Da quando ho iniziato ad avere ricordi, tu c’eri.

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Da quando ho iniziato ad avere ricordi, tu c’eri.
“Su molte cose non erano d'accordo, anzi di rado erano d'accordo su qualche cosa. Era un litigio continuo, una sfida continua ogni giorno. Ma nonostante il loro essere così diversi, una cosa importante avevano in comune: erano pazzi l'uno dell'altra.”
- Le pagine della nostra vita
Voti di laurea VS Passione lavorativa.
Non sono tipa da 110 e lode. Il mio voto di laurea se tocca i 90 è già tanto. E no, non perchè sono una fannullona, perchè non ho puntato in alto. Semplicemente perchè non sono una da libri. Mi paice studiare, ma non do il massimo quando lo faccio. Faccio un po’ più del minimo indispensabile, nulla di più. E questo perchè non è lo studio che fa di una persona la sua professionalità. Se mi vedi sui libri pensi che la mia strada non mi piaccia troppo. Se mi vedi dietro il bancone di una farmacia pensi che quello sia il mio lavoro, e nessun altro. E’ questo che frega l’università. E’ questo che frega le persone. E’ questo che causa i pregiudizi. Dietro il banco, con il mio camicie addosso, li si che sono una da 110 e lode. Li si che mi sento di dare il massimo, e quando do il massimo mi rimprovero lo stesso perchè magari potevo dare di più. Ci sono materie che studi perchè devi. Esami che fai perchè devi. Ma penso che solo il 5% di quello che ho studiato in questi 5 anni mi serve realmente dietro quel banco. Ed è per questo che non ho dato il massimo. Ed è per questo che non mi lamento se non ho un 110 e lode alla laurea. Ho compagni di corso 110 e lode, ma che non sanno relazionarsi con le persone. Ho compagni che sanno ancora il contenuto di tutti i libri studiati, eppure non saprebbero spiegare a parole spicce come la Cardioaspirina agisce, senza usare paroloni. Ho persone con 110 e lode che per pesare l’acqua non usano semplicemente un contenitore con gli ml, ma la pesano su bilancia. Eppure loro, per la società sono meglio di me, son più bravi di me. Eppure, nonostante tutto, le persone ti giudicano per il numerino, non per la passione che metti nelle cose. Se ci fosse un voto anche per la passione che si ha per il proprio lavoro, indipendentemente dal voto di laurea li si che sarei la prima della classe.
Alfredo Nunziata
Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.
Milan Kundera. (via mothsilverwand)
Stai vicino amore anche quando non chiamo, ancora più vicino anche quando non ti amo.
Claver Gold, Se vorrai (via credevodivalerequalcosa)
Stai vicino amore anche quando non chiamo, ancora più vicino anche quando non ti amo.
Claver Gold, Se vorrai (via credevodivalerequalcosa)
Credo che esista sempre quella frase che rompe qualcosa, quella dopo la quale non ti va più di ribattere, ma chini la testa e la scuoti come dopo una sconfitta. É quella la fine.
Da una lettera che ho scritto anni fa (via credevodivalerequalcosa)
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@vogueheart
Scusa é che ho visto il mio futuro e ci stavi così bene.
Scusa, Izi (via sottomillestelle)
Vorrei sapere come stai, se anche tu non stai, se anche a te sembra tutto senza senso adesso che non siamo più.
ricordipersinelvuoto (via ricordipersinelvuoto)
In una giornata di sole come questa strizzeresti gli occhi perchè ti da fastidio, proprio come faccio io. Saresti felice, perchè c'è il sole, proprio come me. Avremmo la casa piena di animali, anche se la mamma li odia. Mi porteresti a fare quelle cose che mi piacciono tanto piene di adrenalina, lanciarmi col paracadute, buttarmi nel vuoto, volare con un elicottero, quelle cose che alla mamma fanno paura. Ed anche questo l'ho preso da te. Parleresti solo di fili elettrici, dei tuoi lavori, di quel cinema che tu hai messo a punto. E saresti felice, perchè lui è come te: parla sempre di lavoro. Saresti fiero quando le persone mi dicono che sono uguale a te e rideresti quando chi non sa, mi dice che assomiglio a Fulvio! Saresti felice, come lo sono io ora. Nonostante manchi sempre un pezzo. Buon compleanno papà.
