Rimane, a monito di molti giovani, l'appello alla bellezza di Peppino Impastato, ucciso dalla magia il 9 maggio 1978, in coincidenza con il ritrovamento di Moro.
In collaborazione con Lucagalassiword
view site: http://lucagalassiworld.tumblr.com/
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@mountgomerymoon
Rimane, a monito di molti giovani, l'appello alla bellezza di Peppino Impastato, ucciso dalla magia il 9 maggio 1978, in coincidenza con il ritrovamento di Moro.
In collaborazione con Lucagalassiword
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Bellezza e Malvagità, ambivalenza
Bellezza e Lacrime, L'ossimorico Boudleaire, raffinato. Poeta ottocentesco Simbolista, Decadentista, paragona in questi versi la bellezza di una donna amata al vino che ubriaca, al sangue, al veleno e alle lacrime. L'ambivalenza del male nascosto nel bello, il bello che uccide.....Troppe volte se ne parlato....Invito ad una riflessione.
Inno alla bellezza
Vieni dal cielo profondo o esci dall'abisso. Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale,
dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine, ed in questo puoi essere paragonata al vino.
Racchiudi nel tuo occhio il tramonto e l'aurora; profumi l'aria come una sera tempestosa; i tuoi baci sono un filtro e la tua bocca un'anfora che fanno vile l'eroe e il bimbo coraggioso.
Esci dal nero baratro o discendi dagli astri? Il Destino irretito segue la tua gonna come un cane; semini a caso gioia e disastri, e governi ogni cosa e di nulla rispondi.
Cammini sui cadaveri, o Bellezza, schernendoli, dei tuoi gioielli l'Orrore non è il meno attraente, l'Assassinio, in mezzo ai tuoi più cari ciondoli sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.
Verso di te, candela, la falena abbagliata crepita e arde dicendo: Benedetta la fiamma! L'innamorato ansante piegato sull'amata pare un moribondo che accarezza la tomba.
Che tu venga dal cielo o dall'inferno, che importa, Bellezza! Mostro enorme, spaventoso, ingenuo! Se i tuoi occhi, il sorriso, il piede m'aprono la porta di un Infinito che amo e che non ho mai conosciuto?
Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena, tu ci rendi -fata dagli occhi di velluto, ritmo, profumo, luce, mia unica regina! L'universo meno odioso, meno pesante il minuto?
text by http://tiny.cc/tmd0hx
photo by http://tiny.cc/gkd0hx
Bellezza ed interiorità,la sede del fascino e del mistero
La bellezza interiore è quella spirituale ma visibile,nei sensi e nel mondo esteriore, il risultato della sensibilità, della valorizzazione di sè e della propria accettazione, la bellezza interiore non è qualcosa che viene data e si perde, come la giovinezza, ma è un traguardo che si raggiunge. Spesso dopo un lungo cammino nella vita, come il fascino di questa bellissima donna, una volta raggiunto, non ha tempo, non ha età, non ha nome…è semplicemente la somma delle sue sofferenze,della sua storia,della sua originalità,il bello della sua autenticità.
Photo by http://tiny.cc/ytvshx
Le proporzioni della bellezza : L’equilibrio, L’ armonia
"my lord,hold my hand" il nome di questa melodia…Il celebre compositore coreano “Yiruma” ci suggerisce e ci insegna un elemento fondamentale che contraddistingue ogni forma di bellezza naturale… l’armonia..
l’armonia è il peso giusto in ogni parte,di giochi di luci,di ombre,di caldo,di freddo,l’armonia è il linguaggio con il quale si esprime la naturalezza…la natura è l’esprimersi del divino.
Video by : https://www.youtube.com/watch?v=MwyH_N1YVNo
LA SOGGETTIVITÀ E LA GENERATIVITÁ DELLA BELLEZZA
Uno splendido tramonto,chi non ne è mai rimasto affascinato?
il segreto della bellezza è proprio la sua soggettività.un qualcosa che è sempre differente nella nostra intimità. La bellezza è soggettiva,lo stesso stupore per il bello non è mai identico per ognuno di noi. La bellezza fa dibattere,fa riflettere,come l'amore di dio...la bellezza genera.
Pensieri,nostalgie,amori lontani suscitano in me questo tramonto....
E IN VOI?
Commentate.....
Photo by : http://tiny.cc/s0xrhx
LA BELLEZZA SALVERÁ IL MONDO
“La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nel l'idiota di Dostoevski. Questa frase risuona forte anche oggi. Oggi, il tempo “apocalittico” dell'uomo di superficie” (la definizione è di Vittorino Andreoli, grande psichiatra italiano)una riflessione sul “bello” rischia di cadere nel banale o nello scontato. La “bellezza” appare ed illumina,nel “Kairos”,l’oscurità degli uomini.E’ Platone che riflette sul “Kalos” cui radice è la medesima di “Kalei” (chiamare)La bellezza chiama, è una voce, a non accontentarci del mero estetismo delle apparenze…la bellezza è verità,profondità,la bellezza salverà il mondo.
Text by : http://tiny.cc/2itrhx
La Bellezza di una di una vita,un amore incondizionato...
Una bellezza universale,oggettiva ed indelineabile,in tutti gli esseri viventi...quella della madre per il proprio figlio..
(mamma te lo dovevo) tnks!
Photo by http://blogs.21rs.es/conotrasgafas/
Filosofia e Scienza : “La teoria della bellezza”
Dennis Dotton, docente di filosofia all’università di canterbury,spiega alla TED la “teoria darwiniana” della bellezza : l’esperienza della bellezza è intensità emozionale che genera piacere…appartiene alla nostra psicologia arcaica ed è la componente di tutta una serie di comportamenti adattivi,uno dei modi che ha l’evoluzione per suscitare o sostenere l’interesse e il fascino al fine di incoraggiarci per prendere le decisioni piu addattive per la sopravvivenza e la riproduzione.
Video by :https://www.youtube.com/watch?v=3VkAlbJ2jcA
La Bellezza esteriore...non semplice banalità
Di una donna,di un uomo,di un fiore...tutta la natura aspira alla bellezza.Ed è soddisfatta soltanto quando essa può essere esaltata. la bellezza esteriore è la componente visibile di quella interiore...non è solo quella visiva: è un profumo,una poesia o il colore delle foglie di una pianta....è ciò che risalta....ciò che che ogni essere umano persegue....la bellezza è promessa di felicità...
Video by : https://www.youtube.com/watch?v=sq2-QxsklZk
L’emozione ispiratrice
Del sentimento, di una pioggia, dell’amore di una donna…In questa magnifica poesia il poeta G.D’annunzio ci descrive la sua amata Ermione, principessa di rara bellezza, immersa tra le fronde e la pioggia in un temporale estivo….il poeta inivita la sua amata al silenzio, ad abbandonarsi al piacere delle sensazioni che nascono dalla natura….
Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri t’illuse, che oggi m’illude, o Ermione. Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell’aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immensi noi siam nello spirito silvestre, d’arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione. Ascolta, Ascolta. L’accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall’umida ombra remota. Più sordo e più fioco s’allenta, si spegne. Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s’ode su tutta la fronda crosciare l’argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell’aria è muta: ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell’ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione. Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l’erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti ( e il verde vigor rude ci allaccia i melleoli c’intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’illude, o Ermione.
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