Essere donna è bellissimo
Mi hanno sempre detto che essere donna è bellissimo. E ho finito per pensarlo anche io.
Dovrebbero saperlo,che essere donna è bellissimo, anche in Afghanistan dove l’ 85% delle donne è senza istruzione, l’80% è costretto a sposarsi in maniera forzata e il 50% di queste non ha ancora compiuto i sedici anni. Sono, infatti, le più giovani (di solito ragazze tra i 10 e i 14 anni) ad aver maggiore possibilità di subire violenza sessuale e fisica. Le statistiche continuano registrando che il 95% dei suicidi in Afghanistan riguarda proprio le donne, 120 di queste si sono date fuoco successivamente a matrimoni forzati e/o a ripetute violenze. Sempre in Afghanistan, ogni donna ha in media sei figli, e ogni due ore una donna muore dando alla luce un bambino. Nell’ultimo anno i casi di violenza sono cresciuti del 25% e l’Afghanistan è stato definito il posto peggiore al mondo in cui nascere donna.
Eppure essere donna è bellissimo.
Dovrebbero saperlo anche in Congo che essere donna è bellissimo.
Sì, in Congo, dove 44 bambine, tra i 2 e gli 11 anni, sono state prelevate di notte, condotte nella foresta e poi ripetutamente violentate da uomini armati per una credenza magica che avrebbe dovuto dare loro più armi.
Nel 2015 sono stati registrati 15 mila casi accertati di violenze sessuali.
Sì, in Congo, dove contrarre l’HIV è all’ordine del giorno, terra dove ogni fonte di ricchezza è profanata come il sottosuolo di diamanti, come le donne che la abitano, dove il corpo della donna è il campo di battaglia, dove lo stupro è un’arma.
Il Congo, dove ogni donna che rimane incinta spera con tutto il suo cuore che sia un figlio maschio, perché non potrebbe sopportare di vivere con la paura che la propria figlia sia sfruttata, degradata, abusata, violata.
Il Congo che non è terra per gli uomini, ma ancor meno per le donne.
Eppure essere donna è bellissimo
Dovremmo ricordarlo anche in Nepal che essere donna è bellissimo.
Le donne, in Nepal, non subiscono solo violenze fisiche nell’ambiente domestico, ma anche in quello pubblico, con stupri, abusi sessuali sul lavoro e a casa, fino alla tratta di essere umani.
Persistono, inoltre, delle pratiche tradizionali, legate spesso alla religione, che consistono in atti come quello d'offrire bambine e ragazze, che in alternativa avrebbero solo la possibilità di vivere senza la minima cura o istruzione, ad alcuni templi, in cambio di meriti religiosi per le famiglie (è come una forma di prostituzione mascherata dal rituale religioso); oppure atti come la segregazione in capannoni lontani dalle proprie abitazioni di ragazze nel loro periodo mestruale, considerate impure e indegne di partecipare alle normali attività familiari.
Più del 20% degli uomini e delle donne nepalesi ormai interpretano la violenza di tipo domestico come fatto perfettamente accettabile.
Eppure essere donna è bellissimo.
Ditelo alle donne pakistane che essere donna è bellissimo. Ditelo alla società del Pakistan, in cui lo stupro non è un crimine, ma una giusta punizione. Le donne possono essere condannate allo stupro, da tribunali tribali e religiosi non ufficiali, se solo una voce riguardante la loro impudicizia rechi imbarazzo ai maschi della famiglia. Qui l’"onore", sempre più spesso associato alla parola “uccisione”, giustifica e dà la disponibilità ad atti come il massacro delle donne della propria famiglia.
Essere donna non è bellissimo se nasci in Paesi come Costa D’Avorio, Kenya, Niger, Haiti, Nuova Guinea, India, o ancora come a Mali dove ci sono bambine che vengono fatte sposare a 10 anni e che, dopo la prima notte di nozze con il marito trentenne, muoiono dissanguate. Altre subiscono stupri di gruppo perché si oppongono ad esercitare il loro “dovere di mogli”. Ce ne sono alcune a cui vengono tagliate 6 dita in omaggio ai morti della comunità: gliene restano 4, per entrambe le mani, non abbastanza per imparare a scrivere ma sufficienti per i lavori domestici. Altre ancora, considerate “ribelli”, vengono ricondotte alla disciplina con un tizzone ardente infilato tra le gambe, botte continue e privazione di acqua e cibo.
Si parla di una realtà di cui non si parla mai se non per un giorno, si parla di donne che non hanno i diritti per sentirsi tali, si parla di posti che sembrano dall’altra parte del mondo, ma che in realtà poi è il vicino di casa.
Anche in Italia si parla di femminicidio, spesso è fonte di speculazione, ma se non esistesse non potrebbero specularci su, e invece in Italia muore una donna ogni 72 ore a causa di violenze fisiche o sessuali.
Essere donna è bellissimo, ma sono sicura che chiunque l’abbia detto fosse un uomo.