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@genitorialitaffettiva
Ci siamo trasferiti
Qui!
L' Ottobre scorso 80mila donne in tutto il mondo si sono unite in un cerchio per dare energia alla proprio grembo.
"L'Armonizzazione della Benedizione del Grembo è un semplice dono d'energia – un dono ad ogni donna di qualsiasi età ed esperienza – che porterà guarigione alla nostra femminilità, al nostro grembo e al suo ciclo, alla nostra creatività e fertilità, alla nostra sessualità e spiritualità."
"L'armonizzazione ripristina la nostra naturale purezza e bellezza, la nostra abbondanza e il nostro amore, la nostra creatività e magia, la nostra saggezza e la nostra forza. Ci libera dal passato, dalle aspettative limitanti, dal dolore e dalle pene, rilasciando un gioia sentita e l'espressione del potere e della bellezza della donna. È una bella benedizione e guarigione di luce per l'anima delle donne in un mondo duro e dominato dagli uomini."
Ci si può iscrivere, gratuitamente, in modo che Miranda Gray, coordinatrice del movimento, scriverà i nomi di tutte le donne che partecipano. Personalmente l'ho già fatto due volte ed è stato molto forte e intenso... rigenerante. Per la descrizione dell'Armonizzazione e Benedizione del grembo troverete tutto il materiale nel sito che allego...
Spulciando il web mi salta agli occhi quest’articolo… proprio come quest’estate, a un mercatino a Fermo, mi è saltato agli occhi il libro di G. Doman “Leggere a tre anni”. Comprato e letto in meno di 48 ore… interessante, semplice e convincente.
Non sono per la forzatura, ma di certo in un mondo in cui l’intelligenza linguistica è fortemente necessaria, non mi sembra così abominevole stimolare dei bambini che Vogliono leggere. Io stessa ricordo il grande interesse per la lettura, che mi ha portato, senza che nessuno mi imponesse esercizi di sorta, a leggere prima delle elementari. E’ vero anche che mi sono trovata molto male, essendo obbligata a fare esercizi per me superflui, e che la maestra si lamentò con mia madre perché mi lamentavo a gran voce perché “la scuola era noiosa”. Ma di chi è la colpa?
L’aprrendimento è tanto più facile e naturale quanto prima viene proposto. Il bambino lo accoglierà con gioia, come un gioco. Quindi non abbiate paura di iperstimolare i vostri figli. La cosa importante rimane l’ascolto e evitare le forzature.
Accanto alla madre, di Clara Scropetta, è uno di quei libri che mi hanno preso per il cuore. Volevo comprarlo da molto tempo quando, quest'estate, a Otranto, entro nel negozio AnimaMundi e, dopo un breve giro tra gli scaffali, mi salta all'occhio Lui! Lo prendo tra le mani, lo sfoglio, leggo l'indice e mi dico "Lo compro, è qui per me!", era anche l'unica copia. Mentre vado per pagare mi accorgo di aver lasciato i soldi in campeggio e mi sento morire dentro. Ero già a stretto con i liquidi e decido che forse è il caso di lasciar perdere. In quel momento entra una ragazza bellissima che lo vede sul bancone - io mi ero allontanata - e dice "Il libro di Clara" e viene fuori che era una sua amica.
Mi sembra un segno. Devo averlo. Chiedo dei soldi alla mia amica Eva, glieli ridarò al ritorno. Accanto alla madre ora è Accanto a me, ed è stata davvero una fortuna trovarlo lungo il cammino
Lo consiglio a tutte le mamme, aspiranti mamme o esperti del settore perché dentro c'è una saggezza da far venire la pelle d'oca. Quante volte mi ha fatto piangere... è come se sbloccasse qualcosa dentro. Quasi riuscisse ad accedere a dei ricordi sepolti nel nostro dna.
Il libro riguarda il mondo della mamma in generale, ma tratta con maestria molti altri temi, citando anche autorevoli fonti scientifiche.
