Dopo l’ultimo giorno di scuola mi recai a casa di un’amica e mentre aspettavo che lei si facesse la doccia, suo fratello più grande mi fermò e mi trascinò con sé fino alla sua camera.
Mi chiese se potevo aiutarlo a farsi i capelli, all’inizio rifiutai, per questioni di orgoglio, lui e io non siamo mai andati sulla stessa strada. Lui continuò a insistere finché mollai la presa e presi in mano il phon e il pettine.
A metà lavoro non riuscivo più a stare in piedi ma non dissi niente ma sembrava che lui avesse capito. Mi fece sedere su di lui. La posizione non era uno tra i migliori sinceramente.
Io continuai con i suoi capelli mentre lui sembrava essere quasi preso da me, avevo le sue mani sui fianchi e i suoi occhi che cercavano il mio sguardo.
“Sei cattiva” sputò acido. La sua presa si fece più forte e io smettei di fare quel che stavo facendo.
“Cosa ti ho fatto?” questa volta ero io a cercare il suo sguardo.
“Non lo so” lasciò la sua presa e io mi alzai, lo guardai molto attentamente e pareva proprio che non sapesse cosa gli avessi fatto.
Avevo fatto un ottimo lavoro con i suoi capelli, quindi me andai via fiera da quella camera sapendo già che ci sarei ritornata molto presto.