‘‘E tu cosa vuoi fare da grande?’‘ ‘‘Vendere la scatolette colorate.’‘ rispondevo parecchi anni fa a chi me lo chiedeva. Ho da sempre avuto le idea chiare, molto chiare. Fin da subito. Nonostante il al liceo mi dissero che, visti i miei voti piuttosto bassi, dovevo cambiare strada. Non ce l’avrei mai fatta. Nonostante la prima domanda appena giunta in università fu ‘‘hai una Farmacia di famiglia?’‘ seguito da una serie di incentivi a ripensarci poichè la mia risposta negativa a quella domanda mi avrebbe portato numerose altre risposte ed esperienze negative. Nonostante il primo anno è stato il piu difficile e parecchie volte mi sono chiesta se la strada era quella giusta. Sono passati gli anni, gli ostacoli, gli esami più difficili ma i dubbi, ogni tanto, tornavano lo stesso. Non saprei nemmeno conteggiare le pagine che ho studiato, i fogli che ho usato, le penne finite, le parolacce tirate fuori, le nozioni imparate a memoria, e quelle comprese ragionando. Ma nonostante tutto, quando varcai la porta della Farmacia per svolgere il tirocinio,mi sentivo come la più ignorante, colei che ignora le nozioni, incompetente nel senso buono del termine. Persino la signora con la terza elementare che arrivava col suo pacco di ricette, sapeva meglio di me che la Simvastatina aveva la scatola gialla e rossa, e che il generico del Tavor era il Lorazepam. Eppure ho continuato. Ora dopo ora, mese dopo mese. Il tempo volava ed io mi vedevo fiorire, dal magazzino son passata al bancone e la gioia di imparare cose nuove ogni volta non poteva che essere immensa. Mi mancava la farmacia quando stavo all’università, mi mancavano le ricette rosse quando sono arrivate quelle bianche, mi mancava prendere appunti quando ormai le cose basilari le avevo già imparate. E mi mancherà ora. Che tutto è terminato. E’ stata l’esperienza migliore della mia vita, la più appagante. Poteva essere bianco o nero. O andava bene, mi sarebbe piaciuto ed avrei capito che era quella la mia strada o avrei capito che avevo sbagliato tutto e dovevo ritornate indietro e pormi domande sul mio futuro. E si, mi ha arricchito. Mi ha dato quel qualcosa in più per dare una risposta a tutti i miei dubbi, risposte che purtroppo solo nei libri non si trovano: Si, è la mia strada. No, non è la strada che hanno preso i miei genitori. Ma me la costruisco da sola la mia strada io.
Inseguite i vostri sogni. Ponetevi delle domande. Ed anche se non arriveranno subito le vostre risposte, attendete, finchè non avrete un segnale. positivo o negativo. E da li ripartite. Andando in avanti oppure tornando indietro. E’ tutta strada. Ed io la mia la sto costruendo pian piano, ma so che è quella giusta.
Essere indecisa se fondare il club ‘ammazza la ex del tuo moroso, sotto terra ci sta da Dio’ oppure ‘ti spacco la testa e ti ci infilo dentro l’idea che lui è mio e che tu hai rotto la meeenchia.’
Cioè io ti amo, ti adoro, so che con lei non andresti mai. So che per lei è una sfida persa in partenza. Di te mi fido, ci metterei la mano sul fuoco ma sul fuoco ci metterei anche lei, ecco. Bella li, con un arancio in bocca e un limone nel culo!