Aprì gli occhi, e fu prima bianco, poi vide per la prima volta. Percepì i rumori,li ascoltò, sentì la voce del padre, e pensò. Il suo corpo prese a funzionare per la prima volta, e tutto fu nuovo, dall'aria che espandeva i polmoni, al
battito del cuore lieve ma incessante. La genesi della creatura durò menò di
un secondo, ma si portò appresso l'eternità effimera della vita. Fu con meraviglia che mosse gli arti e le membra, e apprese. Alzò il viso, e vide il volto del padre di tutti sorridergli estasiato, felice di quella creazione, e per
quanto affaticato, era contento che gli fosse riuscita così bene. Ma non era solo questo. L'impegno e la fatica erano stati tanti per un motivo. Questo era speciale, era diverso. Lui aveva il potere mai avuto prima di poter scegliere
il proprio destino, di avere fra le mani la propria vita. Ma più potere nelle mani si ha, peggio si riesce a usarlo. Fu così che un tempo, mentre stava apprendendo i segreti della vita, vide, non riconoscendolo, il proprio fato.
Vide, per un attimo, il volto più triste, e bello, che avesse mai incrociato, ed essendo irresistibile l'attrazione verso il dolore e la tristezza, si innamorò violentemente, senza scampo alcuno. Volle conoscerla, volle amarla, volle
renderla felice, rendendola ancora più triste. Senza capire, il giovane, pretese di sapere perché. E fu con orrore che si ritrovò ad odiare il padre di tutti. Quella creatura così pura e candida, così triste, così amata, non era
destinata, come il ragazzo, a vivere per piacere e con libertà. La sua storia era già segnata da un marchio di infelicità dalla quale non sarebbe uscita se non con il buio più nero. Terrorizzato, il giovane corse dal padre, per capire
e poter rimediare. Il padre si fece scuro in volto, e disse che, nella vita, qualcuno doveva pur essere triste. Cercò di convincerlo, cercò di fare tutto il possibile, ma il padre fu irremovibile. Solo allora, con un sorriso triste da bambino, decise di decidere da se, e volle fare scambio con lei. Stupito, il padre si incollerì con la sua creatura, e lui rispose che bastava che qualcuno nella vita fosse triste, indipendentemente da chi. Improvvisamente apparì la ragazza, che lo pregò di non farlo, di desistere, lui era molto più prezioso di lei, non doveva vivere la sua vita per non farla soffrire. Lui rispose semplicemente che era importante non chi lo fosse, ma solo chi fosse considerato tale. Senza indugio, ordinò al padre di scambiarli, ma egli negò, avendone il potere, perché
esulava questo da quello che era nelle sue capacità. Piangeva, la ragazza, amata da qualcuno tanto intensamente da andare oltre alla morte, piangeva sperando che fosse tutto finito, che lui cedesse, ma egli, inesorabile,
richiamò in gioco ancora la sua libertà, e chiese al padre di essere distrutto, facendo in modo che così lui diventasse la parte più triste della vita della ragazza, e che il padre non potesse farle vivere una vita peggiore.
Si fermarono il respiro e le lacrime. Con rabbia, il padre lo distrusse nella metà del tempo con cui lo aveva creato, e subito tornò a fare un'altra creazione.
Ripresero le lacrime della ragazza, che era stata amata tanto intensamente da non poter essere guardata senza che una lacrima cadesse dal viso.
<<Sei stata fortunata ad aver amato ed essere stata amata, da adesso vivrai una vita più felice, più delicata e pura, tu che sei diventata qualcosa di diverso, da me creata ma non da me cambiata, sarai un fiore e come tale ti
chiamerai, Lilium>>