★

oozey mess
tumblr dot com

Game Changer & Make Some Noise

Love Begins

No title available

Product Placement

titsay
The Bowery Presents
No title available
Noah Kahan
One Nice Bug Per Day
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

Jar Jar Binks Fan Club
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
Fai_Ryy
Phantogram Three

Origami Around
noise dept.
Today's Document

seen from Norway
seen from Italy
seen from Türkiye

seen from United States

seen from Türkiye

seen from Netherlands

seen from Brazil
seen from Colombia

seen from Singapore

seen from Indonesia

seen from Brazil

seen from Malaysia
seen from United States

seen from Malaysia

seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Russia

seen from Canada
seen from United Kingdom

seen from Singapore
@pinocchiogeppetto222
POSTE ITALIANE E NIQAB
La ratio della norma che vieta il volto coperto ha a che fare con ragioni di sicurezza che prescindono dal momento dell'identificazione. Nel caso di specie poco rileva la disponibilità della signora a scoprire il volto al momento della consegna di un pacco o di una lettera. Se, infatti, sotto il niqab si fosse celato un terrorista, un ricercato internazionale, il quale, atteso il pienone nell’ufficio postale si fosse fatto saltare uccidendo tutti? Le norme sono soggette ad interpretazione tenendo sempre conto della ratio che le ha informate ab origine. Trovo, pertanto, che sia stato corretto chiederle di non entrare e di non stazionare nella Posta a volto coperto, a prescindere dai dettami della sua religione, perché la religione, nella scala dei valori della collettività di un Paese laico (mi risulta che la religione di Stato non esista più proprio a vantaggio della laicità), dovrebbe essere un gradino sotto la sicurezza pubblica. E trovo molto fantasiose certe pronunzie giurisprudenziali, che, inchinandosi ad un credo religioso, derogano a norme attinenti alla sicurezza.
Nel Cinquecento Tiziano Vecellio dipinse una bellissima tela: “L’Amor sacro e l’Amor profano”: una donna quasi nuda e un’altra riccamente vestita. Ebbene, la corretta interpretazione vuole che l’amor sacro, ossia quello puro, sia raffigurato nella donna nuda; al contrario, la donna riccamente vestita, stimolando curiosità sul proprio corpo, sarebbe l’amor profano.
Ebbene, cosa accadrebbe se una religione, chiamiamola Purismo & Sacralità, volesse che uomini e donne girassero nudi? I magistrati userebbero altrettanta fantasia e altrettanto coraggio nel disapplicare gli atti contrari alla pubblica decenza? E, se così fosse, le donne in niqab potrebbero ancora uscire di casa, visto che i loro occhi incontrerebbero nudità maschili?
Qui non è questione di razzismo, di remigrazione, di sparate ipernazionaliste; qui si tratta di accogliere con grazia, ma anche di porsi da accolti con altrettanta grazia. L'Italia non può cambiare le norme riguardanti la sicurezza dei cittadini per la religione di persone che hanno deciso di vivere qui. Se io voglio trasferirmi in casa d'altri accetto le loro leggi e le loro regole; se voglio imporre le mie, soprattutto quelle che contrastano con le leggi locali, non sto andando in casa d'altri pacificamente, ma la sto invadendo.
Non mi sembra difficile.
Dire Staits, Sultans Of Swing, 1979
Alejandro Monge
Nota di servizio: non dobbiamo combattere per il diritto delle donne a mettere il burka o il velo, ma per il loro diritto a non doverlo indossare.
-----
Direi scontato, eccetto per i benpensanti che vivono distopie quotidiane ed ossimori logici.
© hundezucht_treenetal on instagram
“La paura della libertà è il sentimento che ha generato il fascismo. Per chi ha l’animo di un servo, la sola pace, la sola felicità è nell’avere un padrone; e nulla è più faticoso, e veramente spaventoso, che l’esercizio della libertà.
- Carlo Levi
Benigni e Guccini, soprattutto Guccini, una meraviglia
Mount Saint Helens, 1980
Talking Heads, Psycho Killer, Old Grey Whistle Test, 1978
Turtle Rain
Ma ci rendiamo conto com’è cambiata la percezione delle proteste in questo Paese?
Con i vari decreti sicurezza l'attuale governo ha introdotto o irrigidito sanzioni per comportamenti che fino a pochi decenni fa sarebbero stati considerati non soltanto legittimi, ma moderati: sedersi a terra durante un sit-in, bloccare temporaneamente una strada, rendere visibile il proprio dissenso attraverso forme di disobbedienza civile.
Provate a immaginare un operaio dell'autunno caldo, un bracciante delle grandi lotte contadine o uno studente del Sessantotto davanti a un gruppo di attivisti seduti sull'asfalto con le mani alzate. In molti casi avrebbero sorriso. In un Paese attraversato da scioperi spontanei, occupazioni di fabbriche, campi e università, picchetti, blocchi ferroviari e manifestazioni oceaniche, un sit-in seduti a terra con quattro cartelli e le mani alzate a moltissime persone non sarebbe sembrata nemmeno una protesta.
Ovviamente anche allora non tutto era permesso, e molte lotte subirono una repressione durissima. Il punto è un altro: si è progressivamente abbassata la soglia di ciò che viene considerato intollerabile.
Questo spostamento è il risultato di quarant'anni di resa ideologica, durante i quali il conflitto sociale è stato raccontato da (quasi) tutti come un crimine e non come un elemento fisiologico in una società con profonde disparità. Eppure la storia insegna che tutte le grandi conquiste sociali – dallo Statuto dei lavoratori ai diritti civili, dal suffragio universale alla tutela dell'ambiente – sono passate attraverso mobilitazioni che hanno inevitabilmente creato disagio, conflitto e messo in discussione l'ordine esistente.
Chi oggi si scandalizza per ogni protesta dovrebbe ricordarsi una cosa: il confine non si ferma mai. Oggi tocca a chi si siede sull'asfalto. Domani toccherà a chi organizza un corteo. Dopodomani persino una manifestazione silenziosa, di domenica pomeriggio, in periferia e priva di ogni obiettivo, potrà essere descritta come un disagio intollerabile.
E poi capirete che quelli che oggi criticate e volete sbattere in carcere avevano ragione.
🖼 El Mambo de Stendhal 🕺🎶💃
Quand le rythme latino arrive dans les musées, les tableaux prennent vie !
Source: Jorge Piqué
👋 Bel après-midi
Someone who truly loves us. They feel and hold onto any emotion that may still arise, how sad and melancholic it can be, and how difficult it can be to understand and show it, but even though it seems impossible, they will try again and again, waiting for the right moment to make you feel how much they remember you and that they will continue to love you.
𝐽𝑢𝑎𝑛 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑖𝑠𝑐𝑜 𝑃𝑎𝑙𝑒𝑛𝑐𝑖𝑎.
Once In A Lifetime - Talking Heads
Talking Heads. "Once in a Lifetime"
Iconic.
Ig@kjellhalvorsonn