Questo mio apparire forte e che supero tutto, è come se m’avesse marchiata. È un po’ come se avessi scritto in fronte: “Passatemi sopra, schiacciatemi a dovere, tanto mi rialzo comunque
(via strana-ostinata)
YOU ARE THE REASON

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Sweet Seals For You, Always
AnasAbdin
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@ottoagostoa
Questo mio apparire forte e che supero tutto, è come se m’avesse marchiata. È un po’ come se avessi scritto in fronte: “Passatemi sopra, schiacciatemi a dovere, tanto mi rialzo comunque
(via strana-ostinata)
Love a girl who writes, and live her many lives; you have yet to find her, beneath her words of guise. Kiss her blue inked fingers, forgive the pens they marked. The stain of your lips upon her – the one she can’t discard. Forget her tattered memories, or the pages others took; you are her ever after – the hero of her book.
Her Words, Lang Leav (via rblovenotes)
Love.
«Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi» 💕
Siamo adolescenti. Pensiamo di star vivendo il periodo peggiore della nostra vita, mentre tutti non fanno che ripeterci quanto sia bello avere tredici, sedici, diciannove anni. Abbiamo un corpo che e’ nel pieno del suo vigore, ma non ne siamo per niente contenti. Odiamo tutto cio’ che ci e’ vicino e amiamo tutto cio’ che si trova lontano da noi. Ci piace etichettare le persone, ma non sapremmo definire noi stessi. Passiamo meta’ del tempo a tentare di distinguerci dalla massa e l’altra meta’ a cercare di uniformarci ad essa. Siamo capaci di infischiarcene delle catastrofi naturali, del bullismo e degli assassini a piede libero, ma piangiamo per giorni se non possiamo andare al concerto dei nostri cantanti preferiti. Siamo convinti che nessuno possa capirci, ma probabilmente ne sarebbe in grado chiunque se solo volessimo davvero raccontarci. Ci piace andare in discoteca, spostarci in motorino, bere e fumare per sentirci appena un po’ piu’ grandi, appena un po’ piu’ trasgressivi e per lasciarci credere di poterci distinguere. Ci piace leggere, soprattutto storie che rispecchiano la nostra o che rappresentano quella che vorremmo, ma non siamo disposti ad ammetterlo perche’ temiamo di essere etichettati come «secchioni», «sfigati» o «emarginati sociali». Amiamo ripetere che la musica ci ha salvati e che non potremmo vivere senza, ma ci limitiamo ad ascoltare le solite venti canzoni a ripetizione e a cantare sotto la doccia o in macchina. Questo per noi significa vivere in funzione della musica. Tuttavia non sapremmo davvero fare a meno delle nostre cuffie. Ci evitano cosi’ tante situazioni difficili come, ad esempio, parlare con le persone! La comunicazione manca. Abbiamo le e-mail, Facebook, Twitter, Ask.fm, Tumblr, Whatsapp, Keek, Skype, Viber, Line, WeChat, gli sms gratis e magari - perche’ no?- anche le chiamate illimitate, ma non sappiamo piu’ comunicare. Tantomeno ascoltare. Siamo immaturi, insicuri, irrispettosi, irascibili, ignoranti e maleducati. Un giorno odiamo i nostri genitori, il giorno dopo non vorremmo vedere nessun altro e non ci rendiamo neanche conto di quanto sia difficile per loro sopportare i nostri sbalzi d’umore e il nostro sarcasmo. Non siamo mai contenti. Quando siamo fuori casa vogliamo rientrare, quando siamo a casa vogliamo uscire. Non siamo mai contenti, e se lo siamo non dura mai piu’ di qualche ora. Vorremmo cambiarci, ma non sappiamo come si fa. Allora vorremmo scusarci per essere così fastidiosi, ma ci sembra ancora piu’ difficile. Non abbiamo ne’ l’ingenuita’ dei bambini ne’ la maturita’ degli adulti