permettono al protagonista di farsi strada nei computer altrui si usano purtroppo anche oggi, e gli attacchi informatici fra nazioni sono diventati una realtà quotidiana. Ma la lezione più importante di Wargames è di un altro genere: il supercomputer del film riflette sulla guerra termonucleare globale e fa la battuta più memorabile e profonda di tutto il film.
“Strano gioco. L'unica mossa vincente è non giocare.”
35 anni di Wargames














