Parole, chiacchiere…
Silenzio.
C’è chi parla per riempire il tempo, chi per paura del vuoto, chi perché il silenzio gli fa troppo rumore. Le parole si rincorrono, si accavallano, si perdono nell’aria calda di luglio. Restano sospese per un attimo, poi svaniscono come se non fossero mai esistite.
Le cicale continuano a cantare. Non si fermano mai. Il loro canto copre pensieri, ricordi, attese. Sembra il sottofondo di un’estate che conosce ogni storia, ma non ne racconta nessuna.
I rami secchi si lasciano andare senza opporre resistenza. Non fanno rumore quando cadono. Hanno imparato che anche le cose che finiscono possono farlo con dignità.
Sulla Monti Lepini le ambulanze sfrecciano veloci. Una sirena rompe il pomeriggio, poi un’altra, poi ancora un’altra. Ognuna porta con sé una storia che nessuno conosce, un’attesa, una speranza, una paura. Le osserviamo passare per un istante e poi torniamo alle nostre vite, dimenticando che dentro quei lampeggianti c’è sempre qualcuno che sta combattendo qualcosa più grande di lui.
Le pozzanghere si colorano di bianco, riflettendo il cielo accecato dal sole. Le strisce pedonali sembrano passeggiare per strada, come se fossero loro a cercare qualcuno disposto ad attraversarle. Anche l’asfalto sembra respirare sotto il caldo, mentre la città continua a muoversi senza chiedere il permesso a nessuno.
C’è chi ride. C’è chi corre. C’è chi aspetta un autobus. C’è chi aspetta una telefonata. C’è chi aspetta una diagnosi. C’è chi aspetta soltanto che passi la giornata. Ognuno porta sulle spalle un peso invisibile, eppure continuiamo a guardarci senza vederci davvero.
Parole, chiacchiere…
Silenzio.
Forse il silenzio non è assenza di parole. Forse è il luogo dove le parole, finalmente, smettono di fingere. È lì che restano le domande senza risposta, gli abbracci mancati, i “come stai?” pronunciati troppo in fretta e quelli mai pronunciati. È lì che rimane la verità, quella che non ha bisogno di essere spiegata.
E mentre il sole continua a tramontare sempre nello stesso punto e le cicale non interrompono il loro canto, la vita va avanti. Indifferente ai nostri programmi, ai nostri discorsi, alle nostre certezze. Ci ricorda, ogni giorno, quanto siamo fragili e quanto poco basti perché tutto cambi.
Parole, chiacchiere…
Silenzio.
Alla fine resta solo ciò che abbiamo saputo ascoltare. Perché il rumore passa. Il silenzio, invece, conserva tutto.
















