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@littlekelebek
I miei occhi sopra un tombino Le tue mani sopra il mio viso E le mie sopra il tuo sedere a mandolino E superiamo a fatica insieme Pure quest'altro meme Magari ci facciamo un bicchiere Ho rovinato qualunque cosa Negli ultimi sette mesi A parte i tuoi baci rubati la notte che restano appesi Ma rimaniamo comunque accesi Nonostante i tuoi sogni lesi Come i lampioni, le stelle filanti, due ombre cinesi E tutti i tuoi guai non li avevo compresi Ma domani ti giuro partiamo E ti prometto che dormiamo E facciamo come ci pare E se vuoi dopo litighiamo Ma ti prego non dirmi ti amo Che poi ricominciamo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo Che poi ricominciamo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo, oh Tu guardi le nuvole E io ho perso le chiavi Ed abbiamo la ruggine sopra le mani Perché piove da mesi Perché piove da me, sì Solamente da me, sì E tu prepari la tesi E ho rovinato qualunque cosa E tutti i discorsi spesi Le labbra, i rimorsi, la rabbia, i tuoi morsi che restano appesi Ma rimaniamo comunque accesi Nonostante i tuoi sogni lesi Come i lampioni, le stelle filanti, due ombre cinesi E tutti i tuoi guai non li avevo compresi Ma domani ti giuro partiamo E ti prometto che dormiamo E facciamo come ci pare E se vuoi dopo litighiamo Ma ti prego non dirmi ti amo Che poi ricominciamo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo Che poi ricominciamo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo Ma domani ti giuro partiamo E ti prometto che dormiamo E facciamo come ci pare E se vuoi dopo litighiamo Ma ti prego non dirmi ti amo, oh Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi ti amo Ti prego non dirmi
va bene dimmi pure quanto ti fa schifo questo mondo così zozzo così irrisolto dove le scarpe contano più del cuore dove la musica non parla più d'amore dove chiudono i teatri e aprono i supermercati gridamelo gridamelo addosso che tu qui dentro non c'entri niente che ci deve essere uno sbaglio che ti hanno scambiato pianeta che qui va tutto in rovina e le promesse sono solo scuse e la gelosia uccide l'amore e i soldi rubano lo spirito e i pomodori non sanno più di niente dimmelo forte apriti a squarciagola e fammi sentire che tutto questo non sei tu, fanmi sentire che non è il tuo cuore, che qui non c'è spazio manco per un tuo sogno tu urla forte butta fuori tutto urlati addosso urla la tua voglia di scappare urlami urlami contro urlami di andarmene di sparire di lasciarti sola tanto non me ne vado, cazzo, abbracciami forte. Gio Evan > www.gioevan.it
«Potremmo essere in giro a passeggiare in una città qualunque, col caldo, mano nella mano e io dovrei accorgermi del tuo sorriso triste e allora darti un bacio o prenderti il viso e farti fare una smorfia che mimi la gioia. Sorrideresti e il mio desiderio di felicità per te sarebbe compiuto. La verità è che i tuoi sorrisi tristi a me piacciono, perché a te stanno bene, perché li sai trattare, li sai adoperare e mettere in fila senza che rompano le righe. Se lo facessi io sarei penoso. Questo è il punto: faccio pensieri e desidero cose nuove. Non importa cosa so. Per la prima volta, non importa. Non so da dove vengono o come si chiamino e non potrei spiegarle a nessuno eccetto te, con un po’ di tempo, con un po’ di pause, con quei silenzi che non saprei riempire, all’inizio. Ma potrei imparare. Sono un pessimo romantico, lo ammetto. E’ per questo che non sono riuscito a farti innamorare. Lo so che è così. Ho immaginato che potessi bastare io, con i miei modi normali e l’aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine. Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. E’ l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno. Come un sibilo fluttuante e sinuoso. A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo. Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro. Verresti?»
Italo Calvino, Gli amori difficili
Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi
Dimmi che mi ami e chiedimi di restare.
