Rilanciare l'economia. Lo si vagheggia da anni. L'intento è condivisibile, ma, come far ripartire questa nostra economia che è bloccata, arenata, peggio della Costa Concordia sugli scogli?
Non sono un esperto in materia economica e dunque chiunque ne sappia di più è ben più che autorizzato a smentirmi, voglio fare un ragionamento a partire da una considerazione di carattere pratico.
Lo stipendio di ingresso per un diplomato, in Italia, si attesta sugli 800€. Lo stipendio di ingresso per un laureato si attesta sui 1000€ [1].
SITUAZIONE COSTO DELLA VITA
Ora, quanto costa vivere per contro proprio in Italia? Possiamo ipotizzare un costo della vita essenziale di [2]
Tabella 1. Costi essenziali mensili
COSTI MENSILI (€)
410Â Alloggio
180Â Cibo
55Â Servizi
110Â Trasporto
55Â Assicurazione
55 Abbigliamento
Quindi, con lo stipendio di ingresso si ha un avanzo (o disavanzo) netto di:
Tabella 2. Avanzi mensili
AVANZI E DISAVANZI MENSILI
-65€ Neodiplomati
135€ Neolaureati
L'avanzo coincide con tutto ciò che è oltre l'indispensabile per vivere. Intrattenimento, sport, vacanze, ristoranti, giornali, riviste, acquistare un computer nuovo...
L'analisi è impietosa. Un neo-diplomato che voglia vivere autonomamente lontano dalla propria famiglia non ha i mezzi per farlo. Poco da aggiungere.
Un laureato può vivere da solo fuori casa, ma il budget mensile è così ridotto che, per esempio, l'acquisto di un'automobile nuova, a rate, è improponibile. È così ridotto, anzi, che una serata fuori, con una spesa di 20-30€, intacca il 18% del budget mensile, quando in un mese ci sono in tutto 30 giorni e 30 serate in cui si può uscire (altro che ristoranti pieni).
Ciò che conta ai fini della qualità della vita è l'avanzo netto a fine mese. Questo infatti determina la nostra solidità economica, la capacità di affrontare nuove spese, magari impreviste, di concederci acquisti e di uscire la sera vivendo una vita dignitosa.
Semplicemente vergognoso lo stipendio offerto ai neodiplomati.
E ora veniamo a una delle origini di questi problemi. La tassazione media sul lavoro in Italia è del 42.3% [3]. Significa che il datore di lavoro ha pagato 1386€ per lo stipendio da 800€ e 1733€ per lo stipendio da 1000€.
Un sacco di soldi in più di quanto arriva in tasca. Siamo una delle nazioni con il costo delle tasse sul lavoro più alto d'Europa.
Come andrebbero le cose se avessimo una tassazione coerente con la media dell'eurozona, 37,7%? In un sistema di tassazione coerente il neodiplomato percepirebbe mensilmente:
863.5€ (neanche a farlo apposta, proprio la cifra che serve per vivere in autonomia dai propri genitori),
mentre un neolaureato percepirebbe mensilmente: 1079€.
In particolare con un stipendio da 1079€ si avrebbe un avanzo netto di 214€.
214€ in tasca sono il 58% in più dei 135€ in tasca di oggi, con il sistema di tassazione attuale!
Riassumendo il ragionamento, una diminuzione delle tasse sul lavoro del 4.6%, allineando l'Italia alla media UE, metterebbe in mano ai neolaurati italiani il 58% in più di avanzo mensile: quella cifra che, tolti i costi necessari per vivere, resta in tasca a fine mese, e consentirebbe ai neodiplomati di vivere una vita lontano dai proprio genitori, se lo desiderano.
L'Italia ha quindi bisogno di diminuire le tasse sul lavoro, e di fare cassa eventualmente, con le tasse sul patrimonio, ma non di certo mettendo le mani nelle buste paghe, già misere, degli italiani.
Solo così si possono ri-lanciare i consumi interni e far ripartire l'economia.
Perché con una riduzione delle tasse sul lavoro di soli 4 punti percentuali, gli italiani che prendono 1000€ al mese avrebbero, tolte le spese per vivere, il doppio di soldi in tasca.
[1] http://www.datagiovani.it/newsite/datagiovani-salario-ingresso-under30/
[2]Â http://www.justlanded.com/italiano/Italia/Guida-Italia/Denaro/Costo-della-Vita
[3]Â http://www.lastampa.it/2014/01/04/economia/tasse-sul-lavoro-sopra-la-media-europea-phYtFZzJt72skZs7L9GgrJ/pagina.html