perche’ non siamo ne’ gli uni ne’ gli altri, anche se a volte sembra il contrario. Sogniamo Londra, gli Stati Uniti, Parigi sotto la pioggia, ma non siamo abbastanza forti da allontanarci da casa per piu’ di qualche settimana senza sentire il bisogno di tornarci. Amiamo le felpe ampie, i cappucci, gli occhiali da sole e qualunque cosa possa nasconderci, ma allo stesso tempo chiediamo solo di essere notati. Idolatriamo musicisti, atelti, attori, ma non riusciamo ad accettare noi stessi. Siamo freddi, scostanti e menefreghisti, ma dentro, dentro siamo ipersensibili e fragilissimi. Facciamo i duri, ma abbiamo bisogno di tutto l’affetto che riusciamo a racimolare e non ci basta neanche mai. Abbiamo un debole per i nonni, con quella loro premura e quella voglia di viziarci che ci fanno piacere a tre anni come a venti. Gli amici sono i nostri confidenti e consiglieri, ma spesso sono confusi quanto e piu’ di noi stessi. In ogni caso, a nessuno raccontiamo proprio tutto. Qualcosa ce lo teniamo sempre dentro e prima o poi lo sfoghiamo piangendo. La notte sotto le coperte, al buio, prima di dormire, piangiamo in silenzio e la mattina dopo ripartiamo, un po’ stanchi ma piu’ sereni. Non vorremmo far altro che mangiare, ma ci limitiamo per paura di ingrassare e non piacere a nessuno. Pensiamo comunque che nessuno ci apprezzi, ma continuiamo ad augurarci il contrario. Camminiamo a passo svelto e con lo sguardo fisso davanti a noi per nascondere l’insicurezza, ma non crediamo realmente di riuscirci. Siamo il piu’ grande esempio di contraddizione della storia dell’umanita’; lo dimostriamo perfettamente quando chiediamo coerenza agli altri. Eppure siamo fatti cosi’, prendere o lasciare. E, per favore, non lasciateci.
(via unaragazzaeunpacchettodimarlboro)
Mi piace essere brutto.
Ci ho messo quarant'anni a capirlo, ma la bruttezza è ciò che mi ha permesso di arrivare dove sono ora. Se ci pensiamo bene, la bruttezza è il generatore a benzina che parte quando il talento viene oscurato dai dubbi di non essere all'altezza. Si avvia durante un’ emergenza e ti aiuta a trovare motivazioni che pensavi di non avere. Perché un modello scandinavo sempre unto e guizzante in mutande sicuramente trova sempre le porte (e non solo quelle) aperte ma, diciamocelo, che voglia ha di sbattersi per lottare e costruire qualcosa, per migliorare la sua vita? La maggior parte della sua giornata sarà spesa a disegnarsi col goniometro le sopracciglia, a sistemarsi con la pinzetta per evidenziare i pettorali- t shirt di due misure in meno con uno scollo a V che arriva fino all’ ombelico e a bloccare su whatsapp tipe che inviano foto troppo nude. Non solo non ha fame, ma si diverte a succhiare aragoste davanti a te mentre hai i crampi allo stomaco. Noi brutti, invece, sappiamo che se ogni tanto vogliamo bere dobbiamo metterci un secchio in testa e camminare dieci chilometri fino al pozzo alla fine della giungla. Ma a vivere così ti stufi presto, quindi lavori finché non ti costruisci una casa vista fonte oligominerale. Volete la prova ? Tutti i più grandi artisti e geniali inventori sono stati oggettivamente brutti. William Burroughs ? Brutto. Bill Gates? Brutto. Van Gogh ? Così brutto e così spesso rifiutato dalle donne da mutilarsi da solo. Però hanno speso la loro vita a creare per illuminare l'esistenza di tutta l'umanità, cosicché i modelli svedesi potessero portare controvoglia al museo le ragazze che non vogliono uscire con noi. Ma poi anche loro si stufano, e vengono a fare un giro sulle nostre moto, perché la bruttezza stilosa ha sempre battuto il fascismo dei visi simmetrici .