Se volete sapere qualcosa di più su tutto quelloche abbiamo dimenticato, su ciò che la Natura non ha bisogno di apprendere è il libro che aspettavate.
Come diventano i bambini allevati secondo i principi dell’Attachment Parenting
Di William Sears:
Nota: I genitori non devono prendersi i meriti o assumersi le colpe per la persona che il proprio figlio deciderà di essere. Ognuno fa del proprio meglio per allevare i propri figli con gli strumenti e le risorse possedute al momento. Il resto dipende dal bambino. Poiché non vi è una perfetta correlazione tra ciò che i genitori fanno nei primi anni di vita ed il risultato ottenuto dai loro figli, in oltre 30 anni di pratica pediatrica ho osservato che molti bambini cresciuti secondo i principi dell’AP condividono molte di queste caratteristiche:
1. Bambini affettivi. I bambini cresciuti secondo i principi dell’AP mostrano empatia. Questi sono bambini a cui è stata dedicate attenzione (ad es. piena attenzione). Dalla loro nascita questi figli sono stati l’anello finale ricevente del processo di allevamento. Qualcuno si è preso cura di loro, ha fornito loro protezione, ha donato, ha ascoltato ed ha risposto ai loro bisogni come regola familiare e queste qualità sono diventate parte integrante del bambino. Il bambino poi si è trasformato da ricevente in donante. Quando gli amici hanno bisogno di aiuto questi bambini corrono a fornirlo. Sono bambini compassionevoli che si addolorano del dolore delle altre persone.
Ricerche condotte su adolescenti problematici e psicopatici hanno mostrano che queste persone hanno una stessa caratteristica comune: la mancanza di cure. Non provano rimorso per quello che fanno. Agiscono senza riflettere sugli effetti del loro comportamento sugli altri. Cosa che non fanno i bambini allevati secondo i principi dell’AP. Questi bambini prendono in considerazione i sentimenti degli altri prima di agire. Si preoccupano degli effetti delle loro azioni sulle altre persone Provano il senso di colpa, si sentono male quando non si comportano bene e si sentono bene in caso contrario. Bambini comunicativi (per maggiori informazioni si veda “Allevare un figlio etico”)
2. Bambini compassionevoli. Poichè questi bambini sono l’anello ricevente della cura genitoriale ricettiva, essi stessi diventano ricettivi. Questi bambini crescono con un forte senso di giustizia. Sono fortemente consapevoli del momento in cui questa viene meno e cercano in ogni modo di ristabilirne l’equilibrio.
Ho osservato questi bambini negli asili. Questi precoci “prenditori” diventano buoni “donanti”. Condividono le cose volontariamente – cosa difficile per parecchi bambini. Negli asili si interessano ai bisogni ed ai diritti dei loro compagni, poiché hanno sempre visto questo modello.
Questi bambini sono più ricettivi nei confronti dei loro amici e dei loro genitori. I bambini allevati secondo i principi dell’AP (specialmente se ad alto bisogno) sono supersensibili verso i vostri stati d’animo. Quando vi sentite stressati loro si sentono stressati. Quindi questa ricettività diventa una risorsa, in modo che quando vi sentite male faranno del loro meglio per aiutarvi a stare bene. Ho constatato ciò sia nei nostri figli che in altri che cercavano di consolare i propri genitori, “Non piangere mamma, ti aiuto io” o “Va tutto bene, babbo, ti voglio bene”.
Vedere un bambino di 3 anni ricettivo consolare un adulto che ama è uno dei risultati più belli che si possano ottenere.
Nessun terapeuta adulto può offrirvi parole che abbiano un tale impatto come quelle che fuoriescono naturalmente dal cuore di un figlio ricettivo.
Come premio aggiuntivo per essere stati ricettivi verso vostro figlio troverete la vostra ricettività in tutto e lo potrete considerare un successo. L’abilità di leggere con gli occhi di vostro figlio di vedere le cose dal suo punto di vista, di pensare prima a lui fa si che la vostra ricettività si applichi al vostro compagno, ai vostri amici, al vostro lavoro e a tutta la vostra percezione sociale.
