Il caseggiato come metafora politica
Nel pomeriggio di ieri, giovedì 26 maggio, in compagnia di altri candidati PD e Guardiamo lontano abbiamo contattato i residenti del quartiere “Fontana” per raggiungere Piazza Nusco-Via Gigli. E’ certamente un momento di grande unione, quasi giubilare, quello del caseggiato - questo il termine tecnico per indicare la distribuzione di materiale elettorale per le vie della città. Certo, molto dipende da come lo si organizza. Ma anche questa fase rappresenta un modo di fare politica.
La presenza di #FrancoPizzulliSindaco ha contribuito a instaurare un rapporto diretto con i cittadini, in gran parte donne, vista l’ora. Ed è stato in quel momento, mentre, al fianco dei miei compagni candidati e di #FrancoPizzulliSindaco, ascoltavo i racconti dei nostri concittadini, le lamentele per i servizi che vanno a singhiozzo o mancano del tutto e le proposte, che riflettevo, ancora una volta, su quanto in questa tornata elettorale molto sarà deciso dal contributo delle donne. E non parlo delle candidate, per quanto noi democratiche per #FrancoPizzulliSindaco siamo la maggioranza e le più “agguerrite” - nel senso buono del termine, ;) - penso proprio al voto delle ginosine.
La buona politica, quella che parte dal basso e che è volta al servizio della gente, e non all’occupazione di una poltrona, ha bisogno dei cittadini per lo spaccato di quotidianità che ognuno di noi può offrire a chi si candida per rappresentare la comunità. E come potrebbe avvenire se non si instaura, preventivamente, un rapporto di fiducia tra politica e cittadini? Questione spinosa, lo so, ma osservare, caratteristica che mi appartiene per l’istinto giornalistico che mi contraddistingue, Francesca Bitetti (la più giovane tra le nostre candidate) e Liborio Patimisco (ho perso il conto delle lauree che ha conseguito per specializzare la propria passione per i beni culturali, attualmente si è formato come Operatore-Socio-Sanitario) animarsi quasi accendersi nel parlare del progetto #FrancoPizzulliSindaco mi convince sempre di più che è possibile. E’ possibile riprendere un dialogo genuino con i cittadini, basterebbe soltanto smettere di viverli come elettori e coinvolgerli nel progetto politico per il quale ci si candida.
Ieri sera, rientrando, ripensavo all’entusiamo, modesto, semplice ma vero, di Vito Furio nel descrivere l’opera che assieme ad altri suoi colleghi ha realizzato sulle pareti esterne dell’I.C.C. “Lombardo Radice”. Potrebbe sembrare poco politico, e invece non è così. Molta gente ha perso la voglia di recarsi alle urne. E questo è tanto più vero nelle comunità che hanno smarrito il senso del bello. E l’entusiasmo. Quello che c’era durante il caseggiato di ieri pomeriggio. Quello che traspariva da Alfia Scravaglieri e da Giovanni Materano - docenti che raccontavano quanto si potrebbe fare per avere una politica locale più family friendly: più amica delle famiglie. Ma una politica amica delle famiglie, ha bisogno del voto di tutti, specie di quella parte della società su cui grava il peso della famiglia.
Facendo queste riflessioni, e ringraziando tutti i miei compagni di questa incredibile avventura, posso solo concludere che il caseggiato dovrebbe essere una metafora di buona politica. E sono sicura che #FrancoPizzulliSindaco anche dopo il 6 giugno continuerà a preservare questo approccio genuino e sincero.