Historic Photos Of Love During Wartime.
Lo stato sociale
Ascolta e preordina Una Somma di Piccole Cose qui: http://lnk.to/USDPC Riprese e Montaggio: DEWREC Registrato da Gianni Condina e Mixato da Riccardo Parravic...
Bisogna amarsi, e poi bisogna dirselo, e poi bisogna scriverselo, e poi bisogna baciarsi sulla bocca, sugli occhi, e ovunque.
—Victor Hugo. (via isuoiocchidentroilmare)
E ti giuro che non sapevo se prenderti a pugni per quello che mi hai fatto passare, oppure fotternemene di tutto e sprofondare tra le tue braccia. Nel dubbio, ho fatto il possibile per ignorarti.
diciannovemaggiozerotredici (via diciannovemaggiozerotredici)
Mi sono spessa chiesta, in questo ultimo anno e specialmente in questo ultimo periodo, cosa fosse davvero la felicità. La mia felicità. Forse pretendo troppo dalla vita e da me stessa per essere felice delle cose che mi succedono, perché mi rendo conto che lo sono raramente. In questo ultimo anno sono stata davvero felice alla mia laurea. Dopo la discussione non riuscivo a contenere la felicità, mi veniva da ridere e ballare, e chi se ne fregava del voto per far felice mamma. Ero genuinamente contenta per i miei risultati, per essere stata ostinata, per aver inseguito degli studi dal futuro incerto, ma con tanta bellezza all’interno. Perché uno sano di mente non si laureerebbe mai in Arti visive, musica e spettacolo, di questi tempi. Eppure io ero felice di averlo fatto. Sono felice di averlo fatto, tanto da aver scelto la specialistica in Storia e Critica d’Arte. Sì, sono pazza davvero: proseguo nell’errore e nell’ostinazione. Ma ero di nuovo felice quando ho letto di essere entrata. Era come una luce in fondo al tunnel nero di questo anno buio, perso dietro lavori saltuari e sospiri amari e fantasie di terre lontane da casa. Ero veramente felice sul tetto del Sacré-Cœur, all’interno di Notre Dame, tra le viuzze di Saint-Germain-des-Prés. Nessuna città mi aveva stregato fino ad ora come Parigi ed era una vita che volevo andarci. Sono stati quattro giorni intensi e splendidi. Avevo il cuore a mille ad ogni passo. E poi ero veramente felice quando stavo con te. Ogni attimo passato al tuo fianco mi riempiva di gioia. Anche dopo i litigi e le amarezze, mi bastava guardarti per far brillare gli occhi. Ero felice quando mi prendevi la mano, quando mi baciavi, quando mi stringevi forte, quando mi sorridevi, quando mi dicevi che ero bella dopo una serata intera passata a dire il contrario, quando mi chiamavi all’improvviso, quando facevamo l’amore. Da quando non ti guardo più sembra tutto più grigio, tutto un po’ inutile, tutto un po’ più spento. Gli occhi mi brillano solo perché trattengo le lacrime. Le mani mi tremano solo per il nervosismo. Sorrido solo per rassicurare chi mi chiede come sto, accompagnando il tutto a un “Va bene” che più falso non si può. Cerco di tenere sempre la mente occupata tra il lavoro e lo studio, perché quando mi fermo me ne accorgo. Mi accorgo che il resto sta scorrendo, ma io sono ferma sempre a due settimane fa. Quando mi hai lasciata e non ho potuto nemmeno guardarti in faccia mentre me lo dicevi.
// random - shades of yellow //
Vedi, – dice Mariamirella - forse io ho paura di te. Ma non so dove rifugiarmi. L’orizzonte è deserto, non ci sei che tu. Tu sei l’orso e la grotta. Perciò io sto ora accucciata tra le tue braccia, perché tu mi protegga dalla paura di te.
Italo Calvino - Prima che tu dica “pronto”
Francesco De Gregori, Natale