3. Bambini comunicativi. I bambini cresciuti secondo I principi dell’AP sviluppano il senso di intimità. I bambini AP hanno la capacità di sentirsi vicini ad un’altra persone perché questi “bambini-velcro” passano i mesi più formativi della loro vita in braccio ed al seno. Questi bambini hanno imparato ad attaccarsi alle persone invece che alle cose. Diventano persone ad alto contatto anche in un mondo ad alto contenuto tecnologico.
I terapeuti i cui studi sono pieni di ex bambini ad alto bisogno che non hanno avuto delle cure genitoriali ricettive ci dicono che la gran parte delle loro energie viene spesa nell’aiutare queste persone ad approcciarsi a qualcun altro. Queste persone hanno difficoltà a comunicare.
Non hanno la capacità di sentirsi vicini a qualcuno. Non è così per i bambini ad alto bisogno frutto di genitori che hanno provveduto a fornire cure genitoriali adatte.
Questi bambini sono abili nelle relazioni interpersonali. Essere comunicativi è la loro norma. Il bambino AP è facile che diventi il bambino che ha delle profonde amicizie con i suoi compagni e l’adulto che ha una profonda intimità con il proprio compagno. Sono capaci di forti attaccamenti verso le altre persone. Poiché erano in intimità con i loro genitori e con chi si occupava di loro, diventano capaci di forte attaccamento. L’intimità diventa il loro standard per le loro future relazioni. Questi bambini sono affezionati.
Il bambino comunicativo ha imparato a dare e ricevere amore.
(Per argomenti correlate vedere: “Il bambino non comunicativo” e “crescere comunicativi”)
4. Bambini attenti . I bambini comunicativi sono meno propensi agli incidenti. I bambini AP riescono meglio perché hanno una migliore comprensione delle loro capacità. Secondo il gergo genitoriale sono meno propensi a fare “stupidità”! L’effetto organizzativo dell’AP li aiuta a controllare i propri impulsi. Anche i bambini con temperamento impulsivo tendono a mettersi meno nei guai se sono a contatto con una persona che si cura di lui. Un bambino che agisce secondo una propria organizzazione interna ed un senso di giustizia è più probabile che consideri con saggezza una prodezza prima di finire nell’insensatezza. Pensano prima di agire. Questo può essere sia dovuto al fatto che i bambini comunicativi non sono arrabbiati “dentro”. La rabbia aggiunge un pericolo all’impulsività, consentendogli di prevalere sui suoi sensi e precipitando il bambino a capofitto nei guai.
5. Bambini fiduciosi . La fiducia proviene da due parole che significano “con fiducia”. I bambini ad alto bisogno i cui genitori rispondono liberamente ai loro bisogni crescono come se “fiducia” fosse il loro secondo nome. Crescono imparando che si può credere negli altri, che il mondo è un posto piacevole, che i loro bisogni saranno correttamente identificati e soddisfatti. La fiducia che hanno verso chi si cura di loro si traduce in fiducia in loro stessi.
Pensavo che non avrebbe mai lasciato le mie braccia, ma quando ha compiuto due anni, spesso diceva “Lo faccio io”. So che è una frase che mette terrore a molte madri (perché al bambino occorre 5 volte più tempo per portare a termine il compito) ma per la madre di un bambino AP questa frase è una gioia. Adesso che Jonathan è impegnato nel fare lui stesso le cose, sta rapidamente abbandonando molti dei suoi vecchi bisogni da bebè, come chiedere di essere portato ovunque e non lasciare mai il mio grembo. Devo ammettere che ci sono volte in cui rimpiango di non essere più il suo esclusivo interesse nella sua vita. Ma quando viene uno di questi momenti, devo soltanto dargli un forte abbraccio e lui smette di fare ciò che stava facendo e me lo rende. Per lo più sono fiero di vederlo crescere come una piccola persona felice, amorosa, fiduciosa in se stessa, specialmente quando mi rendo conto che ha fatto tutto da solo. Io gli ho solo dato il supporto di cui aveva bisogno.
