Recensioni da quarantena pt.2
La quarantena, almeno dal punto di vista della lettura, sta dando i suoi frutti e quindi ho deciso di fare una seconda lista dei libri che ho letto casomai qualcuno cercasse qualcosa da leggere per passare il tedio di queste giornate.
1) Tipi psicologici (C.G. Jung): Ormai è prassi che ci sia almeno un saggio di Jung tra i libri letti recentemente. Penso sia quello che per adesso mi sia piaciuto di più, che ho trovato più interessante. Parla dell’identificazione e del confronto tra tipo estroverso ed introverso (e sottocategorie), non solo nella psicologia, ma in moltissime branche del creato umano come: l’arte, la poesia, la filosofia, la prosa ecc ecc. Alla lettura risulta quasi sempre chiaro, come ogni scritto di Jung, e trovo, anche se non lo consiglio, che come primo passo per avvicinarsi agli studi junghiani vada bene, perché tutti i concetti vengono spiegati più volte e alla fine c’è un intero capitolo che raccoglie tutte le definizioni degli elementi essenziali trovati all’interno dell’opera.
2) Il tunnel (E. Sabato): E’ un romanzo che parla del rapporto morboso di un pittore con una donna di cui si invaghisce fino a diventare ossessivo ed ad ucciderla (niente spoiler, il libro te lo dice subito). La storia è narrata dal punto di vista dell’uomo, che cerca di spiegare i suoi processi mentali e le motivazioni che lo hanno portato al terribile gesto. E’ difficile immedesimarsi con il protagonista perché è un folle ed anche irritante, però ho trovato interessante cercare di comprendere i suoi ragionamenti e sorprendermi che alcuni pensieri non sono distanti da quelli che facciamo tutti e che è molto sottile, in alcuni casi, la linea che divide le persone normali da quelle che compiono atti orribili. Insomma la storia di un femminicidio agli inizi del novecento.
3) Requiem (A. Tabucchi): Requiem è un viaggio, tra l’onirico e il reale, del protagonista, in una Lisbona degli anni 60, in cui incontra persone del suo passato e si sofferma a riflettere su alcuni avvenimenti della sua vita e su alcune sue scelte, senza però arrivare mai davvero ad una quadra. Non c’è accettazione, ma solo una leggera riflessione, quasi uno sfiorare gli avvenimenti, che comunque sono già accaduti e che non può cambiare. Il tutto è narrato nello stesso modo in cui il protagonista agisce, in maniera quasi delicata, nostalgica, attorniato dall’amore per un paese che Tabucchi sente assolutamente suo, il Portogallo.
4) Il testamento Donadieu (G. Simenon): Simenon è famoso principalmente per il commissario Maigret, di cui forse ha scritto più di 60 libri. In questo romanzo invece si lancia su una storia familiare, di una dinastia di una piccola città e dei rapporti tra i vari familiari. Ovviamente non può mancare la morte che è il fattore scatenante di tutta la vicenda che porterà a rivedere tutti quelli che fino a quel momento erano considerati i pilastri della tradizione familiare. Il romanzo si legge molto facilmente, i personaggi risultano tutti molto interessanti e variopinti e non manca qualche colpo di scena imprevisto.