J-AX ❤️❤️❤️
Tu sei dentro di me, come l'alta marea...
❤️
Torna da me perché lo vedi anche tu che io un addio non te lo so dire
LoL
La mia adolescenza racchiusa in un film: Tre metri sopra il cielo.
❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️
Siamo quelli che non si salvano mai. Che vivono la vita attaccati ad un paio di cuffie, un libro e quel che resta degli amici. Che vogliono sorridere col cuore ma a volte quasi non ci riesco nemmeno con le labbra. Che amano stare da soli. Che salvano tutti ma nessuno salva noi. Che odiano vedere le persone che ci promettevano tutto, ridere e stare bene senza di noi, non provando la mancanza che proviamo noi verso di loro - non solo ex -. Che non siamo forti mai abbastanza. Che ci distruggiamo per un no o per un non posso, perché sappiamo cosa vuol dire. Siamo quelli che ricordano sempre quanto eravamo felici prima. Siamo quelli che perdono la testa facilmente per una persona. Siamo quelli che sono bravi a non far sentire agli altri la nostra mancanza. - Siamo quelli che.. Continuate voi, se vi va.
Blowyourmind (via stealmyheart-awayfrom-me)
Siamo quelli che nonostante tutto ciò, sono sopravvissuti e sopravviveranno...
Hanno visto più baci veri le stazioni che le chiese. Il treno sbagliato può portarti nel posto giusto. Quante ne vedono ogni giorno le stazioni. Quante lacrime conservano. Ti aspettavo. Ti ho aspettato tanto. E continuerei a farlo. Le farfalle nello stomaco prima del tuo arrivo. La nostra panchina li ad aspettarci, come se fosse fatta apposta per noi e per i nostri pianti. Abbiamo vinto la battaglia, ne siamo usciti pieni di graffi e con i pugni rotti. Ma siamo qui. Quella panchina, quella stazione, sono li che ci aspettano sempre. Abbiamo vinto la battaglia, si, ma non abbiamo vinto la guerra. E ora che sei qui vicino a me, senza chilometri, sento che la vera distanza è quella del cuore. Sei qui, posso toccarti, baciarti e respirarti, ma i tuoi occhi e il tuo cuore sono lontani anni luce. "Meglio un amore a distanza, che un amore distante."
Red room!! ❤️😍
"Ho incontrato il tuo sorriso dolce con questa neve bianca e adesso mi sconvolge" ❤️
Alle scuole elementari per il giorno di carnevale mia mamma era solita vestirmi da principessa. Adoravo quel giorno. Mi sentivo fantastica. Un vestito rosa meraviglioso, una corona, le guance di un timido colorito...Poi arrivavo a scuola. Le altre bambine erano travestite da Cenerentola o da Biancaneve. Erano belle da invidiare. Erano vere principesse, io una copia. Non si facevano scrupoli per farmi capire quanto inferiore fossi. Lì capii che sarei rimasta sola, che sarei rimasta inferiore, che io un vestito da vera principessa non potevo permettermelo. Tornavo a casa e vedevo mia mamma contenta, mentre mi sorrideva mi ripeteva che ero la bambina più bella al mondo; se solo sapesse cosa mi tenevo dentro. E allora lì capii che non mi interessava essere una principessa o una regina, capii che non ero sola, capii l'importanza di una mamma. Eccola, appunto, la Mia regina. Ed ora, quelle aspiranti Cenerentola al posto di perdere la scarpetta, perdono le mutandine. Thanks mom❤️