6. Genitori fiduciosi. I genitori AP hanno sviluppato prima la ricettività. Hanno utilizzato gli strumenti di base dell’AP ma si sono sentiti fiduciosi e liberi a sufficienza di sviluppare il proprio stile fino a trovare quello più adatto a loro, al loro bambino ed al loro stile di vita. In effetti durante i bilanci di salute spesso ho chiesto “Funziona?” Consiglio ai genitori di rivedere periodicamente ciò che ha funzionato e scartare ciò che non ha funzionato. Ciò che ha funzionato in un determinato periodo di sviluppo può non funzionare in un altro momento.
Per esempio alcuni bambini all’inizio dormono meglio con i loro genitori, ma dopo hanno dei problemi e hanno bisogno di un cambiamento nelle abitudini di riposo. Altri bambini dormono meglio da soli all’inizio, ma dopo hanno bisogno di dornimre con i loro genitori. Questi genitori hanno utilizzato loro stessi ed il loro bambino come il barometro del loro stile parentale, non le norme in uso da tutti.
Fonte: Non togliermi il sorriso
Mi sono reso conto del potere dell'acqua sull'essere umano in modo sorprendente e in un ambiente insaspettato. All'interno di un ospedale pubblico francese, dove ero responsabile del reparto chirurgia, praticavo ogni sorta di interventi d'urgenza, compresi i cesarei. Come chirurgo ero sovraccarico di lavoro e di conseguenza mi chiesi se fosse possibile, in qualche modo, rendere i parti più facili. Non ci volle molto tempo ad accorgermi che molte donne, durante il travaglio, desideravano farsi una doccia o un bagno. D'un tratto cominciai ad interessarmi particolarmente all'incredibile attrazione verso l'acqua che certe donne avvertono durante il parto. Noi tutti dell'equipe medica abbiamo quindi cercato di rispondere a quello che pareva essere un vero bisogno. In un primo momento, come misura temporanea, ci siamo procurati una piscina gonfiabile da giardino che potevamo riempire con acqua calda. In seguito abbiamo installato una vasca molto grande, rotonda di un colore blu scuro, munita di rubinetteria. Ho avuto una specie di rivelazione il giorno in cui una donna partorì sul pavimento, prima che la piscina fosse riempita del tutto. Per liberarsi dalle sue inibizioni le era bastato soltanto vedere l'acqua azzurra e sentire il rumore dell'acqua mentre la piscina si riempiva. Riuscii a riconoscere l'importanza simbolica dell'acqua e il suo ruolo nella sessualità umana. Ho potuto stabilire un'analogia tra il potere dell'acqua durante il parto e il suo rinomato potere erotico.
Le funzioni degli orgasmi ( p.91) - Michel Odent Terra Nuova Edizioni
Le funzioni degli orgasmi
Sto leggendo "Le funzioni degli orgasmi" di Michel Odent e il mio ragazzo non mi crede quando cerco di spiegargli che parla del cocktail di ormoni liberato durante parto, orgasmo e allattamento. È molto interessante notare come Odent riesca a destreggiarsi da maestro tra questi temi che, purtroppo, vengono ancora considerti tabù da molti. Si fatica moltissimo a parlare delle sensazioni "orgasmiche" che si possono provare durante quello che il nostro Michel chiama "riflesso di eiezione del feto" o durante l'allattamento. Di sicuro un libro per chi ha anche bisogno di risposte scientifiche, sono infatti citati numerosissimi studi effettuati con sofisticati metodi di brain imaging per capire quali aree del cervello sono coinvolte durante l'atto sessuale e qual è la reale importante degli ormoni, attivati a cascata, durante orgasmo, allattamento e parto. Si parla anche del danno che produce l'uso di ormoni sintetici durante il naturale processo della nascita. Sono in dirittura d'arrivo, appena conclusa la lettura posterò qualche citazione che spero vi invoglierà a leggerlo. Grazie Michel Odent. Traduzione e cura dell'edizione italiana : Clara Scropetta (autrice di "Accanto alla madre") Un'indagine rivoluzionaria sugli "ormoni dell'amore" che regolano accoppiamento, parto e allattamento. Un invito appassionato a vivere questi momenti cruciali come esperienze di profonda trasformazione e trascendenza.
