are you the real marjane ?
No... I'm sorry
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I'd rather be in outer space 🛸

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@marjane-satrapi-10
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Soprannomi
Amica A: «Che si sappia mi hanno chiamato “birichina”»
Io: «A me mi hanno chiamato “Pistolone d’oro"»
Amica A: «AHAHAHAHAHA!!»
Io: «Ho vinto io»
Che venga messo agli atti, signori della Corte
dating apps aren't working. I need to go look confused at a Home Depot
Dating apps aren't working. I'm gonna start browsing potential partners on iNaturalist, ranked by bug data quality
Alla gente non interessa sapere come stai.
Basta che tu faccia stare bene loro.
Al mondo esistono due tipi di persone: quelle che scrolleranno oltre e quelle che all’otto di Gennaio rebloggheranno per lasciarlo entrare.
Quest’anno, come ogni anno…
Sapete cosa fare per lasciarlo entrare.
Scusa, Ascanio… non è un buon 2024.
Ciao 🤗🦋...
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Ciao Anon, ehm. Puoi farmi sapere di quale lista ti rifersci😂😂
Perché sai com'è? Sono una persona poco ordinata
This guy is really going to regret sitting down with Jon
Wonder Woman Vol.2 #63 cover art by Brian Bolland
Alejandra Oviedo
Magnum
Sono passati un paio di giorni dalle interviste delle atlete Basta e Corradini, dove denunciano gli abusi subiti durante la loro vita da ginnaste.
Leggere quelle interviste, quelle frasi, ha aperto una parte del mio cervello che non ricordavo esistesse. O forse semplicemente ho deciso di evitare di ricordarmene.
Per 11 anni della mia vita sono stata un'atleta, anche se ripudio quella parola. Non mi riconosco come tale. Ho pochi ricordi di quegli 11 anni. Ho sprazzi di situazioni e discorsi nella memoria, ma in generale non ricordo molto. Ho capito solo adesso, con la terapia, che spesso il non ricordarsi è un modo in cui la mente cerca di proteggersi dai traumi.
Per 11 anni sono stata una nuotatrice agonistica. Dai tre ai quindici anni la mia vita si è svolta in una piscina. Dai 6, uscivo da scuola e andavo ad allenamento, mi svegliavo nei weekend alla mattina e andavo in piscina a gareggiare. Tranne il giovedì, tutti i giorni bene o male ero immersa in un' acqua piena di cloro.
Agli inizi amavo nuotare, gli allenamenti passavano in un attimo, avevo un'allenatrice che era un amore, e ci faceva sentire dei piccoli squaletti felici.
Poi con il passare del tempo le cose sono cambiate, a sei anni ho iniziato a gareggiare e ricordo che odiavo tantissimo gareggiare. Quando gareggiavo all'aperto pregavo continuamente che venissero fulmini e saette e che si annullasse tutto.
Odiavo che tutta la mia vita da bambina girasse intorno a delle date sul calendario, a degli obiettivi che bisognava raggiungere assolutamente. E se non lo si faceva allora eri solo una fallita.
Pure nel nostro caso, venivamo controllati a vista su cosa mangiavamo e cosa facevamo. Sia durante i campi d'allenamento che a casa. I nostri allenatori erano delle persone che andavano oltre ai nostri genitori come autorità, una loro parola per noi valeva come legge.
C'era una fila infinita di cibi che non si potevano mangiare, eliminati completamente dalla nostra alimentazione. I gelati confezionati, i dolci, i panini, le patatine, i fritti, la pasta solo in bianco, mezzo cucchiaino d'olio al massimo per condirla. La carne sì, ma occhio, la bistecca non al sangue, pollame spesso, troppo spesso.
Non potevamo avere ematomi o graffi, mille cazziatoni se succedeva.
Una volta a 7 anni chiesi al mio allenatore, se in vacanza potessi mangiare la crosta del grana (ne andavo matta) e lui mi urlo che dovevo essere rincoglionita per fare una domanda del genere.
Non ricordo le pesate sistematiche, ma ricordo che dopo le giornate d'allenamento volevo svuotare il frigo dalla fame che avevo, praticamente ci pesavano al grammo ciò che mangiavamo ed era vietato chiedere il bis. Mia madre, non capendo, mi minacciava di mettere le catene al frigo se non mi fossi data una calmata.
