La vera sconfitta è l’odio.
È da un po’ che non scrivo e di cose ne son successe tante. In queste settimane mi è mancato lo stimolo, quel prurito alle mani che mi è tornato stasera, quando ho sentito che il cardinale Pietro Parolin ha definito le nozze gay approvate in Irlanda “una sconfitta per l’umanità”.
Bene, partiamo dall’inizio. Sabato 23 Maggio, tramite referendum popolare, l’Irlanda ha approvato il matrimonio egualitario, con il 62% dei voti. È stato il primo paese a legalizzare le nozze omosessuali tramite consultazione popolare, e la cosa più altisonante è che l’Irlanda è da sempre stata una nazione decisamente cattolica, dove fino a 20 anni fa l’omosessualità era ancora reato e dove ad oggi non esiste ancora una legge sull’aborto.
Cattolicissima Irlanda, dicevo… E allora perché questo stravolgimento? Perché questa perdita di fiducia nella Chiesa? Beh, sintetizzando molto, questo stravolgimento è stato dettato dagli innumerevoli scandali che hanno coinvolto i preti pedofili negli ultimi anni. Evidentemente gli irlandesi hanno deciso che, forse, la sconfitta dell’umanità stava più in un predicatore che si approfittava dei bambini, piuttosto che in due uomini o due donne che intendevano giurarsi amore eterno.
Senza considerare le altre innumerevoli notizie che scorrono tra i social network e i telegiornali, notizie che vedono gente accoltellata per una partita di calcio; notizie che vedono un ragazzo morto perché l’ultima frontiera del divertimento è quella di defecare fuori dalla finestra; notizie che vedono un uomo morto da 7 anni ritrovato in casa dagli agenti della riscossione, perché nessuno se ne era mai accorto; notizie che vedono un coglione (pardon) qualunque come Andrea Diprè macinare soldi su soldi e sfruttare impunito una ragazza incapace di prendere una posizione. Notizie che vedono ancora l’Europa litigare sulla pelle dei migranti, che tra poco ricominceranno a morire nei nostri mari. Notizie che vedono la Grecia e tutti i suoi abitanti immersi in un baratro senza fine.
Quindi, “caro” Parolin, e “cari” uomini di Fede, caritatevoli, compassionevoli, e portatori di pace, credo che dovreste ridimensionare un po’ le vostre idee di fallimento, perché se considerate una sconfitta due persone che si amano, mi sa che dovreste uscire dai vostri uffici pieni di ipocrisia e fare un giro tra la gente, e vedrebbe che il problema non è l’amore universale, ma l’amore malato delle persone che la domenica mattina vanno a depurarsi la coscienza, e che ucciderebbero un diverso scordandosi la storia del proprio profeta.