Estivill va ancora di moda.
Sono allibita dal fatto che ci siano ancora dei siti (delle persone, che sono dietro questi siti) che consigliano il metodo Estivill per far addormentare i piccoli.
Dopo che lui stesso ha ritrattato, dopo che sono stati scritti decine di saggi da medici, esperti del settore e mamme che avvalorano invece la tesi che i nostri cuccioli hanno bisogno di noi, del nostro contatto, che possono regolare il loro battito cardiaco e la loro pressione sanguigna sulla nostra, che la vicinanza promuove l'attaccamento e quindi un giusto riconoscimento del proprio corpo e del proprio valore, creando quindi le fondamenta per degli adulti sani, che rispettano se stessi e gli altri perché sono stati rispettati. Nonostante tutto ci sono ancora siti come "pianeta mamma" che scrivono cose di questo genere:
E se lo mettete in culla e piange subito dopo? Controllate che non sia sudato, che non abbia caldo/freddo, che il pannolino sia pulito (nel caso cambiatelo), poi accarezzatelo, fategli sentire che non lo avete abbandonato e che tutto va bene, e tornate a letto. Se piange ancora, andate nella sua cameretta, rassicuratelo, ma soprattutto non prendetelo mai in braccio o sarà la fine. Il metodo è difficile, perchè la più parte delle volte, non ce la facciamo a vederlo piangere e lo prendiamo in braccio, ma dobbiamo essere ferme nelle nostre posizioni per evitare che prenda abitudini sbagliate
Questo significa non ascoltare il proprio istinto, significa andare in direzione ostinata e contraria alla Natura, che parla attraverso il nostro intuito. Tutto ci dice che dovremmo prenderlo in braccio, accoglierlo al nostro seno, calmarlo... ma la moderna imbecillità, in nome di non so che cosa, preferisce lasciarlo piangere nella culla "o sarà la fine".
Purtroppo, mi dispiace essere drastica, ma questa è uno dei motivi per i quali siamo nevrotici, arrabbiati, sfiduciati. Perchè quando la mente è in fase di formazione e biologicamente ci si aspetta solo di essere accuditi (perché così deve essere!) chi doveva tenerci con sé, ci ha lasciato piangere forse per ore, anche se in buona fede. Tutto in nome di Eduard Estivill. Che ha rovinato qualche generazione e poi ha deciso di ritrattare.
Un blog emozionante, con molti articoli interessanti sulla cultura ad alto contatto e in più la possibilità di conoscere esperti del settore, dalla naturopatia al massaggio infantile, passando per pedagogia, ostetricia e pediatria.
Tata lucia dice che non va bene
Qualche giorno fa mi sento dire: Fino a che età vuoi allattare Noa?
E, come sempre, mi trovo spiazzata di fronte a questo genere di domande, perché sinceramente il problema ancora non me lo sono mai ancora posto. Noa ha un anno e la sua tetta la vuole ancora parecchio e io non ho ancora mai provato fastidio, anzi, l'amore nel vedere i suoi occhi consapevoli e ridenti che mi spizzano dal basso mi fanno venire ancora le farfalle nello stomaco, come il primo giorno. Ma rispondo "Credo almeno fino a due anni e mezzo, ma se la vorrà anche dopo..."
