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@intelligentipaucasufficiunt
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Giuliano Preparata morì il 24 aprile 2000 a Frascati, all'età di 58 anni. Le cause ufficiali della sua morte sono state un infarto e un aneurisma cerebrale ma in molti sollevano dubbi sulle cause naturali di morte perché:
1. Preparata era in buona salute e non aveva precedenti familiari di problemi cardiaci o cerebrali
2. Preparata era in procinto di pubblicare un libro sulla fusione fredda, intitolato An Introduction to a Realistic Quantum Physics, che avrebbe potuto mettere in discussione il paradigma scientifico dominante
3. Preparata era in contatto con altri ricercatori impegnati sulla fusione fredda, come Francesco Piantelli e Andrea Rossi, che hanno dichiarato di aver subito minacce o sabotaggi
4. Preparata era stato coinvolto in una controversia legale con l'ENEA per aver denunciato il mancato finanziamento della ricerca sulla fusione fredda
5. Preparata era stato oggetto di critiche e attacchi da parte di alcuni colleghi e giornalisti, che lo accusavano di essere un ciarlatano o un visionario
Luperco
La famiglia Sackler. Una storia di altruismo e di benefattori.
La famiglia Sackler ha come suo centro la farmaceutica infatti controlla la Purdue Pharma.
La Purdue Pharma deve la sua “fama” all'OxyContin che è un farmaco creato nel 1996 a base di ossicodone, un oppioide sintetico usato per il trattamento del dolore cronico e venne promosso come una soluzione sicura ed efficace per milioni e milioni di persone in tutto il mondo (soprattutto Stati Uniti).
Ma la verità era diversa: l'OxyContin creava dipendenza ed era altamente abusabile sia dai “pazienti” che da ragazzi che cercavano uno sballo da oppioidi, e Purdue lo sapeva. La società usò agenti spregiudicati e tecniche di marketing aggressive per convincere i medici a prescriverlo in dosi elevate e per indicazioni non approvate.
Il risultato fu una catastrofe sanitaria: milioni di pazienti divennero assuefatti all'OxyContin, e molti di loro morirono per overdose o passarono ad altre droghe più potenti, come l'eroina o il fentanyl.
L'OxyContin non fu quindi solo un farmaco, ma anche una droga ricreativa, usata da persone apparentemente sane per ottenere un'effetto euforico. Alcuni la schiacciavano e la sniffavano, altri la scioglievano e la iniettavano, altri ancora la combinavano con alcol o altre sostanze.
Questa è una storia di inganno, avidità e sofferenza, che ha segnato davvero in profondità il volto dell'America.
La famiglia Sackler è oggi una delle famiglie più ricche ed influenti degli Stati Uniti, nota per le sue donazioni a musei, università e istituzioni culturali. Ma la sua fortuna è legata anche a una delle più gravi crisi sanitarie mai viste.
La famiglia Sackler e Purdue Pharma sono stati accusati di aver contribuito in modo determinante a creare e alimentare l'epidemia degli oppioidi, e hanno affrontato migliaia di cause legali da parte di stati, città, contee, tribù, ospedali e privati degli Stati Uniti.
Nel 2020, Purdue si è dichiarata colpevole di tre capi d'accusa federale per aver ingannato le autorità sanitarie e aver pagato tangenti ai medici. La società ha accettato di pagare una multa di 8,3 miliardi di dollari e di “sciogliersi”. La famiglia Sackler ha accettato di pagare 4,5 miliardi di dollari in dieci anni, ma senza ammettere alcuna responsabilità. Inoltre, la famiglia ha ottenuto l'immunità dalle future cause legali in cambio della cessione dei propri beni a un fondo fiduciario che finanzierà programmi di prevenzione e trattamento delle dipendenze.
Ma le famiglie non si “sciolgono” così come è stato da loro promesso in tribunale.... tutt'al più le famiglie si “sciolgono nell'acido” ma solo quando sgarrano con altre famiglie di benefattori.
Era quindi il 2020 quando la Purdue “patteggiava” in tribunale promettendo di scomparire che si vide passare di fianco il treno tutto d'oro del Covid-19, un treno sul quale dovevano salire.
Ecco quindi che “veniva bene” la loro vecchia azienda di famiglia.... la MundiPharma, società farmaceutica internazionale che fa parte del gruppo Purdue fondata nel 1956 da Raymond e Mortimer Sackler, e oggi è controllata dai loro eredi.