A 11 anni ebbi la fortuna di poter andare in Sud America a trovare i miei zii, durante il periodo di pausa estivo, anche se una pausa vera non c'era praticamente mai. Il mio allenatore mi prese da parte e mi organizzo l'allenamento pure in quel periodo di vacanza, non tenendo conto delle condizioni ambientali dove sarei stata. Avete mai provato a nuotare a 4000 m? Beh, è come nuotare nel miele, per cercare di stare ai ritmi scritti dal mio allenatore misi cosi sotto sforzo i muscoli per respirare che per giorni feci fatica a respirare normalmente dal dolore alle costole.
Un'altra volta, al ritorno da un campo dall'allenamento, un mio compagno di squadra comprò di nascosto un Magnum Classic durante una pausa ad un Autogrill. Il mio allenatore lo scoprì all'uscita dallo shop. Radunò tutta la squadra a semicerchio davanti al mio compagno e a lui, e poi dopo aver fatto un discorso (non ricordo precisamente le parole) su quanto fossero nocivi cibi come quelli, lo gettò via in un modo estremamente plateale.
Smisi di nuotare nell'estate dei miei 15 anni. Mi cacciarono dalla squadra dicendo che non ero prestante, che non stavo portando risultati alla squadra, le parole esatte furono "sei ferma al palo da più di un anno". Quando feci notare nell'ultime gare avvenute una settimana prima, avevo migliorato tutti i miei record personali, il mio allenatore mi disse che quei record non servivano a nulla.
La realtà era che a 15 anni uno inizia a farsi una personalità, a voler decidere un po' che cazzo fare della propria vita.
Io stavo diventando un'adolescente difficile da controllare secondo loro, quando in realtà semplicemente stavo diventando grande. Mi ero resa conto che tutto quei discorsi sull'alimentazione, sulle prestazioni, sugli obiettivi mi stavano stretti, ma li seguivo solo perchè serviva alla squadra. Mi sono trovata spesso negli ultimi anni nel nuoto a piangere di nascosto in bagno nelle pause dagli allenamenti perchè stavo male, ma la squadra veniva prima del mio benessere.
Io in realtà volevo semplicemente mangiarmi un gelato ogni tanto con gli amici di scuola, senza sentirmi nel cervello il mio allenatore che mi urlava che stavo buttando tutto nel cesso.
Vorrei dire che quando mi cacciarono (perchè quella fu la parola usata) mi sentì libera. Ma non fu così.
Passai i successivi mesi a sentirmi persa, depressa e sola. Tutta la mia vita era in piscina, non conoscevo nulla oltre alla squadra di nuoto. Quindi mi rifugiai nel cibo. Tutto quello vietato negli anni.
Da quell'estate sono passati 10 anni, la mia relazione con il cibo è un migliorata notevolmente, anche se tutt'ora mi chiedo se alcuni cibi non mi piacciono veramente o mi hanno convinto che non dovevo farmeli piacere. Capita che non senta la fame per giorni, a furia di ignorarla durante gli allenamenti. Ma ho imparato a mangiare regolarmente, e mi tolgo gli sfizi, senza sentire più il mio allenatore insultarmi.
Io in piscina non ci ho fatto più un allenamento, anche andarci con gli amici mi crea sentimenti contrastanti. Entro in acqua solo per una decina di minuti, faccio un paio di bracciate e poi mi appoggio al bordo o esco velocemente.
Per quanto l'acqua sia il mio ambiente, in piscina non mi sento più a casa.
Io tutto questo trash non mi serviva oggi
jane fonda got arrested the third week in a row at climate change protests. this time with ted danson
Legends only
For everyone complaining about how these two can get arrested and it won’t affect their careers, you’re right. It most likely won’t hurt their careers. That’s why they keep going out and doing it. They’re using their platform to their advantage. They’re both white, of an older generation, and famous enough to be recognized. They’re holding their generation accountable and making an effort to show up and enforce change. This isn’t them advertising a TV show or some bs, they’re there to help
This is a very good way to use your privilege.
Ted <3
@sinovenatorinae