Disgustoso è star fermi. Non cambiare. Sopportare. Sopravvivere. Persistere. Anche se è poco, anche se non basta. Lasciare tutto com’è per non correre il rischio che peggiori. Disgustoso è non perdonare, non riabilitare. Ma limitarsi a criticare, puntare il dito, attaccare. E non creare, non rifare, non immaginare. Disgustoso è quel che non è meraviglioso, delizioso, quel che non è fantastico, monumentale, benedetto, miracoloso, sorprendente. Disgustoso è svegliarsi di giorno rifiutando il giorno, rinnegando il giorno, senza desiderare il giorno, senza pensare ai mille e uno modi di renderlo indimenticabile. Lasciar correre. Non muoversi, non volere la ferita anche se attraverso la ferita si giunge alla cura. Essere cauti, prevenuti. Disgustoso è quel che non è esagerato, quel che non è sproporzionato, quel che non sembra insostenibile. Se non sembra insostenibile è intollerabile. Non lo voglio. Non lo ammetto. Non mi ammetto. Disgustoso è ripetere. Oggi come replica di ieri e come replica esatta di domani. Le stesse cose, le stesse parole, le stesse azioni, gli stessi movimenti. Sempre tutto uguale. Tutto identico. Disgustoso è continuare per continuare, camminare per camminare, vivere per vivere. Disgustoso è il normale, il regolare. Quello che non ha mai ammazzato nessuno ma non gli ha mai neanche cambiato la vita. Quello che non fa fremere. Il testo che non risolve, la decisione che non trasforma, il bacio che non dà i brividi. Disgustoso è non essere innamorati. Di una donna, di un uomo, di un gatto, di un cane, di un profumo, di un sole, di una casa, di una pelle, di un sapore, di un sogno, di un lavoro, di una strada, di un desiderio, di un peccato. Innamorati. Da matti. Innamorati. In maniera incoerente, delirante. Senza sosta. Innamorati. Disgustoso è quello che non è straordinario. E le cose straordinarie non richiedono atti straordinari ma soltanto momenti facili. Banali, come rimboccare una coperta, condividere un dolce, tuffarsi nel mare, rubare arance dall’albero del vicino, ascoltare le storie dei genitori, andare al parco con i figli, sedersi a tavola con gli amici. Le cose straordinarie non pretendono niente di straordinario. Come le persone straordinarie. Proprio per questo sono straordinarie.