Mundipharma ha ovviamente distribuito l'OxyContin in diversi paesi del mondo, tra cui l'Europa, l'Asia e l'America Latina, usando le stesse tecniche di marketing aggressive e ingannevoli usate da Purdue negli Stati Uniti rimanendo anche coinvolta in alcuni scandali sanitari, come quello della vendita di un vaccino antinfluenzale scaduto in Italia nel 2014.
Mundipharma ha quindi collaborato con alcune aziende farmaceutiche che hanno prodotto i vaccini per il Covid-19, come AstraZeneca e Sinopharm.
La famiglia è anche dentro a:
Rhodes Pharmaceuticals che è una società farmaceutica fondata nel 2007 da Richard Sackler, figlio di Raymond Sackler e ex presidente di Purdue Pharma. Rhodes Pharmaceuticals produce farmaci generici a base di oppioidi, tra cui una versione dell'OxyContin. Rhodes Pharmaceuticals ha beneficiato della crescita della domanda di oppioidi negli Stati Uniti, anche a seguito delle restrizioni imposte a Purdue Pharma dalle autorità. Rhodes Pharmaceuticals ha anche sviluppato un antidoto agli oppioidi chiamato Nalmefene HCl Injection, che può essere usato per trattare le overdose.
Napp Pharmaceutical Group che è una società farmaceutica britannica fondata nel 1925 da John Napp. Nel 1966, Napp Pharmaceutical Group entrò a far parte del gruppo Purdue-Mundipharma-Napp (PMN), una rete globale di società indipendenti associate alla famiglia Sackler. Napp Pharmaceutical Group produce e distribuisce farmaci per il trattamento del dolore cronico, tra cui il Targinact, una combinazione di ossicodone e naloxone. Napp Pharmaceutical Group ha anche partecipato allo sviluppo del vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca
Insomma... tutti bravi ragazzi.
Voglio dire, come si fa a non fidarsi di loro e dei loro televenditori?
Luperco
https://www.focusonafrica.info/francia-russia-lo-scontro-si-sposta-dallucraina-al-sahel/
Come sorgessero dal nulla, su quelle barche in balia delle onde, migranti, spesso li crediamo soli al mondo. Queste entità senza volti, senza nomi, senza parenti, come mai nati, bambini, donne, uomini, magari siamo convinti che nessuno li piangerà, nessuno li cercherà, come li chiama quello che fa il ministro: "carico residuale".
Poi vedi gente piangere, un fratello, un nonno, una sorella, un cugino, una madre; li chiamano con i loro nomi, li fanno vivi: "lo stavo aspettando..." - "sperava in una vita migliore in Europa..." - "ci siamo sentiti ieri..." - "amava il calcio..." - "Aveva solo sei mesi...".
Mostrano foto, raccontano momenti, parlano di guerra, di torture, piangono sulle bare, quelle marroni e quelle bianche. Esseri umani, nient'altro che esseri umani, proprio uguali a tutti gli altri esseri umani, con le loro storie, il loro passato, le loro lacrime, un nome e un cognome, e poi la disperazione, proprio come gli altri esseri umani quando sono disperati e cercano una mano tesa. Una mano che non hanno trovato, perché qualcuno si crede più essere umano di altri.
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Oramai si vendono più giornalisti che giornali.
Carne da cannone e da barcone
Mi chiedo come sia possibile a un essere umano normale sopportare tutta l’ipocrisia generata dalla tragedia dei barconi che in questi giorni si ripropone come una sorta di espiazione rituale nella quale però sono sempre gli altri a pagare di persona, lasciando ai buoni occidentali il meritevole e gratuito brivido di sentirsi buoni e solidali . Ma sollevando lo sguardo e la testa per vedere oltre…
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LA POESIA CONTRO LA DISTRUZIONE DELL'AMBIENTE: LA LOTTA DI KEN SARO WIWA
Cosa vuol dire essere un poeta nell’Africa postcoloniale? Spesso vuol dire avere un sentimento di amore per la propria terra e di rabbia per quello che le stanno facendo talmente forte da mettere il proprio talento a servizio proprio di quella terra. Vuol dire fare poesia, e non solo quella, di denuncia. Vuol dire condensare in pochi versi tutte le lotte, le grida e le speranze di un popolo intero. In un caso, in un paese chiamato Nigeria, tutto questo ha voluto dire chiamarsi Ken Saro Wiwa.
