Non ho il cuore spietato,
è solo nero e argentato.
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@girasoleeeeee
Non ho il cuore spietato,
è solo nero e argentato.
Sbatto le palpebre e
deglutisco con fatica.
I miei occhi
sono troppo gonfi perché ormai
piango ogni qualvolta resto
da sola.
Vomito emozioni,
a volte troppe delusioni.
La mia anima è stretta,
in quella piccola scatoletta.
Non supero un uragano,
se non ho nemmeno una mano.
Stupida,
disperata donna.
Tu,
senza guai,
proprio non sai starci.
Quando sei distrutto,
ricordati della musica.
Lei può calmarti,
può capirti,
può ascoltarti.
Parole dette ad una
sconosciuta,
Che sembra sapere
tutto di te.
Sembra una presa in giro:
Mi urli ti odio,
ma intanto mi baci.
Eri difficile,
il peggior carattere che
avessi mai visto.
Non ti comandava nessuno,
eri come un treno in corsa.
Non facevi fermate,
con te non volevi nessuno.
Ed era proprio per questo,
che ti volevo così tanto.
Adoro il tuo blog! 🍀
Che dolce!!! Grazie mille❤️❤️❤️ davvero❤️❤️
Quella sensazione di calore che,
anche quando ero di spalle,
i tuoi occhi avevano sulla
mia schiena.
Non ti guardavo mai troppo,
non volevo mica perdermi.
Le tue iridi erano per me,
un insieme di letali labirinti.
Ti ho guardato una volta negli occhi,
e guardaci ora.
Io quasi ti amavo e tu quasi ti
amavi.
Non dovrei guardarti più.
Lasciatemi in pace
non voglio vedervi
lasciate che viva
che respiri l’inquinamento
di questo mondo
che corra e che cada
lasciatemi soffrire
e lasciatemi sorridere
da sola.
Mi piacerebbe spegnermi nella
notte.
Mentre tutto tace.
Nessun urlo, nessun pianto.
Solo silenzio.
Un silenzio che duri per sempre.
Avevi i capelli all’aria,
le occhiaie spesse,
una gomma fra i denti,
le labbra screpolate,
e le mani fredde.
Eppure,
nel complesso,
eri l’arte più bella che avessi
mai visto.
Sgorgano lacrime dai miei
occhi.
Come fiumi percorrono il
mio viso.
Cancellando il mio sorriso.
Stampando una smorfia,
che come un ghigno
strafottente,
Cancella anche la stella più
splendente.
Ed era così vuoto,
quel letto,
senza le tue gambe formose.
Ed era così vuoto,
il mio cuore,
senza la tua risata soffocata.
Mi sento come in apnea:
il viso sott’acqua
e le mie mani che
Mi spingono in fondo.
Senti quella morsa stretta
al cuore
e quasi ti manca l’aria.
Quella sensazione definita
dolore,
è così profondo che
nessuna cicatrice potrà
alleviarlo.
Come le tue dita,
quelle che coincidono con le mie,
pezzi di puzzle mancanti,
mai ricomposti.
Persi nel mondo,
abbandonati dai bambini.
Giocavamo ad essere grandi,
dei grandi infelici.