E mi sento ribattere Tata lucia dice che non va bene
Gelo. Rabbia. Non nei confronti della persona che mi ha riferito queste parole, alquanto candida direi, ma per tata lucia (che non si merita neanche la maiuscola) e per chi permette ancora che in televisione vengano dette queste cose, per SOS tata che fa spettacolo con dei bambini di due anni (o anche meno) che vengono ripresi, mentre piangono, strillano, si dibattono perché non vogliono dormire da soli, ledendone la dignità e la privacy (e dando credito al metodo Estivill - autore del famigerato "Fate la nanna"). Come possiamo pensare di crescere dei piccoli che saranno adulti rispettosi se noi stessi manchiamo loro di rispetto? E' una contraddizione in termini.
Insomma, io non ho visto la puntata in questione (quella che dice che allattare a lungo fa male) ma, tanto per dirne una e ribattere, l'OMS - che qualcosa in più di tata cosetta ne saprà - raccomanda, dopo i primi sei mesi di allattamento esclusivo (senza alcuna aggiunta, neppure d'acqua), di allattare in abbinamento con l'assunzione di altri alimenti per una durata pari a due anni e anche oltre fintanto che la madre e il bambino lo desiderino.
E giusto per citare un'altra fonte autorevole in materia di allattamento, date un'occhiata a La Leche League Italia.
Non è più possibile accontentarsi del laconico "è andato tutto bene", quando si tratta della nascita di un bambino. C'è un'altra scomoda verità, indiscussa nonostante il clamore sulla cosiddetta emancipazione femminile: il bambino, dall'inizio e per un bel po', vuole la madre. Senza restrizioni. Senza condizioni. La vuole tutta, sempre, subito. Ci vuole coraggio per credere che tutti questi bambini, unanimi nelle loro richieste, si "sbaglino".
Dall'introduzione al libro "Accanto alla madre" di Clara Scropetta
Alex Grey
Che cosa ricordano i bambini di quando erano nella pancia della mamma? Colori, musica, voci e luce.
In queste pagine i bambini da uno a sei anni raccontano i lunghi mesi trascorsi dentro alle loro mamme e lo straordinario momento della nascita. Le loro parole, raccolte da un medico che da anni studia la memoria prenatale, esprimono tutta la poesia e il candore che solo il linguaggio dei più piccoli può trasmettere. Frasi dolci e immagini tenere per una raccolta unica al mondo.
Un libro di Akira Ikegawa - Cairo editore
Siamo Serena e Silvia. Due conoscenti, che sono diventate amiche dopo aver scoperto di essere entrambe mamme di figli altamente energetici, che hanno travolto le nostre vite come un ciclone, e che pochi esiterebbero a definire iperattivi. Noi preferiamo il termine amplificati, nel senso che tutte le loro manifestazioni, di felicita’ o di tristezza, di rabbia o di rancore, avvengono normalmente ad un tono decisamente al di sopra della media
E ho capito quell’urlo. Quell’urlo che sembra di dolore, che lanciano tutte le donne nei film dove qualcuna partorisce; quell’urlo definitivo, assoluto, senza codici né umanità; non un banale urlo; non dolore, non paura. Non è una sola cosa: sono tutte, assieme, che non ci starebbero ma è così solamente che possono esplodere e prendere il sopravvento. Urlare, come laporta della fortezza che si schianta all’improvviso sotto la folla incontenibile; come il guerriero che si lancia nel vuoto feroce e certo, certo solo della propria rabbia, di se stesso e del vuoto sotto di lui; certo che vincere sia buttare tutto, e prendere tutto al costo di tutto. Gettarsi nella voragine, e capire in quell’istante che la voragine non si supera ma si riempie. Si riempie con la decisione di guardarla. E lì, sì che si urla: di tutto ciò che esce ed entra nasce ed esplode. Elena Zaccherini
I bambini indiani - racconta un nativo americano - non sono mai soli. Sono sempre circondati da nonni, zii, cugini o cugine o da altri parenti che accarezzano i bambini, cantano loro canzoni o narrano storie. Dove vanno i genitori vanno insieme anche i bambini.
Cervo Mite