“Scrissi Summertime Sadness quando morì la mia migliore amica. Io e Judy alle medie ci detestavamo, lei era la bulla della scuola mentre io la sfigata emarginata. Ricordo che una volta ci picchiammo ed io tornai a casa con un occhio nero e un labbro spaccato. In quel periodo stavo prendendo una brutta strada, solo l’orgoglio mi impediva di tagliarmi le vene con le forbici, solo l’orgoglio. Credevo in un’America inesistente, in quella che guardavo nei film in bianco e nero degli anni sessanta. Amo gli anni sessanta. Alle superiori iniziai a fumare erba, solo così riuscivo a sentire qualcosa. Mi sentivo vuota e inesistente, mi sentivo solo con la marijuana, sono stata una stupida. Judy fumava da qualche anno più di me, aveva una famiglia che cadeva a pezzi alle spalle mentre io mi sentivo persa nonostante le regole rigide imposte da mia madre. Diventammo migliori amiche l’estate del secondo anno di superiori. La incontrai in una taverna nel bel mezzo del deserto. Ero in vacanza, ero partita da sola con due uomini più grandi di me di cinque anni, e lì incontrai Judy, sola al bancone a bere una birra. Non so perché quel giorno mi guardò con aria diversa dal solito, vedevo la stima e il rispetto nei suoi occhi, era diversa, forse non era fatta. Diventammo amiche e insieme ci ripulimmo, lasciammo il giro delle vecchie amicizie e iniziammo a vivere un’avventura tutta nostra. A volte bevevamo ma non andavamo oltre né col fumo né con gli sconosciuti. Furono gli anni più felici. Capii che potevo diventare la donna degli anni sessanta che imitavo davanti la tv ogni sera, potevo avere la migliore amica del mondo, la più stramba. Finite le superiori decidemmo di iscriverci insieme all’università, lei era una ballerina mentre io cantavo e così decidemmo di mettere su un duo per guadagnare qualche soldo extra. La gente applaudiva alle nostre performance, gli studi andavano alla grande, avevamo tutto, la libertà, e quando possiedi quella possiedi tutto. Morì l’estate del terzo anno di college, un incidente d’auto. Morì con l’uomo della sua vita, lontano da me. Era luglio, dovevamo andare a un festival del rock, lei sarebbe passata a prendermi col suo ragazzo, poi saremmo andate a prendere il mio. Quel pomeriggio lei non arrivò. Tornai a casa per chiamarla, avevo dimenticato il cellulare, e vidi diciannove chiamate perse e tre messaggi. Judy era morta, il suo corpo era irriconoscibile, la sua bellezza era svanita. Non penso di aver mai pianto tanto in vita mia, osservai il funerale da lontano, convinta di essere sola di nuovo, sola e incapace. Smisi di cantare per due anni, all’università non parlavo con nessuno, lasciai gli studi e mi diedi all’alcool. Ruppi ogni rapporto col mio fidanzato e me ne stetti sola per un po’. Avevo scritto una poesia in suo onore da leggere al funerale ma non riuscii nemmeno ad avvicinarmi alla bara, non riuscii a guardare negli occhi sua madre disperata. Quella poesia divenne Summertime Sadness, divenne l’inno della nostra amicizia. La poesia recitava qualcosa come ‘‘tu sei la mia estate, mi fai sentire viva, come calda si sente la pelle sotto il sole’’, ma decisi di omettere questa parte. Sono anni ormai che non piango più per la sua morte perché lei non vorrebbe, lei che aveva tentato il suicidio mille volte, lei che si gettava in mare da altezze allucinanti, lei non avrebbe voluto. Lei era nata per morire, lei non sentiva niente proprio come me, e per quanto avessimo insieme superato ogni tipo di ostacolo, lei non si sentiva viva abbastanza, lei forse quell’incidente lo voleva, forse si è lasciata morire. Judy sapeva che morendo la nostra amicizia non sarebbe finita, sapeva che sarebbe diventata il sole che riscalda il mio viso d’estate. Judy era imprevedibile, era troppo persino per se stessa. Ogni volta che canto Summertime Sadness lei vive, è al mio fianco, io indosso un vestito rosso, mi acconcio i capelli, e vado avanti per la mia strada, lei guiderà il mio cammino, proteggerà la mia vita.”
Lana Del Rey (via riflessidite)
Penso che sia una delle cose più belle che io abbia mai letto
(via aletranzolla)
reblog a vita.
(via laragazzaconunpaiodiocchialisola)
Ma vattela a pija nderculo !!!