La Nigeria degli anni 90 già figurava nell’elenco dei paesi ex colonie, ma era ancora un paese occupato: occupato da una giunta militare e da industrie petrolifere, come la Shell, con cui la giunta era connivente, che ne devastavano il territorio senza dimostrare alcun riguardo a nulla che non fosse il proprio profitto. Non ai danni ambientali, non alle persone che abitavano quelle zone. Le attività della Shell si concentravano soprattutto in una zona, quella del delta del fiume Niger, abitata dall’etnia Ogoni, a cui Ken Saro Wiwa apparteneva, e che decise di organizzarsi per opporsi alla distruzione dell’ambiente a cui tanto erano legati, che tanto avevano dovuto difendere già una volta da occupanti venuti da lontano, e che proprio non volevano essere costretti a lasciare. Il poeta Ken Saro Wiwa, quindi, divenne prima portavoce e poi presidente del Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni, organizzandone la lotta nonviolenta, e riuscendo a portare a manifestare fino a 300 mila persone.
Ken Saro Wiwa non ebbe mai paura di fare chiaramente il nome della Shell nelle sue denunce, e pagò con diversi arresti, l’ultimo nel 1994. La prigione non gli impediva però di lottare, perché, come dice lui stesso nella sua poesia più nota, è la vigliaccheria travestita da obbedienza, è la paura che trasforma il nostro mondo libero in una cupa prigione.
Ma da quelle che per lui erano solo quattro mura, Ken Saro Wiwa uscirà, il 10 novembre 1995, solo per andare sulla forca, insieme ad altri otto dei suoi compagni attivisti, ripagato con la morte dalla giunta militare del suo paese per aver manifestato a favore della vita e della natura, al fianco di tutti coloro che rivendicavano il diritto a non essere costretti ad abbandonare la propria terra, chiedendo che quella terra rimanesse intatta, usando come uniche armi una penna e una voce instancabili.
Cronache Ribelli
Giornali, tg, talk televisivi, un argomento unico: "Pioggia di missili in Ucraina. I russi seminano terrore in tutto il Paese. Una carneficina di civili: 11 morti". Mentre succedeva tutto questo pandemomio mondiale, in uno spicchio di mondo, in Palestina, gli israeliani di morti ne facevano 10 nel campo profughi di Jenin e .. nessun fiato da parte dell'informazione. Si puo' dire che questo modo di fare informazione e' schifoso quanto un missile o raffica di mitra che uccide persone innocenti..
@ilpianistasultetto
Lorna colpisce ancora. La differenza (impercettibile) tra destra e sinistra.
A sinistra solo in autostrada, a destra solo al cesso e al centro solo per ammirare la vastità del cazzo che me ne frega
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Il governo degli stati uniti intende etichettare come “antisemite” quelle organizzazioni che denunciano regolarmente le violazioni dei diritti umani da parte di israele contro i palestinesi. 😡
Carlos Latuff - FreePalestine
LA NOTTE DELLE MATITE SPEZZATE
Crebbe il tuo amore, fece schiantare da dentro i lucchetti dell'orrore. Riconoscemmo il tuo sguardo nello sguardo di chi vide nei tuoi occhi il palpito di un cuore.
Claudia, lo sai… non sei sola, non è stato in vano, il tuo silenzio non è tale, dalla mano del tuo ragazzo ci è giunta la tua sete d'amore e l'allegro ordine di brindare.
Oggi come ieri, con l'ultimo sospiro di un altro anno che muore, ogni lacrima impotente la bagneremo nello spumante e alzando il calice grideremo: DOVE SONO?
Da allora tiro tutto fuori dalla memoria con le matite colorate ti disegno una canzone che è un cuore con la freccia, Claudia e Pablo, su ogni lato, per sempre lo stesso amore.
Claudia, lo sai… da allora San Silvestro è il patrono del ricordo e ogni Notte delle Matite scrive una volta di più sulla coda di una cometa: DOVE SONO?
Da allora tiro tutto fuori dalla memoria con le matite colorate disegno la tua canzone che è un cuore con la freccia, Claudia e Pablo, su ogni lato, per sempre lo stesso amore.
16 SETTEMBRE 1976 Rogelio Botanz
(Manuela Dejoannon)
Un massacro che sconvolse il mondo, che tolse il fiato, che lasciò sbigottiti. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 25 settembre 1982 condannò i massacri israeliani, ma gli Stati Uniti votarono contro. Sabra e Chatila 16 settembre Memoria
(Cheyenne-Gooodmorningvietnaaam)