Non ho parole..❤️

titsay
Cosimo Galluzzi
DEAR READER

@theartofmadeline
noise dept.
cherry valley forever
NASA

tannertan36
occasionally subtle
taylor price

blake kathryn
One Nice Bug Per Day
🪼

⁂
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
Today's Document

#extradirty

No title available
Mike Driver
todays bird

seen from Indonesia

seen from Malaysia

seen from Germany

seen from United States

seen from Malaysia

seen from Switzerland

seen from Maldives
seen from Netherlands
seen from Japan
seen from Malaysia
seen from Netherlands
seen from United States

seen from United States

seen from Singapore

seen from Germany
seen from United States

seen from Malaysia

seen from United Kingdom

seen from Greece
seen from United States
@marimarilla
Non ho parole..❤️
Ricomporsi richiede forza, tanta forza, soprattutto per chi è particolarmente fragile. È che dopo un po', s'impara. S'impara che possiamo rinascere centinaia di volte, s'impara che si risana tutto, che bisogna avere pazienza e curarsi, ma curarsi nel senso di prendersi cura di ciò che siamo. S'impara a guardare con un altro sguardo, che non è quello di sentirsi sbagliati, ma di vedere sbagliato tutto il resto. S'impara anche a sorridere del nostro vissuto, perché ha senso, perché sappiamo sempre dargliene uno, perché abbiamo un cuore che per quanto ci possa sembrare spaccato o inesistente, in realtà è sanissimo e vivo più che mai.
Claudia Venuti, Io ti voglio felice
“Anedonia: Quando il cervello decide di non sentire più nulla per non soffrire.”
— ilragazzodellultimobanco
“Perché in fondo speri che qualcuno, abbia voglia di sedersi lì, accanto a te, in silenzio. Al buio, a tenerti la mano.”
— ilragazzodellultimobanco
The deep end, Fred Lyon (RiP)
Eric Kroll
Cabinet Mineral for Soleil Rouge Digital — March, 2020
Alisa Calypso
Jakob Hunosoe Yellow Bags, 2007 From the series Full Moon Mirror
ナレッジライフ // 次世代の365日一日中快適な家|OMX搭載
https://www.flickr.com/photos/piro1007/20730530506/in/dateposted/
State attenti alle parole, anche a quelle miracolose. Per le miracolose diamo il meglio, brulicano alle volte come insetti lasciando non un pizzico ma un bacio. Possono essere buone come le dita. Possono essere affidabili come le rocce su cui mettiamo il sedere. Ma possono essere sia margherite che ferite.
Eppure io le amo. Sono colombe cadute dal soffitto. Sono sei arance sacre appoggiate in grembo. Sono gli alberi, le gambe dell'estate, e il sole, con il suo volto appassionato.
Eppure spesso mi deludono. Ho così tanto da dire, così tante storie, immagini, proverbi, ecc. Ma le parole non ce la fanno, mi baciano quelle sbagliate. A volte volo come un'aquila ma con le ali dello scricciolo.
Provo comunque a prendermene cura e ad essere gentile. Uova e parole vanno maneggiate con cura. Una volta rotte non si possono riparare.
- Anne Sexton, Le parole (trad. di Cristina Gamberi) fonte
State attenti alle parole, anche a quelle miracolose. Per le miracolose diamo il meglio, brulicano alle volte come insetti lasciando non un pizzico ma un bacio. Possono essere buone come le dita. Possono essere affidabili come le rocce su cui mettiamo il sedere. Ma possono essere sia margherite che ferite.
Eppure io le amo. Sono colombe cadute dal soffitto. Sono sei arance sacre appoggiate in grembo. Sono gli alberi, le gambe dell'estate, e il sole, con il suo volto appassionato.
Eppure spesso mi deludono. Ho così tanto da dire, così tante storie, immagini, proverbi, ecc. Ma le parole non ce la fanno, mi baciano quelle sbagliate. A volte volo come un'aquila ma con le ali dello scricciolo.
Provo comunque a prendermene cura e ad essere gentile. Uova e parole vanno maneggiate con cura. Una volta rotte non si possono riparare.
- Anne Sexton, Le parole
“Non capisco come fai ad andare in giro portandoti addosso tutto l’amore che ti ho dato.”
— Scott Fitzgerald a Zelda, da “Caro Scott, carissima Zelda. Le lettere d’amore di F. Scott e Zelda Fitzgerald” a cura di Cathy W. Barks e Jackson R. Bryer (via somehow—here)
Sii il corpo
del mio scheletro.
Ti odierò
come una cosa indispensabile.
- Anna Świrszczyńska
"Non è proibito volere la tenerezza, volersi unici per qualcuno, chiedere: “mi vuoi bene?” è come chiedere: “ci sono per te? Sono al mondo? Resti con me, a fare mondo insieme?” Che male c’è? Purtroppo abbiamo il mito dell’autonomia, dell’orgoglio, del faccio tutto da me. Io ho bisogno degli altri e questo bisogno mi fa paura, ma lo sento lo stesso. Siamo interdipendenti, come lo è la pioggia dalla terra e dalle nuvole, come gli alberi dalle radici e dal cielo, come gli animali dal bosco e dagli altri animali, come tutto fa parte di tutto. Un lavoro a maglia è l’universo e ognuno di noi è un punto: che male c’è, se chiediamo all’altro punto, di fare maglia insieme? Se non lo facessimo, al nostro posto, ci sarebbe un buco."
(Chandra Livia Candiani)
Shibuya - Tokyo, Japan
“C’è questo idioma russo “глаза разбегаются” che letteralmente significa “occhi sparsi, —i miei occhi volgono in più direzioni”. Si usa quando qualcosa di estrema bellezza è così particolare e vasto di dettagli che non si sa dove direzionare l’attenzione, una condizione travolgente per gli occhi. Tu sei i miei occhi sparsi.”
— manuela g.